domenica 27 dicembre 2015

mercoledì 23 dicembre 2015

La notte magica del Coro Costantino

So che è un pochino off topic, ma mi sembrava doveroso raccontarvi della magia di Natale in anticipo che ho provato venerdì...

***

È venerdì sera. Il momento più stancante ma anche il più bello dell'intera settimana. Io esco dal mio guscio di asociale e sociopatica per andare a passare una serata diversa dal solito. Non so cosa aspettarmi. L'unica cosa che so è che c'è una nebbiolina nelle viuzze dolcemente illuminate di Abbiategrasso, fa freddo, ma non esageratamente, e c'è movimento. Tutte le persone si dirigono con passo svelto verso il Castello, e io, come loro, non sono da meno. Sono curiosa ed elettrizzata per quello che mi aspetta. Entro nella Sala Consiliare e vedo un ambiente caldo, raccolto, ci sono tutte le persone che conosco, lo staff della Radio City Bar, le amiche di Iniziativa Donna, i conoscenti che si incontrano al bar tutte le mattine davanti a un caffè. Sì, senz'altro stasera avverrà qualcosa di bello, me lo sento. Alle 21.15 il sipario si alza e io sono catapultata in un mondo magico. 

Non ho mai avuto modo di ascoltare il Coro Costantino all'opera, e me ne pento amaramente. Davanti a me ci sono delle bellissime persone (dentro e fuori), che si guardano intorno, magari riconoscono parenti e amici presenti per loro, si scorgono visi solari, altri più in ansia e in eccitazione per ciò che sta succedendo, ci sono saluti con gli occhi e sguardi d'intesa. 

E inizia il concerto “Ma che bel motivetto” e non si sarebbe potuto trovare altro titolo che calzasse così a pennello. I motivetti sono tanti, tutti diversi, non è uno spettacolo dalle linee definite e ovvie in cui ci si aspetta di sentire i soliti canti di Natale. È qualcosa di più.
Alle canzoni popolari si mescolano melodie etniche che fanno venire i brividi. È bellissimo sentire battere le mani al ritmo di “Funiculì funiculà” ed è altrettanto bello immergersi nelle emozioni donate da “Blowin' in the wind”.
Il pubblico chiede il bis e il coro è così gentile da concedercene tanti. 

E cosa posso dire ora, che mi accingo a scrivere di questa serata, dopo averla fatta mia, digerita, aver provato emozioni diverse e bellissime, se non grazie. 
Grazie al coro, a quelle voci stupende che mi hanno regalato in diverse occasioni la pelle d'oca.
Grazie ad Alba Beretta, incantevole luce della serata che ha diretto magistralmente i cantanti.
E grazie a Ivan Donati, personaggio poliedrico in grado di catturare chiunque con la sua verve ironica e nello stesso tempo dolce.

Battendo sulla tastiera del computer mi accorgo di essere stata incapace di descrivere la bellezza di questa serata. Spero solo di aver reso almeno un decimo di giustizia a tutte le persone coinvolte e alla magia che si è respirata nell'aria quel venerdì. 
Di dicembre. 
Al Castello.
Un incantesimo.

Una chiacchierata tra gemelle #2 | THE GRINCH BOOK TAG

Ciao a tutti! Con questo tag anti-nataloso vogliamo strapparvi un sorriso e augurarvi delle buone feste.


Buon NaSale ancora, che sia ricchissimo di libri!!!

lunedì 21 dicembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: "Una brava ragazza" - Mary Kubica

Una brava ragazza, Mary Kubica. Newton Compton Editori, 2015. 317 pagine, 9,90 euro.

Voto: 8

Nebbia che avvolge la mia Milano. Io costretta a rientrare in treno. Due occhi azzurri che mi guardano e mi chiamano. Prendo il romanzo, mi farà compagnia per quella mezz'ora, mi dico. 
E’ stato il mio amante per due notti intere.

Mia Dennett, figlia ribelle e anticonvenzionale di un giudice corrotto della Chicago dabbene, viene rapita una sera di inverno all'uscita di un pub.
Tutto per colpa di un fidanzato che le regala l’ennesimo bidone e che la scambia per qualche centinaio di dollari.
Lei, invece, scambia lui per un paio di bicchieri di birra.

Un capanno freddo, acqua ghiacciata nelle condutture, un bosco sconfinato dalle migliaia qualità di vegetazione che solo Mia conosce.
E Canoa. Un gatto, unico amante per lei.
Un’altra bocca da sfamare per Owen, il rapitore.

Non c’è futuro; e quei pochi programmi che il carceriere della ragazza riesce a predisporre, sono nebulosi e insensati.
Fino a quando una particolare sindrome di Stoccolma – chiamata amore -  non si insinua in Mia.

"Il gatto le cammina sulla schiena finchè non la caccio via. Allora si rifugia dietro il divano.
Nessuno mi ha mai amato tanto."

La storia viene presentata in capitoli delineati da voci sempre diverse: prima la madre della ragazza, poi l’ispettore a cui il caso della scomparsa è stato affidato e per ultimo l’aguzzino, il cattivo della storia. E’ un racconto che si dipana attraverso punti di vista sempre differenti, e questo incentiva notevolmente lo stile incalzante della Kubica. 
Ecco. In mezzo a queste parole, io, vi ho detto una bugia.
Sta a voi scoprire quale, portandovi a letto una brava ragazza.

martedì 15 dicembre 2015

Consigli Natalosi

Eccoci al momento più bello dell'anno per noi lettori: il Natale! Sì, perché ovviamente è l'occasione giusta in cui regalarsi (senza sentirsi in colpa) e farsi regalare un sacco di libri. Oltre al fatto che, l'inverno in generale, è proprio una stagione stupenda per mettersi sotto alle coperte, magari davanti a un camino con un fuocherello scoppiettante, con una tazza di cioccolata calda fumante e un bel libro tra le mani.

Quindi perché non dare qualche consiglio per regali, autoregali o anche solo per letture sotto l'albero? Per ogni tipologia di lettore suggeriremo un paio di titoli adatti.

lunedì 14 dicembre 2015

I consigli di Vè #1 | I LIBRI CHE MI HANNO CAMBIATO LA VITA

Oggi parliamo un po' di libri fantastici, straconsigliati, capaci di rendere la vita qualcosa di stupendo grazie a mille insegnamenti e a mondi fantastici. 


venerdì 11 dicembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Il dizionario del diavolo” - Bierce Ambrose

Il dizionario del diavolo, Bierce Ambrose. Dalai Editore, 2012. 184 pagine, 3,95 euro.

Voto: 9

Capita poche volte nella vita di trovare un libro fantastico a caso. Di scovarlo sullo scaffale di una libreria e prenderlo senza una ragione particolare, senza che nessuno ce ne abbia parlato, senza sapere niente né del titolo, né tanto meno dell'autore. 
Tutto questo è capitato a me, qualche giorno fa, quando per caso mi sono trovata davanti questo libriccino dalla copertina molto accattivante. Non l'ho nemmeno aperto. Costava poco e poi nel retro copertina si parla di Hemingway, tanto è bastato per arraffarlo.

Sono tornata a casa e l'ho aperto. Era davvero un dizionario! Nel senso che è strutturato come tale, infatti ci sono delle parole semplicemente affiancate dalle loro definizioni.
Detto così si potrà pensare che il libro sia di una noia paurosa, ma invece così non è. Ambrose Bierce ha inserito in questo piccolo libro tutto il suo cinismo, la critica verso una società corrotta dal perbenismo, dalla fede inutile e inculcata a forza, e dal cittadino medio che riesce sempre a farsi comandare dalle persone meno degne del potere.

voto (s.m.) Simbolo e strumento della facoltà che un uomo libero ha di comportarsi da imbecille e di fare danno al proprio paese.

Ovviamente non è una lettura per chiunque. Ci vuole il giusto grado di crudezza, cinismo e disillusione. È necessario approcciarsi al testo liberandosi da qualsiasi altra supposizione o preconcetto riguardo il mondo e la vita.

fede (s.f.) Credenza non suffragata da prove in ciò che sostiene qualcuno, che parla senza saperne nulla di cose che non hanno termini di confronto.

E allora sì che vi si aprirà il vero mondo. Completamente nuovo e diverso da ciò che credevate. 
Cinicamente godibile.

giovedì 3 dicembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Goodbye, Columbus e cinque racconti“– Philip Roth

Goodbye, Columbus e cinque racconti, Philip Roth. Einaudi, 2013. 259 pagine, 12,00 euro.

