martedì 30 giugno 2015

L'ultimo Catone – Matilde Asensi

L'ultimo Catone, Matilde Asensi. BUR Rizzoli, 2008. 483 pagine.

Complice il mondo di Internet e la voglia di leggere qualcosa di rapido e accattivante – aka un giallothriller – mi capita tra le mani questo titolo che, onestamente non conoscevo fino ad oggi. 
La scelta grafica per quanto riguarda la copertina, devo ammettere che è decisamente intrigante: sfondo rosso, bordi e rilievi delle lettere in oro, e una chimera dal ruggito potente. Ha tutta l'aria di essere un libro avventuroso. Così, mi fiondo a capofitto nella lettura e devo dire che ne sono rimasta incantata, non in in toto, comunque è stata una bella scoperta. Ma andiamo con ordine.

La trama attrae da subito, poiché la protagonista è Ottavia Salina, una suora che lavora come storica per l'Archivio segreto del Vaticano.

Dite la verità che alla parola “Vaticano” avete fatto tutti in coro un bel “ooooooooooh”. È quello che ho fatto io. Quando c'è di mezzo la Chiesa in un libro, state sicuri che non resterete delusi a livello di intrighi e giochi di potere. E così è stato anche in questo caso. Ma torniamo a noi.

Ottavia viene convocata per decifrare degli strani simboli sul cadavere di un etiope. Da qui parte tutta una vicenda che metterà in crisi la Chiesa e l'animo stesso della protagonista.

Questo romanzo è partito un po' in sordina, ho trovato infatti che per arrivare al dunque e quindi all'azione vera e propria, l'autrice abbia sbrodolato per troppe pagine, ma dalla parte centrale in poi è un crescendo di emozioni e soprattutto di evoluzione dei personaggi.
Forse il nucleo del libro sta proprio in questo, nel vedere come le vicende riescono a far cambiare completamente le persone, in meglio o in peggio, indifferentemente.

Nonostante la pecca iniziale è un romanzo che si lascia leggere, in cui ci si affeziona decisamente ai personaggi (ottima tra l'altro anche la scelta di non inserirne migliaia inutili, ma di focalizzarsi su tre o quattro principali), e non si vede l'ora di scoprire chi è e se esiste davvero il fantomatico ultimo Catone.

Consigliato a: gli amanti dei gialli storici, i nostalgici di Dan Brown, gli atei, gli agnostici, gli ultracredenti, coloro che si fanno beffe della Chiesa e di qualsiasi istituzione religiosa e a chi non crede se non vede.

Citazione: “[...] Quella era la mia autentica vocazione, ma la mia famiglia aveva altri progetti per me e non sempre è facile sfuggire a quello che ci inculcano fin da piccoli”. Rimasi in silenzio per qualche minuto, guardando fuori dal finestrino e pensando alle sue parole. “Perché crediamo di vivere le nostre vite”, dissi poi, “quando sono le nostre vite a vivere noi?”.

mercoledì 17 giugno 2015

Acuto - Carla Magnani

Acuto, Carla Magnani. Gilgamesh edizioni, 2015. 160 pagine.

Eludere. Evitare. E potrei andare avanti ancora per molto. Perchè per descrivere questo romanzo le parole giuste sono queste. Schivare. La vita della protagonista di Acuto, romanzo di esordio di Carla Magnani, è caratterizzata proprio da questo sottrarsi, dallo scansare tutto ciò che è dolore, ciò che è sofferenza. L'idea di Elisa, donna borghese sposata ad un notaio che ha strappato gentilmente dalle mani del suocero l'eredità dello studio, è quella di rifiutarsi a qualsiasi strazio, rimanere quasi apatica a ciò che accade nel mondo. Al male, certo. Ma anche alla felicità.

Acuto è un romanzo che fa rivivere il ricordo. E' il romanzo del flashback.
Ed è il romanzo che sottolinea la forza che può avere una semplice telefonata.
Nell'esistenza di Elisa, dopo aver sentito la sorella eccentrica ed energica Ester, scatta un pulsante.
Quello del rewind.
Dopo quello squillo di telefono, i flash di quel passato seppellito a fatica dalla stessa protagonista, si mostrano come se non fossero mai stati dimenticati; la sua adolescenza, in una casa enorme insieme ad un padre rigoroso e ad una madre succube quasi dello stesso; l'università vissuta non perchè piaceva ma semplicemente perchè doveva essere vissuta. Il Sessantotto a Pisa. La lotta della sorella Ester, la faccia opposta di una ipotetica medaglia famigliare, completamente diversa da Elisa.
E Marco. L'amore primo ed unico.

