lunedì 18 novembre 2013

Con i tuoi occhi - Lorenza Ghinelli

Con i tuoi occhi, Lorenza Ghinelli. 2013, Newton Compton Editori, 369 pagine.

La finalista al Premio Strega 2012, Lorenza Ghinelli, ci propone quest'anno un nuovo romanzo, “Con i tuoi occhi”. Mi piace definirlo quasi un romanzo di formazione, che segue la vita di due bambine alla scoperta del mondo, dell'amore, del rispetto, della fiducia reciproca, del sesso, fino all'età adulta.

Irma e Carla, le protagoniste del romanzo, non si conoscono, appartengono a due mondi completamente diversi: qui la classica dicotomia nord-sud è accentuata proprio dalla distanza territoriale che incombe sulle due. La prima, Irma, cresciuta a Rimini, complice un'amichetta strana e “precoce”, abbandona all'età di dieci anni le bambole, diventando lei stessa una “bambola” per uomini adulti; i balocchi di un tempo vengono troppo velocemente accantonati e dimenticati, contro nuovi giochi perversi e sconosciuti.
E questa “scelta di vita” segnerà Irma nel profondo: insaziabile, ignorante di ciò che veramente desidera, si lascerà cullare e trasportare da onde sempre più perverse, sballottata da un uomo all'altro, da un'esperienza all'altra, senza affezionarsi a nessuno, senza riuscire a colmare il vuoto che ristagna dentro di lei.
Fino a quando non incontra Carla.

La seconda protagonista del libro è una ragazzina che nasce nella Sicilia della pesca e del sole che scotta la pelle, in una famiglia di gran lavoratori, immersa nella natura e in un'amicizia forte, vera, particolare, quella con Salvatore. A causa di una malformazione agli occhi e alla perdita del lavoro di suo padre, la famiglia di Carla è costretta a lasciare l'amata Sicilia e a trasferirsi a Bologna. Insieme alla terra natia Carla abbandona anche Salvatore.
Sarà il fato, il destino che a volte non è così crudele come può sembrare, a far incontrare le due ragazze e a far cambiare decisamente il corso della loro vita.

“Con i tuoi occhi” è un romanzo dell'emigrazione, della paura di fidarsi, del timore di amare incondizionatamente ed essere pronti, a volte, anche all'abbandono. Il tocco dell'autrice è proprio quello di descrivere la storia mediante un linguaggio incisivo, schietto, aspro, veloce come rapide scorrono le vite delle protagoniste. E grazie a questo, il coinvolgimento del lettore nella storia è pressoché totale. E si raggiunge la fine dimenticandosi quasi di respirare.


Consigliato a: chi è appena uscito dall'adolescenza e a chi, invece, l'adolescenza l'ha passata da un pezzo ed è curioso di scoprire se anche quelli di Irma e di Carla, sono stati anni difficili e ribelli, come i propri.


Citazione: “Ci sono notti che a tenersi abbracciati, comunque non passano. Ci sono notti in cui l'odore dell'altro è qualcosa da non dimenticare. Ci sono notti in cui il pensiero di scordarlo può fare impazzire. Soprattutto, ci sono notti in cui le parole non bastano, e allora si tace, e le orecchie fanno male per tutto quel silenzio o per la paura che qualcosa giunga a spezzarlo, senza cura. Quella notte, Anna e Matteo si tennero stretti e si respirarono addosso. Proprio come Carla e Salvatore. Odiarono l'alba, quando si insinuò tra loro svelando un nuovo giorno”.



sabato 16 novembre 2013

La fattoria degli animali - George Orwell

La fattoria degli animali, Gorge Orwell. 1945, Mondadori, 125 pagine

Sono due le opere di George Orwell da leggere assolutamente: il famoso e osannato (giustamente) 1984 e il romanzo di cui parliamo oggi, La fattoria degli animali. Scritta tra il novembre 1943 e il febbraio 1944, l’opera è una satira verso un certo tipo di totalitarismo, nello specifico quello messo in atto da Stalin nell'Unione Sovietica.

La trama, in breve, è molto semplice. Gli animali della fattoria padronale gestita dal signor Jones, si ribellano dopo aver ascoltato l’esortazione del Vecchio Maggiore, un vecchio e saggio verro. Poco prima di morire, il Vecchio Maggiore insegna a tutti gli animali Bestie d’Inghilterra, un inno che profetizza la liberazione dagli umani. Esasperati dal signor Jones, gli animali si ribellano veramente e conquistano la fattoria. Si autogestiscono, fissano regole sulla carta meravigliose (7 comandamenti), ma utopiche. Ben presto però emerge una nuova classe di burocrati sfruttatori, i maiali. In particolare Napoleone e Palladineve. La lotta per il potere la vince il primo, il secondo viene esiliato e su di lui cadono tutte le colpe, mentre Napoleone, protetto da cani feroci, si prende i meriti che non ha.

E’ evidente come Orwell, attraverso una favola, descriva la situazione nell’URSS del 1943. La fattoria degli animali è una satira verso gli ideali utopici della rivoluzione russa, dei soviet, e ogni fatto del romanzo si può far risalire a eventi realmente accaduti. Orwell ebbe non poche difficoltà a farsi pubblicare il romanzo. Lui stesso racconta tutto alla fine del libro, nel capitolo intitolato La libertà di stampa. L’URSS nel 1943 era al fianco degli alleati nella guerra contro Hitler ed era praticamente proibito criticare Stalin per qualsiasi ragione.

La fattoria degli animali va letta, per capire cosa è stata davvero la rivoluzione russa, quali ideali non ha poi rispettato, diventando l’occasione per la presa del potere dell’ennesimo dittatore. Orwell è un maestro nel narrare tutto questo attraverso i gesti e le parole degli animali. Narra di una situazione politica scomoda, ma che va comunque denunciata, anche a costo di farsi dei nemici.

Consigliato a: grandi e ragazzi. Si tratta di un classico, quindi è sempre una buona lettura. Chi studia potrà inoltre farsi una chiara idea di come sono andate le cose nell’URSS, in sostanza dalla seconda guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino.

Citazione: “Dall’esterno le creature volgevano lo sguardo dal maiale all'uomo, e dall'uomo al maiale, e ancora dal maiale all'uomo: ma era già impossibile distinguere l’uno dall’altro.”