Voto: 8

“Voglio leggere Philip Roth”, mi son detta, una domenica mattina. Ma da quale romanzo partire? Beh, dal primo ovviamente. “Goodbye, Columbus e cinque racconti” è l’esordio letterario del venticinquenne scrittore statunitense contraddittorio per eccellenza, dallo stile semplice che riecheggia facilmente J.D. Salinger, ma dalle cui pagine è difficile staccarsi. Se non per prendere una boccata d’aria, una tantum, come è capitato a me. Sì perché io ho odiato tantissimo i protagonisti del romanzo (mi sono limitata a quello – i racconti non fanno per me) e ho dovuto prendermi le dovute pause per evitare di defenestrare il libro, salvo poi riprenderlo, accoccolarmelo addosso, e ricominciarne la lettura. 
Perché sì, alla fine tornavo sempre da lui.
Il povero Neil Klugman, lasciato presso la stramba zia Gladys a convivere tra orari dei pasti scadenzati, frutta introvabile nel frigorifero e pianti isterici pre-partenza per le meritate ferie, si innamora della ricca studentessa ebrea Brenda Patimkin, durante un pomeriggio assolato trascorso in piscina.

La prima volta che la vidi, Brenda mi pregò di tenerle gli occhiali. Poi avanzò fini all'orlo del trampolino e scrutò la piscina, strizzando gli occhi; ma fosse pur stata asciutta, ella non se ne sarebbe accorta, tanto era miope. Si lanciò in un tuffo armonioso e un momento dopo tornò verso il margine della vasca, la testolina dai corti capelli rossi alta sull'acqua come una rosa dal lungo stelo.

La contraddizione si manifesta già qui: una lotta di classe furiosa nella quale il giovane Neil tenta di farsi strada a gomitate per poter  ottenere almeno in parte la fiducia dei genitori della ragazza.
La vicenda si snoda tutta durante una vacanza estiva. Ed è proprio in vacanza, fuori dal mondo, in un’altra dimensione, che si trova il protagonista maschile. Lui è perfettamente consapevole di quanto possa avere dalla giovane Patimkin: sesso e mai amore, nonostante quei fuggevoli, tristi, improbabili “ti amo” volanti durante nuotate in piscina e dopo piccoli fraintendimenti. Neil sa che, passati quei giorni fatti di sessualità e di piccoli film mentali inconcludenti, dovrà tornare alla realtà, rinchiuso nella sua biblioteca, ad osservare il ragazzino di colore bearsi su un albo illustrato dedicato a Gaugin. Quella è la sua vita, e non può sfuggirle.

Sarcasmo e sfacciataggine si fanno strada in una narrazione semplice e semplificata che è riuscita a stuzzicare la mia curiosità per un autore tanto acclamato e discusso. Quale sarà la prossima lettura? ….

martedì 1 dicembre 2015

La gemella silenziosa - S.K. Tremayne

La gemella silenziosa, S.K. Tremayne. Garzanti, 2015. 307 pagine, 14,36 euro.

Voto: 9/10

Io ho il dna uguale a mia sorella. Io sono la sua esatta copia. Il problema dell'identità affrontato nel romanzo di S. K. Tremayne, “La gemella silenziosa”, io in quanto gemella l'ho affrontato fin da piccola. Ma non a questi livelli. 

lunedì 30 novembre 2015

Una chiacchierata tra gemelle #1 | HARRY POTTER BOOK TAG

E' online il nostro primo vero video!! Abbiamo pensato che Harry Potter potesse essere l'esordio migliore per il canale, ed ecco quindi l'HARRY POTTER BOOK TAG.



Speriamo vi divertiate a sentirci blaterare su una della nostra saga fantasy preferita, che ci ha viste crescere sia come persone, che come lettrici. Enjoy!

giovedì 26 novembre 2015

#MANGIAPAGINE approda su YouTube!

NOTIZIA STRAORDINARIA!

Da oggi potete trovare #MANGIAPAGINE anche su YouTube: tantissimi saranno i contenuti speciali dedicati a voi lettori!

Cosa aspettate? Non perdete tempo e venite a vedere il video di presentazione!


L'ombra del bosco scarno - Massimo Rossi

L’ombra del bosco scarno, Massimo Rossi, Scrittura & Scritture editore, 2012, 365 pagine, 15,50 euro.

Voto: 7,5/10

Che dire, scrivendo questa mia seconda recensione mi trovo davanti a un’impresa complicata. Questo libro può essere letto in due modi: o come un libro giallo, oppure come un manifesto contro ogni discriminazione, contro ogni pregiudizio.

mercoledì 25 novembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Timothy Top. Libro uno: Verde cinghiale“– Gud

Timothy Top. Libro uno: Verde cinghiale, Gud. Tunué, 2015. 144 pagine, 16,90 euro.

Voto: 7 ½


Timothy, un ragazzino come tanti, con dei genitori che passano il tempo a litigare e una classe in cui non viene neanche calcolato, se non per prese in giro varie ed eventuali.

Potrà mai diventare qualcuno? Si accorgeranno mai della sua esistenza? O dovrà passare tutta la sua vita ad essere messo da parte come se fosse un ragazzino invisibile?

Non disperare Tim! Sta arrivando un aiuto super! Ed è proprio il caso di dirlo! Una notte Timothy si sveglia e scopre che è in grado di guarire le piante. Da quel momento la sua vita cambierà radicalmente.

Ce la farà il nostro amico a salvare il verde parco che ha visto giocare bambini di tutte le generazioni, dall'imminente e terrificante colata di cemento di un becero arrivista?

Siamo davanti a un nuovo supereroe tutto eco-green, perché si sa, di questi tempi è bene pensare alla natura. Un'idea sicuramente nuova ed intelligente, capace si portare sulla retta via bambini, ragazzi e adulti, e in grado di far riflettere su tematiche importanti quale è l'ambiente. Perché lasciare alle generazioni future un mondo pulito, vedre e meno contaminato è una sfida grandiosa da mettere in pratica.

Un buon inizio per questa saga, che ci riserverà sicuramente delle sorprese. Perché sì, io sono curiosissima di scoprire quali altri mirabolanti avventure vivrà il nostro amico dal pollice verde.
E voi no?

martedì 24 novembre 2015

La strada che mi porta a te – Moriah McStay

La strada che mi porta a te, Moriah McStay. De Agostini, 2015. 381 pagine, 14,90 euro.

Voto: 7/8

Quando mi è arrivato questo libro mi sono subito innamorata della copertina, fatta veramente bene e in grado di accaparrarsi una buona fetta di lettori, soprattutto i più giovani. Mi è subito venuta voglia di immergermi tra le sue pagine, nonostante il titolo non fosse dei migliori – diciamocelo, ricorda un po' i titoli dei romanzetti rosa da donnicciole sole. Ma non importa, sono o non sono una lettrice onnivora? E poi non mi fermo mai alle apparenze. E anche questa volta ho fatto bene.

lunedì 23 novembre 2015

“Senza appartenere a niente mai” | #ABBIATEGRASSO 22.11.2015 | Manuel Agnelli si racconta


Ieri, domenica 22 novembre 2015, è nata RADIO CITY BAR.
E con lei, la nostra collaborazione.
Venite a leggerci qui: http://www.radiocitybar.it/twins/
Ne sentirete delle belle.

Prima tappa? Manuel Agnelli si racconta in "Senza perdere la tenerezza", 15 anni di interviste al leader degli Afterhours firmate da Federico Guglielmi.


giovedì 19 novembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: "Trollhunters" - Guillermo del Toro e Daniel Kraus

Trollhunters, Guillermo del Toro e Daniel Kraus. DeAgostini, 2015. 349 pagine, 14,90 euro.

Voto: 8/10

Cosa succede quando fantasy e horror si sposano? “Trollhunters” di Guillermo del Toro e Daniel Kraus è la risposta. Un romanzo per giovani che non hanno paura di afferrare una spada e combattere eserciti di troll spaventosi.

Jim Jr. e il suo amico un po' sfigatello Tub sono i protagonisti della storia; come in un “moderno It”, toccherà a loro dare la caccia al mostro spaventoso che nel 1969 ha disseminato la California con quella conosciuta come “epidemia dei cartoni del latte”. Bambini persi, smarriti, mai più trovati. E un'ombra agghiacciante come unica presenza dopo la loro scomparsa. Anche lo zio di Jim, Jack Sturges, è rimasto vittima di quelle aggressioni. 

Ma Jim e Tub non saranno soli: ad affiancarli conosceremo Blinky, un troll maschio buono, che ha otto occhi ma è praticamente cieco e parla come un vecchio libro stampato e britannico; e poi ARRRGH!!!, con i tre punti esclamativi finali, una gigantesca troll femmina dalla pelliccia morbidissima. E i nostri eroi seguiranno la guida di un cavaliere senza macchia e senza paura, che Jim conoscerà bene...

La costruzione del ponte di Killaheed, una rappresentazione un po' particolare di Romeo e Giulietta e una cotta adolescenziale per la strana Claire, saranno lo sfondo perfetto per questa avventura!