Marco è il ragazzo che mette in subbuglio i suoi sentimenti e arriva a far dubitare e a scardinare ogni pensiero e convinzione, politica e vitale, di Elisa; ma non riesce a distruggerle totalmente. Ed ora, quando entrambi i protagonisti sono ormai grandi, dopo strade diverse percorse, e dopo una malattia che sta lentamente divorando Marco, Elisa è pronta a rifarsi. A combattere. A tirare fuori le unghie. A vincere le proprie paure. Per se stessa. Per una volta, la prima forse, in tutta la sua vita.

Carla Magnani racconta in maniera sinuosa quello che quasi tutti viviamo ogni giorno; ma solo alcuni hanno il coraggio di fare i conti con se stessi e rimettersi in gioco.

Consigliato a: tutte quelle donne alle quali sembra di aver vissuto in maniera apatica la propria vita, quasi dietro le quinte. Acuto insegna ad essere, per una volta, protagoniste.

Citazione: “Perchè – si chiese – solo la dolorosa cognizione dell'errore si deve giungere alla verità, quando ormai è troppo tardi ed è impossibile ogni rimedio?”

lunedì 15 giugno 2015

La Guerra degli Incubi, volume 1: L’erede degli Stregoni - Lorenzo Bosisio

La Guerra degli Incubi, volume 1: L’erede degli Stregoni, Lorenzo Bosisio. YouCanPrint, 2014. 334 pagine

Lorenzo Bosisio ci ha inviato gentilmente il suo romanzo autoprodotto. Ringraziandolo per la fiducia, l’ho letto con piacere e proverò a dare un parere sincero, come sempre faccio.

La trama in breve. L’eterna lotta Bene-Male rivive nella terra dei Quattro Regni quando i Sigilli si spezzano preannunciando l’arrivo di forze oscure che intendono far trionfare il Signore del Terrore. Le speranze dei ‘buoni’ sono riposte tutte in un ragazzino di nome Aska, cresciuto pacificamente con il fratello Saynar, ma ignaro di possedere il potere e il Talento per fronteggiare il Male. Sotto la guida dello Stregone Ailamar, Aska e i suoi alleati dovranno affrontare parecchie sfide e sconfiggere le forze oscure.

Come si può intuire, parliamo di un fantasy di stampo classico che contrappone il Bene al Male. Il romanzo è rivolto a un pubblico molto giovane che potrà meravigliarsi in un mondo fantastico dominato da creature di ogni tipo con poteri incredibili e originali. Ammiro la fantasia dell’autore che è riuscito a creare una grande ambientazione con personaggi particolari e in alcuni casi affascinanti. Come detto, la lettura è ideale per ragazzi che si affacciano per la prima volta o quasi a questo genere di romanzo. Meno per un pubblico già avvezzo a fantasy importanti.

Non mancano i difetti a mio parere. Nella struttura alcune azioni risultano un po’ forzate, mentre nel linguaggio avrei eliminato tanti avverbi che alla fine sono solo superflui e intaccano la fluidità della lettura. I dialoghi descrivono fin troppo le scene appena svolte e avrei preferito che l’autore mostrasse, senza spiegare troppo tramite i protagonisti. Sempre riguardo ai dialoghi, viene usato un linguaggio molto altisonante e pomposo, con uso frequente di punti esclamativi. Un linguaggio lontano dal gergo moderno e fresco. Ma ipotizzo che questa sia una scelta precisa dell’autore.

L’erede gli Stregoni è il volume 1 della serie de La Guerra degli Incubi, e quindi non so dirvi come continuerà la saga e come si evolverà, essendo il primo episodio di una serie. L’edizione è ben confezionata e presenta in apertura anche la cartina del mondo dei Quattro Regni.

Consigliato a: un pubblico giovane, ancora acerbo in fatto di romanzi fantasy.

Citazione: “L’esperienza che stava vivendo era intensa, coinvolgente, indescrivibile e lo lasciava senza fiato, completamente perso nella bellezza del mondo, nella vivacità dei colori, nelle infinite sfumature di cui non si era mai accorto, e non riusciva a comprendere quale fosse il prezzo da pagare per le emozioni che stava provando”