“Fico”
“No” replicò lui. “Non è fico. E' il peggiore dei fardelli. Prima che ti ci ritrovi in mezzo, desidererai di essere nato con un nome diverso. Desidererai di svegliarti e di essere una persona diversa. Che c'è di male ad essere guerrieri? I guerrieri vanno in guerra. E la guerra non è divertente. La guerra è sanguinaria. Spacca le ossa e squarcia la carne. Cose che erano vive muoiono, e a volte sei tu che devi bruciarne i resti. E quando se ne vanno, Jim, non lo fanno in silenzio. Emettono suoni. Per il resto della tua vita, quando cercherai di dormire, quelli saranno i suoni che ti terranno sveglio”.

martedì 17 novembre 2015

Il ladro di voci - Jacob Rubin

Il ladro di voci, Jacob Rubin. Edizioni Clichy, 2015. 326 pagine, 15,00 euro.

Voto: 8-

Giovanni Bernini. Ricordatevi questo nome. Il nome del ladro perfetto. Ma non un truffatore qualunque, no. L’oggetto del suo desiderio non sono gioielli o contanti. Sono le voci. Le voci umane. Giovanni Bernini, protagonista del romanzo d’esordio "Il ladro di voci" del newyorkese Jacob Rubin, ha una dote particolare: quella di riuscire ad imitare le voci delle persone. Non di quelle famose, del personaggio in voga del momento, ma del vicino di casa, del passeggero ignaro che frequenta la metropolitana al mattino, con gli occhi ancora cisposi di sonno.

giovedì 12 novembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Una notte soltanto, Markovitch” - Ayelet Gundar-Goshen

Una notte soltanto Markovitch, Ayelet Gundar-Goshen. La Giuntina, 2015. 326 pagine, 16,50 euro.

Voto: 7

Siamo negli anni che vedono incombere il nazismo. Venti giovani in partenza da Israele per l'Europa. Venti possibilità di matrimonio e di libertà. Intimità, sensualità ed umorismo fanno da sfondo a questo romanzo passionale e dalla sensibilità completamente diversa rispetto ai racconti occidentali. 

Due uomini diversi fra loro e due donne che li accompagneranno nei giochi del destino. Due storie d'amore agli antipodi, sullo sfondo dell'eco della guerra in Europa e la voglia di indipendenza in Palestina.

Yaakov Markovitch, l'uomo insignificante e il fortunato sposo della ragazza più affascinante di tutte, Bella, un amore non amore, un matrimonio di interesse, fatto di liti, odio e sofferenze per entrambi. 
L'opposto di Markovitch è Zeev Feinberg, affascinante seduttore, impertinente e donnaiolo che alla fine scopre di essere perdutamente innamorato di un'unica donna, Sonia.

Ayelet Gundar-Goshen ci aiuta a capire meglio come sia davvero il sentimento dell'amore, e lo fa in modo crudo, comico, divertente, triste e impertinente, con uno stile fluido e godibile.

Lo sentite anche voi questo profumo di arance e di pesche?

“Guarda questa nostra Terra”, dice Markovitch in risposta alla presa in giro di Zeev. “Duemila anni l’abbiamo desiderata, attesa, abbiamo dormito la notte abbracciati alle maniche della sua camicia da notte, perché in fondo cos’è la storia, se non le maniche di una camicia da notte che non hanno odore? E credi che lei ci voglia? Pensi che questa Terra ricambierò il nostro amore?! Sciocchezze!”

martedì 10 novembre 2015

Da rospo a principe. Minimo diario di quindici anni vissuti faticosamente al limite, alla ricerca di sé – Stefano Borzumato

Da rospo a principe. Minimo diario di quindici anni vissuti faticosamente al limite, alla ricerca di sé, Stefano Borzumato. 2012, ArtEventBook. 14,00 euro.

Voto: 7 ½

Qualche tempo fa sono stata contattata direttamente dall'autore di questo romanzo, semplicemente per leggerlo e cito “per ricevere un giudizio critico serrato, sferzante, deciso, cattivo... Un giudizio steso da una persona che legge molto e che sia una professionista del settore che non mi conosce; un giudizio tecnico che mi consenta di migliorare”. 
Io mi sono buttata subito a capofitto nella lettura, perché la cosa più bella è leggere senza volere niente in cambio, se non uno scambio di opinioni in merito, scevri da qualsiasi tipo di obbligo. E forse è stato proprio il non sentirmi obbligata a stare entro certi tempi, a farmi godere appieno di ogni singolo punto di forza e, nello stesso tempo, di debolezza, del libro.

giovedì 5 novembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Le belle Cece” - Andrea Vitali

Le belle Cece, Andrea Vitali. Garzanti, 2015. 224 pagine, 16,40 euro.

Voto: 8

Bellano 1936. Un paesaggio da sogno fa da sfondo a personaggi abilmente tratteggiati e dai nomi assurdamente perfetti. 

Abbiamo il Commissario Maccadò che incarna la giustizia dell'arma dei carabinieri. Fulvio Semola, segretario del Partito che vuole a tutti i costi celebrare degnamente la nascita dell'Impero. E poi il Dulcineo, sottocapo di manipolo un po' troppo femminile, con il suo attendente nero dalle “grandi” e comprovate doti. Eudilio Malversati, il personaggio più schifoso, pomposo e odioso di sempre. Ed infine come non citare le belle Cece dalle quali il libro prende il titolo, madre e figlia, suocera e moglie del Malversati, Orbella e Verzetta, brave intrattenitrici di uomini soli.

Un giallo sconvolge la pace del paesino. Sono state ritrovate delle mutande cifrate. Di chi sono? Perché sono state trovate nelle tasche di alcuni tra i personaggi più altolocati di Bellano? Il fido Maccadò riuscirà a venire a capo dell'inghippo?

Un romanzo divertente dai tratti noir e del classico giallo. Una lettura piacevole e famelica (complice anche la presentazione del libro da parte dell'autore svoltasi qualche settimana fa a Vigevano).

“Due donne sole, maresciallo, cosa possono fare se non sopravvivere ricorrendo a qualche piccola menzogna?”

lunedì 2 novembre 2015

Woody - Federico Baccomo

Woody, Federico Baccomo. Giunti Editore, 2015. 96 pagine, 14,50 euro.

Voto: 10

L'ho incontrato per caso, Woody. L'ho incontrato grazie a Federico, a Claudio, ad Alessandro, nella cornice milanese dell'ultima giornata dedicata a Bookcity. L'ho incontrato attraverso le loro parole, la loro capacità recitativa, la loro timidezza, i loro racconti, le loro pennellate su sfondo bianco, i loro disegni. In seconda fila mi sono goduta qualcosa di sorprendente, uno spettacolo. 
Quella domenica io ho conosciuto Woody, un cagnolino, che racconta la sua vita e quella di Padrona.

giovedì 29 ottobre 2015

Il peso - Liz Moore

Il peso, Liz Moore. Beat, 2014. 351 pagine, 9,00 euro.

Voto: 9

Il peso. Qualcosa di emblematico per me. Devo farne i conti da sempre. Positivamente e negativamente parlando, è il mio tarlo, il amico-nemico, il mio compagno di avventure; è stato il mio chiodo fisso fino a quando non ho smesso di pensarci e ho iniziato una stabile e rispettosa convivenza con esso. Non avevo dubbi che sarebbe diventato uno dei miei romanzi preferiti, questo di Liz Moore. E' riuscito ad aggrapparsi e ad ancorarsi al mio cuore con tanta facilità che ora lo porto in giro e cerco di divulgarlo il più possibile.

lunedì 26 ottobre 2015

La settimana letteraria di "mangiapagine" | 18.10 - 25.10

La settimana letteraria di mangiapagine si è appena conclusa. Gli eventi sono stati centinaia, a partire da piccole presentazioni private, per poi passare a rassegne letterarie in città dai castelli spettacolari, per terminare con il tanto atteso BookCity15.
Ovviamente abbiamo dovuto operare una scelta (purtroppo!).
E chi meglio di un ritratto fotografico è in grado di raccontare questi giorni frenetici e carichi di emozioni?

venerdì 23 ottobre 2015

FOCUS ON: Maratona Letteraria - IX edizione | Abbiategrasso | 18.10.2015

Mani tremanti, agitazione, pressione elevata, ansia da palcoscenico.
Questi sono i primi tre ingredienti del piatto principale che è stato servito domenica scorsa ad Abbiategrasso, per la IX edizione della Maratona Letteraria; le guglie e i merli del Castello Visconteo hanno abbellito la splendida tavolata.
Piatti, posate, servizio: che strane parole per una rassegna letteraria particolare e varia! In realtà tutto ha una sua logica: il filo conduttore della manifestazione quest’anno è stato il cibo. “Nutrire il Pianeta. Ricchezza e povertà: una giornata di racconti a bordo tavola, tra cibo, cultura e identità”. Recita così la locandina che è stata adagiata come menù su ogni postazione.
Mi piacerebbe però fare un passo indietro.

giovedì 22 ottobre 2015

Una spiaggia troppo bianca – Stefania Divertito con Serena Davide

Una spiaggia troppo bianca, Stefania Divertito con Serena Davide. Enne Enne editore, 2015. 252 pagine, 15,00 euro.

Voto: 10/10

Da accanito lettore nella mia adolescenza, per una serie di impegni lavorativi mi stavo appiattendo su libri che, pur avendo un loro indiscutibile fascino, non ti fanno vibrare.
Ho finito il libro questa notte, e, grazie a Vanessa che me lo ha fatto scoprire, la corda della mia anima ha vibrato eccome. Dedico questa mia prima recensione ad un amico che non c’è più, e che è andato ad allungare l’impersonale lista delle vittime di un modo di fare impresa sconsiderato e inaccettabile.

martedì 20 ottobre 2015

Sette riti di bellezza giapponese. Il metodo per una pelle perfetta e i capelli di seta - Elodie-Joy Jaubert

Sette riti di bellezza giapponese. Il metodo per una pelle perfetta e i capelli di seta, Elodie-Joy Jaubert. Sonzogno, 2015. 128 pagine, 13,00 euro.

Voto: 8

«In Giappone, una donna bella è una donna dal viso sano e pieno, e dalla carnagione liscia e candida come quella di un bambino. “Hai la pelle come un mochi!” Ecco l'espressione usata per definire quell'aspetto perfetto e setoso. La pelle deve apparire liscia e soda come il cremoso dolce di riso tanto amato in Giappone perché venga vista come il non plus ultra di bellezza e salute».

giovedì 15 ottobre 2015

Il mio splendido migliore amico - A.G. Howard

Il mio splendido migliore amico, A.G. Howard. Newton Compton Editori, 2015. 406 pagine, 9.90 euro.

Voto: 8

«Ma può un vero amico volare via e lasciarti a terra, ferita e col cuore spezzato?»

Me lo sono sempre chiesta anche io e la risposta è sempre stata “si” (occhei, le mie esperienze in fatto di amicizie si sono sempre rivelate una schifezza, ma tant'è), almeno fino a prima di leggere questo libro. 

lunedì 12 ottobre 2015

IX Edizione della MARATONA DEI NARRATORI di Abbiategrasso

“NUTRIRE IL PIANETA. Ricchezza e povertà: una giornata di racconti a bordo tavola, tra cibo, cultura e identità”.

La nostra cittadina ha indetto per domenica 18 ottobre una manifestazione veramente interessante, soprattutto per il popolo dei lettori: una maratona letteraria, in cui chiunque può diventare narratore di storie, canzoni, pezzi teatrali aventi il cibo come sfondo. 

Questi narratori più o meno improvvisati vi terranno compagnia per ben sette ore e vi regaleranno emozioni e bei momenti di condivisione, il tutto nella splendida cornice del Castello Visconteo di Abbiategrasso. Ci saranno inoltre balletti, intermezzi musicali e soprattutto mangerecci, perché, insomma, sette ore sono tante! È necessario rifocillarsi al meglio! A maggior ragione quando l'argomento principale è il cibo.

Sarà un'esperienza interessante e coinvolgente, pensata per quelle persone che oltre al cibo, divorano anche i libri. Partecipate numerosi! Potrete conoscere dal vivo le vostre eroine blogger preferite! Perché ovviamente saremo presenti in modo attivo alla manifestazione, con due brani, uno tratto da “Afrodita” di Isabel Allende e il secondo rivisitato dall'opera di Pollan “Il dilemma dell'onnivoro”.

Per saperne di più lasciamo in calce la locandina con tutte le informazioni sul programma della giornata.


Vi aspettiamo!

giovedì 8 ottobre 2015

Eva Luna racconta - Isabel Allende


Eva Luna racconta, Isabel Allende. Universale Economica Feltrinelli, 1990. 253 pagine, 7.50 euro.

Voto: 10/10

Ma il visir aveva una figlia di grande bellezza chiamata Sheherazade […] che era molto eloquente ed era un piacere ascoltarla” (Le mille e una notte)

E' proprio quando ti mancano le storie, quando ti manca qualcosa da leggere, che chiedi aiuto a principi – nel mio caso – lontani per avere qualche suggerimento; casualmente mi consigliano una Isabel Allende che avevo accantonato in terza fila in libreria, perchè il posto da me è quello che è, dopotutto.

martedì 6 ottobre 2015

Piccola dea – Rufi Thorpe

Piccola dea, Rufi Thorpe. Sonzogno, 2015. 269 pagine, 16,50 euro.

Voto: 6/7

Innanzitutto voglio ringraziare la Sonzogno per avermi permesso di leggere questo nuovo romanzo della scrittrice canadese Rufi Thorpe.

giovedì 1 ottobre 2015

Incantesimo - Rachel Hawkins

Incantesimo, Rachel Hawkins. Newton Compton Editori, 2015. 253 pagine, 9.90 euro.

Voto: 8 ½

C’è stato un tempo in cui da bambina, a causa anche dei vari programmi adolescenziali in televisione, desideravo arricciare il naso e compiere prodigi; ci ho provato, indiscutibilmente troppe volte, senza alcun risultato. Poi ho atteso la mia lettera da Hogwarts: e lì è andata decisamente peggio. Sono ancora qui, a ventisette anni, ad osservare il cielo, a sbirciare tra il buio del mio camino, in attesa di una civetta portatrice di buone nuove. Sto quasi per perdere la speranza. Quindi continuo a leggere volentieri romanzi che trattano quel mondo magico, fatato, di cui ho sempre desiderato fare parte.

martedì 29 settembre 2015

Personaggi: Miss Marple, l'investigatrice zitella e impicciona.

Ho appena concluso i dodici romanzi di Agatha Christie con Miss Marple come protagonista, quindi quale migliore momento per parlarvi un po' di questa investigatrice diversa dal solito?

Carta d'identità:
nome: Jane Marple
professione: sferruzzare
hobby: investigare, birdwatching e giardinaggio
nata il: 1930
primo romanzo: "La morte nel villaggio"
totale romanzi/ raccolte di racconti da protagonista: 16
filmografia: 45 pellicole girate tra il 1956 e il 2013
attrici interpreti: 11

venerdì 25 settembre 2015

TALON - 8° tappa del BLOGTOUR



Eccoci arrivati alla ottava tappa del Blogtour dedicato a Talon, primo romanzo dell’omonima trilogia firmata da Julie Kagawa, il 6 ottobre in libreria!
Per chi fosse curioso, qui la settima tappa del Blogtour e vi invitiamo a passare domani sul blog www.wonderfulmonsterbook.wordpress.com per la nona tappa!


martedì 22 settembre 2015

Diario di un cinico gatto – Daniele Palmieri

Diario di un cinico gatto, Daniele Palmieri. Youcanprint Self-Publishing, 2015. 147 pagine, 12 euro.

Voto: 8

Un pomeriggio mentre vagavo su youtube mi sono imbattuta in uno spacchettamento di un libro di un autore emergente. Pare che il libro parlasse di un gatto. Io amo i gatti (in realtà io sono un'esploratrice della natura e quindi amo tuuuuuutti gli animali -semicit- ma non è questo il punto). Occhei mi era venuta voglia di leggerlo. Così, dopo aver trafficato un po' tra i vari social sono riuscita a contattare il giovane autore che è stato così gentile da inviarmi il libro con dedica. Appena arrivato non ho resistito, mi ci sono fiondata subito e l'ho divorato!

venerdì 18 settembre 2015

Anteprima "TALON" di Julie Kagawa - Incontro alla Harlequin

Milano. Giovedì 17 settembre. Le vostre compagne di avventure libresche escono dalla metro Pasteur e dopo aver chiesto conferme a una tizia non bene identificata si avviano elettrizzate, nelle loro scarpine nuove e lucide, verso Via Marco d'Aviano, dove si trova la sede della casa editrice Harlequin Mondadori. Sono state invitate alla presentazione in anteprima del nuovo young adult della scrittrice californiana Julie Kagawa:
TALON


mercoledì 9 settembre 2015

Saghe fantasy focus on: "Cronache del Mondo Emerso" - Licia Troisi

Ho appena chiuso un libro, l'ultimo libro di una trilogia che mi ha accompagnata nelle ultime due settimane. L'ho chiuso tristemente, perché mi dispiace lasciare quel mondo, quei personaggi, è un po' come lasciare una parte che è stata con me per tanto tempo. Ma così è la vita. I libri son fatti per essere aperti, sfogliati, amati, divorati, letti e riposti sullo scaffale in fila, insieme ad altri ancora da scoprire e a quelli di cui ci siamo innamorati nella nostra vita. Ma sono contenta, perché ora posso condividere con voi una bellissima lettura. 

Il libro che mi ha fatta ridere, commuovere, arrabbiare e piangere è un in verità un insieme di tre libri: la trilogia delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi.
Sono da sempre scettica riguardo il fantasy italiano – a dire il vero sono scettica sulla letteratura italiana in generale, ma questo è un altro discorso – ma qualche mese fa ho finito la serie sulla Ragazza Drago, sempre della Troisi, e ricordo che è stata una lettura veramente appassionante e, visto che a casa avevo tutti i tre volumi della prima trilogia della scrittrice romana, mi sono detta, perché no? E non me ne sono pentita affatto.

lunedì 31 agosto 2015

La pietà dell'acqua - Antonio Fusco

La pietà dell'acqua, Antonio Fusco. Giunti, 2015. 400 pagine.

Il bisogno di verità. Della verità celata dalla menzogna storica. E' questo quello che il commissario Casabona tenta di svelare nella nuova indagine firmata Antonio Fusco, "La pietà dell'acqua"
La scenografia di questo noir italiano è presto svelata: sulle colline toscane limitrofe a Valdenza, in un ferragosto dove il caldo è infuocato e non lascia pace a nessuno, viene trovato il corpo di un uomo ucciso con una revolverata alla nuca. 
Forse un'esecuzione?

venerdì 10 luglio 2015

La fiera verrà distrutta all’alba - Angelo Orlando Meloni

La fiera verrà distrutta all’alba, Angelo Orlando Meloni. Intermezzi Editore, 2015. Dimensione e-book: 270 kb.
Ringraziando l’autore che gentilmente ha spedito il suo racconto alla nostra redazione, ho letto con piacere La fierà verrà distrutta all’alba, romanzo che fa parte della collana digitale di narrativa breve Ottantamila di Intermezzi Editore.

Provo a sintetizzare la trama, senza spoilerare troppo. Il mondo viene immaginato come un grosso imbuto in cui si trovano persone che hanno imparato a leggere e a scrivere. Tra di loro c’è chi prima di morire ha scritto un libro, una raccolta di racconti, qualcosa insomma. Una percentuale di questi testi non verrà mai letta da nessuno e scivolerà giù per l’imbuto, finendo per accumularsi in un magazzino o in una biblioteca. Tra queste opere c’è il romanzo 'Sono felice' scritto da Enzo Losanga di Pachino, un ragazzo che si è laureato in scienze politiche ma fa il cameriere in una pizzeria. Quando una telefonata dall’editore Mille e Più di Torino annuncia a Enzo che il suo libro verrà pubblicato, egli si licenzia dalla pizzeria e va nel capoluogo piemontese dove incontrerà della strana gente e dove succederà di tutto, fino al catastrofico epilogo.

Il racconto di Meloni è una metafora del mondo editoriale moderno. Un pianeta pieno zeppo di mitomani e dove gli autori o presunti tali e gli aspiranti scrittori sono in numero maggiore rispetto ai lettori. Tutti vogliono scrivere, tutti aprono una pagina personale sui social network e tutti si definiscono “Scrittori”. Per non parlare di quelli che pagano per essere pubblicati. Meloni ci racconta in modo amaramente ironico la storia della fine del giornalismo e dell’editoria. Si ride durante la lettura, ma è un’ironia che fa riflettere, come dovrebbe sempre essere. L’autore scrive volutamente a tratti in modo caotico, trascinando il lettore in un vortice, una concatenazione di eventi senza fine. Apprezzabili le tantissime citazioni che vanno da “Rat-man” ai film d’azione americani. Sorprendente poi la presenza di scrittori realmente vissuti, veri e propri maestri della Letteratura, qui dipinti in modo originale e inedito. Nulla da dire sulla scrittura, ben curata e adatta al genere di romanzo che si sta leggendo.

Insomma, La fiera verrà distrutta all’alba è stata per me una piacevole sorpresa. Un racconto che si legge in un giorno e che lascia il segno. Soprattutto se si fa pare di quell’immenso oceano formato da aspiranti scrittori e da giornalisti. Io ho sorriso molto pensando alle facce che farebbero alcuni miei conoscenti leggendo questa opera.

Consigliato a: tutti gli aspiranti scrittori, agli scrittori e agli editori. Un bagno di umiltà che farebbe bene a molti.

Citazione: “E’ come se per ogni nuovo lettore si producessero dieci, cento, mille scrittori. E se non sono scrittori sono grafici. Se non sono grafici sono traduttori. Le porte dell’inferno si sono spalancate”

lunedì 6 luglio 2015

Bella era bella, morta era morta - Rosa Magliasso

Bella era bella, morta era morta, Rosa Mogliasso. NNEditore, 2015. 144 pagine.

Io ad un titolo simile non mi ci ero mai approcciata.
Certo che NNEditore pubblica stuzzichini niente male per far venire fame!
Bella era bella, morta era morta è il classico racconto che si sceglierebbe in estate, sicuramente verrebbe da pensare al classico giallo: una donna splendida, elegante, scarpe rosse ai piedi, adagiata sull'argine di un fiume in una zona nordica dell'Italia. Chi è stato? Come è accaduto? Ma soprattutto: chi ha trovato il corpo?
Ed è proprio per rispondere a quest'ultima domanda, che viene il bello!

Sì, perchè i moderni scopritori del cadavere assumono sfaccettature diverse e curiose dell'umanità; c'è Carlotta Bitonti, ex modella prossima al matrimonio, quasi legata a quel suocero appartenente alla categoria “ricco-ma-piovra”; non ha tempo da perdere, lei, ha già i suoi pensieri.
Poi arrivano Valentina e Jacopo, adolescenti dagli ormoni impazziti che alla vista del cadavere si spaventano e schiodano.
Un uomo dall'identità ignota ruba una scarpa alla povera Cenerentola abbandonata, urla contro tutti di essere vivo, e se ne va, anche lui.
L'ultimo esemplare di uomo curioso e meschino è Alfonso Petrucchetti, massaggiatore pranoterapeuta alla ricerca dell'energia vitale universale, e di come salvare il compagno dal carcere. Indifferente, guarda e passa e non si cura di ella.

L'egoismo, la meschinità personale, sono le tematiche trattate in maniera umoristica e divertente dall'autrice Rosa Mogliasso in questo romanzo dal finale stupefacente; l'ironia è alla base del suo stile; l'idea del forse si potrebbe fare qualcosa ma anche no è il punto cardine della storia. I dubbi dei protagonisti sono molteplici, le preoccupazioni anche, l'indecisione di fronte ad una situazione improbabile attanaglia gli stessi spettatori di quella morte bella e sorprendente.

Ma nonostante ciò, l'indifferenza vince.

Consigliato a: chi vuole farsi un paio di risate (amare) di fronte ad un giallo ben architettato; consigliato anche a chi non ha paura di farsi prendere in giro!

Citazione: “A volte il corso della tua vita si decide in pochi secondi, ragionò Carlotta Bitonti, mentre legava il povero Oscar a un albero perchè non interferisse con il suo lavoro di messa in scena.
A volte un gesto inconsapevole, automatico, quotidiano può scaraventarti in chissà quale galassia, si disse, mentre, ben determinata cominciava a spogliarsi.
La prudenza non aiuta, non serve, concluse, calibrando attenta la distanza del telefonino in modo che l'obbiettivo non coinvolgesse nello scatto il suo volto.
Il destino è sempre il più forte, stabilì, afferrandosi entrambi i seni con una mano, portando i capezzoli quasi a toccarsi, mentre il rumore simulato di un otturatore fotografico le confermava l'avvenuto scatto.
Sliding doors.

martedì 30 giugno 2015

L'ultimo Catone – Matilde Asensi

L'ultimo Catone, Matilde Asensi. BUR Rizzoli, 2008. 483 pagine.

Complice il mondo di Internet e la voglia di leggere qualcosa di rapido e accattivante – aka un giallothriller – mi capita tra le mani questo titolo che, onestamente non conoscevo fino ad oggi. 
La scelta grafica per quanto riguarda la copertina, devo ammettere che è decisamente intrigante: sfondo rosso, bordi e rilievi delle lettere in oro, e una chimera dal ruggito potente. Ha tutta l'aria di essere un libro avventuroso. Così, mi fiondo a capofitto nella lettura e devo dire che ne sono rimasta incantata, non in in toto, comunque è stata una bella scoperta. Ma andiamo con ordine.

La trama attrae da subito, poiché la protagonista è Ottavia Salina, una suora che lavora come storica per l'Archivio segreto del Vaticano.

Dite la verità che alla parola “Vaticano” avete fatto tutti in coro un bel “ooooooooooh”. È quello che ho fatto io. Quando c'è di mezzo la Chiesa in un libro, state sicuri che non resterete delusi a livello di intrighi e giochi di potere. E così è stato anche in questo caso. Ma torniamo a noi.

Ottavia viene convocata per decifrare degli strani simboli sul cadavere di un etiope. Da qui parte tutta una vicenda che metterà in crisi la Chiesa e l'animo stesso della protagonista.

Questo romanzo è partito un po' in sordina, ho trovato infatti che per arrivare al dunque e quindi all'azione vera e propria, l'autrice abbia sbrodolato per troppe pagine, ma dalla parte centrale in poi è un crescendo di emozioni e soprattutto di evoluzione dei personaggi.
Forse il nucleo del libro sta proprio in questo, nel vedere come le vicende riescono a far cambiare completamente le persone, in meglio o in peggio, indifferentemente.

Nonostante la pecca iniziale è un romanzo che si lascia leggere, in cui ci si affeziona decisamente ai personaggi (ottima tra l'altro anche la scelta di non inserirne migliaia inutili, ma di focalizzarsi su tre o quattro principali), e non si vede l'ora di scoprire chi è e se esiste davvero il fantomatico ultimo Catone.

Consigliato a: gli amanti dei gialli storici, i nostalgici di Dan Brown, gli atei, gli agnostici, gli ultracredenti, coloro che si fanno beffe della Chiesa e di qualsiasi istituzione religiosa e a chi non crede se non vede.

Citazione: “[...] Quella era la mia autentica vocazione, ma la mia famiglia aveva altri progetti per me e non sempre è facile sfuggire a quello che ci inculcano fin da piccoli”. Rimasi in silenzio per qualche minuto, guardando fuori dal finestrino e pensando alle sue parole. “Perché crediamo di vivere le nostre vite”, dissi poi, “quando sono le nostre vite a vivere noi?”.

mercoledì 17 giugno 2015

Acuto - Carla Magnani

Acuto, Carla Magnani. Gilgamesh edizioni, 2015. 160 pagine.

Eludere. Evitare. E potrei andare avanti ancora per molto. Perchè per descrivere questo romanzo le parole giuste sono queste. Schivare. La vita della protagonista di Acuto, romanzo di esordio di Carla Magnani, è caratterizzata proprio da questo sottrarsi, dallo scansare tutto ciò che è dolore, ciò che è sofferenza. L'idea di Elisa, donna borghese sposata ad un notaio che ha strappato gentilmente dalle mani del suocero l'eredità dello studio, è quella di rifiutarsi a qualsiasi strazio, rimanere quasi apatica a ciò che accade nel mondo. Al male, certo. Ma anche alla felicità.

Acuto è un romanzo che fa rivivere il ricordo. E' il romanzo del flashback.
Ed è il romanzo che sottolinea la forza che può avere una semplice telefonata.
Nell'esistenza di Elisa, dopo aver sentito la sorella eccentrica ed energica Ester, scatta un pulsante.
Quello del rewind.
Dopo quello squillo di telefono, i flash di quel passato seppellito a fatica dalla stessa protagonista, si mostrano come se non fossero mai stati dimenticati; la sua adolescenza, in una casa enorme insieme ad un padre rigoroso e ad una madre succube quasi dello stesso; l'università vissuta non perchè piaceva ma semplicemente perchè doveva essere vissuta. Il Sessantotto a Pisa. La lotta della sorella Ester, la faccia opposta di una ipotetica medaglia famigliare, completamente diversa da Elisa.
E Marco. L'amore primo ed unico.

Marco è il ragazzo che mette in subbuglio i suoi sentimenti e arriva a far dubitare e a scardinare ogni pensiero e convinzione, politica e vitale, di Elisa; ma non riesce a distruggerle totalmente. Ed ora, quando entrambi i protagonisti sono ormai grandi, dopo strade diverse percorse, e dopo una malattia che sta lentamente divorando Marco, Elisa è pronta a rifarsi. A combattere. A tirare fuori le unghie. A vincere le proprie paure. Per se stessa. Per una volta, la prima forse, in tutta la sua vita.

Carla Magnani racconta in maniera sinuosa quello che quasi tutti viviamo ogni giorno; ma solo alcuni hanno il coraggio di fare i conti con se stessi e rimettersi in gioco.

Consigliato a: tutte quelle donne alle quali sembra di aver vissuto in maniera apatica la propria vita, quasi dietro le quinte. Acuto insegna ad essere, per una volta, protagoniste.

Citazione: “Perchè – si chiese – solo la dolorosa cognizione dell'errore si deve giungere alla verità, quando ormai è troppo tardi ed è impossibile ogni rimedio?”

lunedì 15 giugno 2015

La Guerra degli Incubi, volume 1: L’erede degli Stregoni - Lorenzo Bosisio

La Guerra degli Incubi, volume 1: L’erede degli Stregoni, Lorenzo Bosisio. YouCanPrint, 2014. 334 pagine

Lorenzo Bosisio ci ha inviato gentilmente il suo romanzo autoprodotto. Ringraziandolo per la fiducia, l’ho letto con piacere e proverò a dare un parere sincero, come sempre faccio.

La trama in breve. L’eterna lotta Bene-Male rivive nella terra dei Quattro Regni quando i Sigilli si spezzano preannunciando l’arrivo di forze oscure che intendono far trionfare il Signore del Terrore. Le speranze dei ‘buoni’ sono riposte tutte in un ragazzino di nome Aska, cresciuto pacificamente con il fratello Saynar, ma ignaro di possedere il potere e il Talento per fronteggiare il Male. Sotto la guida dello Stregone Ailamar, Aska e i suoi alleati dovranno affrontare parecchie sfide e sconfiggere le forze oscure.

Come si può intuire, parliamo di un fantasy di stampo classico che contrappone il Bene al Male. Il romanzo è rivolto a un pubblico molto giovane che potrà meravigliarsi in un mondo fantastico dominato da creature di ogni tipo con poteri incredibili e originali. Ammiro la fantasia dell’autore che è riuscito a creare una grande ambientazione con personaggi particolari e in alcuni casi affascinanti. Come detto, la lettura è ideale per ragazzi che si affacciano per la prima volta o quasi a questo genere di romanzo. Meno per un pubblico già avvezzo a fantasy importanti.

Non mancano i difetti a mio parere. Nella struttura alcune azioni risultano un po’ forzate, mentre nel linguaggio avrei eliminato tanti avverbi che alla fine sono solo superflui e intaccano la fluidità della lettura. I dialoghi descrivono fin troppo le scene appena svolte e avrei preferito che l’autore mostrasse, senza spiegare troppo tramite i protagonisti. Sempre riguardo ai dialoghi, viene usato un linguaggio molto altisonante e pomposo, con uso frequente di punti esclamativi. Un linguaggio lontano dal gergo moderno e fresco. Ma ipotizzo che questa sia una scelta precisa dell’autore.

L’erede gli Stregoni è il volume 1 della serie de La Guerra degli Incubi, e quindi non so dirvi come continuerà la saga e come si evolverà, essendo il primo episodio di una serie. L’edizione è ben confezionata e presenta in apertura anche la cartina del mondo dei Quattro Regni.

Consigliato a: un pubblico giovane, ancora acerbo in fatto di romanzi fantasy.

Citazione: “L’esperienza che stava vivendo era intensa, coinvolgente, indescrivibile e lo lasciava senza fiato, completamente perso nella bellezza del mondo, nella vivacità dei colori, nelle infinite sfumature di cui non si era mai accorto, e non riusciva a comprendere quale fosse il prezzo da pagare per le emozioni che stava provando”

sabato 23 maggio 2015

Lamb - Bonnie Nadzam

Lamb, Bonnie Nadzam. Edizioni Clichy, 2015. 240 pagine.
E' una storia ambigua, quella raccontata da Bonnie Nadzam. E' un viaggio tra un paesaggio brullo e roccioso, da un lato, e tra il cuore umano vulnerabile dall'altro.
Lamb, il protagonista che da' nome al romanzo, è un cinquantenne arrivato alla fine della sua esistenza; insoddisfatto, solo, nonostante una relazione da amante intrapresa con una giovane collega; rimasto ormai orfano dopo la morte del vecchio padre pazzo, per lui la realtà è come se avesse perso senso. Perchè continuare così? si chiede un giorno, sigaretta spenta in bocca, chiuso in macchina, in un parcheggio semi-deserto.
E' il momento clou; il momento in cui conosciamo la sua compagna d'avventura; una donna alta e bionda e bellissima e affascinante e coetanea di Lamb? Siete fuori strada. E' Tommie. Questo è il suo nome. E' il nome di una ragazza, undicenne, che si trova al confine tra la fanciullezza e l'essere donna. Uno stupido scherzo ideato dalle sue amiche eccentriche, troppo piccole per il rossetto alle labbra, è ciò che fa avvicinare Lamb a Tommie.
Due personaggi che, nonostante i dati anagrafici, non possono assomigliarsi di più. Per entrambi la vita non ha più significato. E forse è giunto il momento di ripartire insieme, di ricominciare, in una qualche maniera.
E forse il modo di iniziare di nuovo scelto da Lamb non è il migliore.
Sembra un rapimento, all'inizio. Ma lo scopo del protagonista è quasi pedagogico: ammonisce la piccola Tommie di non dar retta agli sconosciuti. Ma la storia procede e si dipana velocemente – grazie anche allo stile rapido, incalzante, ricco di dialoghi, della Nadzam – e diventa via via più assurda.
L'egoismo di Lamb celato dal desiderio di ammaestrare la piccola Tommie, porta i due in un viaggio lungo e in un retroscena dimenticato dal mondo. Se l'interazione tra i due all'inizio è simile a quella tra maestro e allieva, nel momento in cui i chilometri aumentano, il rapporto diventa sempre più scabroso, imbarazzante,  forse anche al limite della decenza.
Al desiderio di insegnamento, si sostituisce quello morboso di appropriazione, per Lamb, e di appartenere a qualcuno, per Tommie. Due facce opposte e simili al contempo che si incontrano. Un perfetto yin e yang, un incastro completo. Strano, innaturale anche, ma completo.
E Bonnie Nadzam ce lo fa gustare fino in fondo.

Consigliato a: coloro che sono i padri del moralismo attuale. Forse leggendo questo libro, qualcosa dentro di loro si scioglierà un po'.

Citazione: “La nostra ragazzina puntò lo sguardo sull'acqua, gli affusolati rami delle betulle che tremavano dietro di lei. Possiamo nuotarci? Le si vedeva un poco il pancino sotto la flanella pulita e candida, una costellazione di lentiggini sulle guance e sul dorso delle mani, e Lamb avrebbe voluto congelarla, bloccarla così, per averla per sempre com'era in quel momento. Rubarla alla donna che l'avrebbe portata via, un giorno per volta”.

martedì 19 maggio 2015

XIII - Jean Van Hamme e William Vance

XIII, numero 1. Di Jean Van Hamme e William Vance. 1984 e 1985. Mondadori Comics, 104 pagine.

Una saga storica, un fumetto di spionaggio, azione e fantapolitica, da 30 anni un cult internazionale che appassiona generazioni di lettori. Parliamo di XIII, opera franco-belga del duo Jean Van Hamme (scrittore) e William Vance (disegnatore), che in occasione del trentennale della serie Mondadori Comics ha deciso di ristampare integralmente in 16 eleganti volumi cartonati (formato: 21x 28 cm) con uscita a cadenza mensile.

Come tanti ho acquistato il numero 1, al prezzo lancio di 1,90 euro, che comprende gli episodi “Il giorno del Sole Nero” e “Là dove va l’indiano”. La storia inizia con un uomo che ha perso la memoria e viene soccorso su una spiaggia degli Stati Uniti d’America da una coppia di anziani e da un medico in pensione che gli presta le cure necessarie per riprendersi. Tutto precipita quando alcuni uomini ammazzano la coppia di anziani e poi tentano di eliminare anche l’uomo che ha tatuato sulla clavicola sinistra il numero romano XIII. L’uomo riesce a difendersi, saluta la donna-medico che l’ha salvato e parte alla ricerca del suo passato che sarà sorprendente e pieno zeppo di intrighi.

I colpi di scena in XIII si susseguono pagina dopo pagina ed è avvincente seguire le vicende del protagonista. Insomma, non ci si annoia di certo. I riferimenti e le citazioni alle pellicole di Hollywood dei primi anni Ottanta sono tantissimi e la parte editoriale del cartonato Mondadori è ben scritta e ben curata. Ho acquistato anche il secondo volume, in vendita al prezzo di 8 euro, proprio perché la voglia di sapere come si dipanerà la trama è tanta. Un piccolo appunto all’edizione Mondadori Comics, che nel numero 1 ha una pecca a pagina 27: un importante biglietto ritrovato dal protagonista è riportato senza scritte. Questa la risposta di Mondadori Comics sulla loro pagina Facebook: “L'errore è evidente e ce ne scusiamo. Questa è la pagina 27 corretta (viene allegata la pagina senza errori, ndr). La ristamperemo ad hoc nel formato originale e la allegheremo al volume 3 della collana "XIII". Insieme ad una piccola sorpresa. Non sostituiremo né ristamperemo il volume, la cui storia è comunque comprensibile”.

Un "incidente" simile era già successo con la pubblicazione di Ken Parker e Mondadori era stata di parola rimendiando ai suoi errori di stampa. E allora, fiduciosi nella promessa della casa editrice, attendiamo anche il volume 3.

Consigliato a: gli amanti del fumetto d’autore, di azione e di spionaggio. E a chi ha amato una Hollywood che non esiste più. La carne al fuoco è tanta e non ci si annoia mai.

Citazione: “Un neonato adulto… senza ricordi, senza amici, senza passato, senza identità, senza niente! Ho un bel torturare la mia memoria… non vedo che bianco uniforme, immenso, totalmente vuoto”.

martedì 28 aprile 2015

Amami o lasciami – Claudia Carroll

Amami o lasciami, Claudia Carroll. Harlequin Mondadori, 2015. 440 pagine.

Prima collaborazione con la Harlequin Mondadori, che ringrazio ancora per la disponibilità.

Sulla locandina che pubblicizza questa nuova uscita si legge “Benvenuti all'Hope Street Hotel: dove entri sposato ed esci single”. Uno slogan quantomeno intrigante, anche per chi come me non è un'amante del genere.
I romanzi d'amore non sono prettamente in cima alla mia classifica personale di libri da leggere. Questo mi è capitato tra le mani un po' per caso, come una sfida contro i miei stupidi pregiudizi da lettrice.

Morale della favola? L'ho divorato.

È uno di quei libri da leggere sotto le coperte, con un bel tea caldo, a fine giornata, per rilassarsi e staccare completamente il cervello dai piccoli problemi quotidiani.

La trama è semplice: l'Hope Street Hotel è un nuovo tipo di albergo, pensato per le coppie che vogliono divorziare, e quindi cerca di rendere l'iter più veloce e indolore, coccolando gli ospiti nella fantastica location di Dublino e mettendo a disposizione esperti in materia coniugale e legale.
La narrazione segue i “pov” – cosiddetti punti di vista – quindi in ogni capitolo siamo catapultati nelle vicende di un personaggio specifico.
Chloe, la direttrice di questo albergo sperimentale, è una donna forte che sta cercando di rialzarsi dopo una delusione d'amore. Contemporaneamente alla sua storia si intersecheranno le vite di tre coppie bisognose di aiuto: Jo e Dave - la maniacale donna in carriera e lo spiantato -, Lucy e Andrew - la modella e il riccone-, Kirk e Dawn - i novelli figli dei fiori.

Lo stile è incalzante, tanto che alla fine di ogni capitolo l'autrice riesce a lasciare il lettore incollato alle pagine, con la voglia assurda di continuare per vedere fino a che punto si spingono le vicende dei nostro personaggi.

Davvero un buon romanzo rosa, con un plot diverso dal solito, leggero, capace di far passare qualche ora in compagnia di donne inconsapevolmente forti. Nuovi incontri, addii e happy ending.

Consigliato a: Coloro che sono alla ricerca di una lettura leggera, per passare il tempo dopo una giornata pesante di lavoro, e che amano sognare.

Citazione: “Una promessa è come una cambiale emessa nei confronti della propria anima”.

venerdì 24 aprile 2015

Il vincitore del giveaway #ioleggoperché

Non è stato facile scegliere il miglior commento al nostro primo giveaway. Tante le ragioni per cui uno legge e tutte veramente belle e originali.

Ma una scelta andava fatta e la giuria, composta da Vanessa, Veronica e Federico, ha premiato... Rossella Insinga!
Questo il suo contributo: "Mi piace leggere perché ogni libro che leggo è come un mattone che aggiungo al palazzo della mia fantasia".

Complimenti a Rossella che verrà contattata su Facebook e riceverà il premio composto da due libri, due segnalibri e due confezioni di post-it di #ioleggoperché.

E un immenso GRAZIE di cuore a tutti i partecipanti!

lunedì 20 aprile 2015

L’uomo di Schrödinger - Giovanni Marchese

L’uomo di Schrödinger, Giovanni Marchese. Verbavolant, 2014. 200 pagine.

Perdita di memoria. Perdita di identità.
La combinazione appena enunciata è la chiave del romanzo di Giovanni Marchese, “L’uomo di Schrödinger”.

Un uomo si risveglia e non ricorda chi è; l'unica cosa che sa è di avere la testa dolorante, che spesso gli provoca perdita di conoscenza.
E gli permette di ricordare: flashback di ciò che è stato, di ciò che era, persone o cose famigliari che in un tempo lontano sa di aver conosciuto e di cui ora non sa più nulla. Oggi indossa abiti che non sono i suoi e l'unica cosa che ritrova nel portafoglio sono i documenti di un asiatico che sicuramente non gli appartengono. Il suo unico scopo dal momento in cui si ritrova in quell'ospedale, sveglio, è capire che cosa gli sia accaduto e soprattutto chi sia e da dove venga. Qual è la sua storia.

La trama è indubbiamente accattivante; un uomo alla ricerca di se stesso. E sullo sfondo un'Italia paradossale, delitti e pornografia, un futuro imperfetto e ricco di complotti e cattiveria. E di extraterrestri. Questo romanzo sembra abbia tutte le carte in regola per poter essere definito quasi un distopico locale.
Tra Poe e Lovecraft, attraverso un Dick spietato, ecco cosa si trova in Giovanni Marchese. Gli incubi lasciano spazio alla realtà, e viceversa, come in un tango di situazioni impossibili ed inverosimili. Come i personaggi attorno ai quali la vicenda scorre: fantasmi, attori porno, sette religiose, bambini con gli occhi di ghiaccio e biondissimi.
Lo stile dello stesso autore non è esagerato ma anzi, ricalca perfettamente ciò che il lettore dovrebbe percepire nel momento in cui si appresta a scoprire cosa ne sarà di quell'uomo senza nome e senza passato: doloroso, angosciante, ma mai ampolloso. Giovanni Marchese fa sentire il lettore parte integrante della storia, costretto quasi a vivere oppresso e senza ricordi con il protagonista del racconto.

La lettura non è sicuramente semplice: genera ansia, è carica di tensione, le atmosfere sono parecchio cupe, come è in realtà lo stesso animo del protagonista. La difficoltà inoltre sta anche nel cercare di capire se ciò che si sta leggendo sia realtà o pura allucinazione proveniente dal protagonista. Sta di fatto che quando si incomincia a conoscere questo uomo di  Schrödinger è difficile rallentare o addirittura terminare la lettura se non prima di arrivare alla drammatica fine.

Consigliato a: chi ama i libri "disturbanti", difficili ma carichi di un'intelligenza quasi "superiore", dove il noir va a braccetto con la fantascienza e per una volta l'Italia resta di spalle, ad osservare.

Citazione: “Conosce il paradosso del gatto di Erwin Schrödinger? Si rinchiude un gatto in una scatola d’acciaio insieme a un marchingegno infernale, che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrato direttamente dal felino, un aggeggio composto di un contatore Geiger e di una minuscola quantità di plutonio, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l’evento si verifica il contatore lo segnala e aziona il relè di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro che ucciderà il gatto. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La cosa porta ad affermare che il gatto vivo e il gatto morto esistono contemporaneamente. Fino al momento, per lo meno, in cui apriamo la scatola per controllare. Ebbene, lei è come quel gatto. E la sua mente è la scatola”

venerdì 3 aprile 2015

GIVEAWAY #ioleggoperché

Anche la Redazione di Mangiapagine partecipa al progetto #ioleggoperché e, come tanti Messaggeri in giro per tutta Italia, abbiamo ricevuto il kit con alcune copie di due romanzi, diversi segnalibri e post-it da distribuire gratuitamente per stimolare chi legge poco o chi non legge.

Noi desideriamo regalare due romanzi, due segnalibri e due confezioni di post-it a uno dei nostri fedeli lettori.

Come fare per ricevere il premio? Semplice. Vi piace leggere? E perché? L'autore del commento più originale, più vero, insomma più bello (a insindacabile giudizio della Redazione di Mangiapagine) sotto al post della nostra pagina Facebook vincerà il piccolo malloppo composto dai romanzi: "L'estate dei segreti perduti" di E. Lockhart e "La foto sulla spiaggia" di Roberto Riccardi. Inoltre, come detto, due segnalibri e due confezioni di post-it di #ioleggoperché.

Avete tempo per lasciare il vostro commento fino alle 23,59 del 23 aprile 2015, la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore. Ognuno può postare un solo commento.

In bocca al lupo!

mercoledì 11 marzo 2015

Reykjavìk Café - Solveig Jonsdottir

Reykjavìk Café, Solveig Jonsdottir. Sonzogno, 2015. 320 pagine.

Che viaggio intraprendono le donne per riconquistare la propria felicità? Quali sono gli ingredienti magici che queste fate utilizzano per il loro scopo? Non si sa se gli incantesimi siano sempre uguali per tutte, ma ciò che si sa è che quelle donne in Islanda si ritrovano sempre casualmente al Reykjavìk Café. E proprio lì danno libero sfogo ai loro poteri magici.

Il romanzo di  Solveig Jonsdottir è un'ode al femminismo e alla forza che il sesso debole ritrova per rialzarsi, sempre. Le quattro donne protagoniste sono accomunate tutte dalla perdita.

Hervör è la studentessa universitaria che vorrebbe fuggire dalla pochezza della sua vita e dal professore cinquantenne che la tiene per le redini, o per meglio dire, per i fianchi; quando lui la lascia, ciò che le rimane è il lavoro alla caffetteria. Mia invece è la classica ragazza abbandonata dal fidanzato benestante, che si ritrova sola in un appartamento, circondata da scatoloni e senza un senso per continuare a vivere. Silja è la donna in carriera, è un medico che ogni sabato sera ricuce le ferite dei ragazzi ubriachi e quando si trova a dover ricucire le sue causate dal tradimento del marito, le difficoltà iniziano a farsi sentire. In ultimo c'è Karen, la ragazza senza scopo, che si accontenta di vivere dai nonni e di fare tardi ogni sera in un letto diverso, incapace di amare un uomo dopo aver subito la perdita di quello più importante per lei.

Sono storie, queste, che possono appartenere a qualsiasi donna moderna; la complessità la fa da padrona. Ma nonostante le tragedie, i pianti, il mascara colato lungo le guance, le serate trascorse assaporando cocktail diversi per provare a dimenticare, le donne non si arrendono. Tenaci, testarde, riprendono in mano la propria vita e, grazie anche ad un caffè macchiato e al tepore che possono trovare al Reykjavìk Café, si ingegnano per ridare un significato alla loro esistenza.
E forse anche qualche incontro nuovo non potrà che portare frizzanti occasioni di rivincita alle stesse!

Il primo romanzo di Solveig Jonsdottir uscirà domani in tutte le librerie; le cinque vite diverse scorrono davanti al lettore velocemente, nonostante i picchi di drammaticità toccati dalle varie protagoniste. Ma non mancano nemmeno risate spumeggianti e genuine, freschezza di fondo di tutto il romanzo.

Consigliato a: tutte le donne che hanno subito un tradimento, una perdita, che hanno pensato almeno una volta nella loro vita “non posso farcela”; questo libro è l'inno alla testardaggine della donna e alla sua energia. Perchè se vogliono, le donne, vincono sempre.

Citazione: “Le sarebbe bastato avere qualcuno. Non importava chi. Solo qualcuno che la tenesse abbracciata in modo da potersi dimenticare di sé, anche solo per pochi minuti. Se era necessario andarci a letto purchè la tenessero abbracciata, lei lo faceva. Eppure dopo ogni notte del genere il vuoto si dilatava e sapeva che di lì a poco questo metodo non sarebbe più stato sufficiente a farla sentire meglio.”

martedì 17 febbraio 2015

Il mio corpo in nove parti – Raymond Federman

Il mio corpo in nove parti, Raymond Federman. La Lepre Edizioni, 2008. 96 pagine.

Come potrei descrivermi parlando di nove parti del mio corpo? Da cosa potrei incominciare? Potrei parlare del mio orecchio destro a sventola e tanto leggero da piegarsi come un foglio di carta. Poi potrei continuare con il mio naso a patata che quando mi imbarazzo diventa rosso come un peperone. Potrei passare ai miei incisivi inferiori, che dopo anni di apparecchio restano sempre spostati un po' più indietro degli altri, ma tanto quando rido non si vedono. Infine potrei raccontarvi del mio callo da scrittura sull'anulare sinistro, perché sono mancina, anche se però in alcuni casi divento ambidestra, come quando devo scrivere alla lavagna o dipingo con gli acquerelli, ma questa è un'altra storia.

Tutto ciò viene fatto da Federman in questo libriccino – ovviamente il tutto scritto in modo decisamente migliore rispetto a quanto ho fatto io prima.

Mi ha incuriosito da subito il titolo e l'idea di potersi descrivere parlando solo di alcune parti del proprio corpo. Per il resto fino a ieri ignoravo l'esistenza dell'autore e dei suoi libri, ma questo primo esperimento è stata una scoperta piacevole, nonostante non mi abbia convinto del tutto.

Federman usa il proprio corpo come trovata geniale per parlare di sé, una descrizione sicuramente innovativa nel panorama letterario. In alcuni tratti mi ha ricordato molto il Cyrano de Bergerac (citato anche all'interno del libro dall'autore stesso) e Queneau. Uno stile asciutto, frasi brevi e semplici arricchite da aneddoti divertenti, cinici e ilari nonostante un sottofondo di macabro e opprimente.

L'idea è sicuramente vincente e lo stile semplice, diretto dell'autore – che si rivolge a uno spettatore sempre in prima persona – aiuta il lettore a immedesimarsi nel protagonista, a comprenderne le vicissitudini, ad amarlo oppure ad odiarlo. Non ho trovato però nessun punto in cui mi sono sentita completamente stupita tanto da alzare gli occhi dalle pagine e commentare con un “è un capolavoro!”.
Sicuramente un bel libro, un romanzetto all'apparenza di intrattenimento, ma da guardare più in profondità.

Consigliato a: tutti quelli che vogliono passare un'oretta in leggerezza, ridacchiando e compatendo il protagonista di questi brevi racconti. Consigliato a chi è curioso di leggere qualcosa di diverso e di innovativo.

Citazione: “Sapete perché la gente ha paura di guardare le proprie cicatrici e ancor più paura di toccarle? Perché quello è il luogo del corpo dove l'anima ha combattuto per fuggire ma è stata costretta a tornare indietro e la carne si è ricucita bella stretta”.