giovedì 18 dicembre 2014

I consigli di Natale della redazione: i 15 migliori libri letti nel 2014

Non avete ancora deciso che regali fare questo Natale? Avete mille sconti accumulati nella vostra libreria preferita e non sapete cosa scegliere? 
Don't panic! I redattori di Mangiapagine vi consigliano i quindici migliori libri letti nel 2014.

I preferiti di Vè

1) I fratelli KaramazovFëdor Dostoevskij (recensione qui)
Uno dei capolavori della letteratura russa. Certamente non per tutti ma da leggere con cognizione di causa. Una saga famigliare e una metafora della vita. Consigliato a chi è già rodato per quanto riguarda letture di un certo peso – fisico e morale.

2) La versione di BarneyMordecai Richler
L'autobiografia di Barney, cinico ebreo canadese. Tre donne diverse. Flashback continui ed eventi raccontati ordinatamente e meno. La malattia. Misteri svelati. Un romanzo che si fa leggere d'un fiato nonostante la mole. Un retrogusto amaro sul finale.

3) Marcovaldo Italo Calvino (recensione qui)
Un gioiello della letteratura italiana. Una famiglia semplice dal sapore un po' vintage. Un luogo non bene specificato – che a me ricorda tanto Milano. Una tragica comicità. Da assaggiare e divorare più volte nella vita.

4) Saga di Percy JacksonRick Riordan (articolo disponibile qui)
Per i più piccoli, ma anche no. Un fantasy diverso dal solito. Gli dei greci esistono e si trovano a New York e gli eroi moderni compiono delle gesta in loro nome. Una saga poco famosa, ma di tutto rispetto.

5) Saga dei Bridgertons di Julia Quinn
Per le amanti dei romanzi d'amore, ma anche di quelli che fanno un po' ridere. Una madre alle prese con un problema: sistemare i suoi otto figli – quattro maschi e quattro femmine. Epoca regency. Ricorda un po' Orgoglio e Pregiudizio ma decisamente più hot. Divertente.

I preferiti di Federico

1) Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde
Capolavoro indiscusso della letteratura mondiale ambientato nella Londra vittoriana del XIX secolo. Il culto della bellezza e il viaggio in un'esperienza estetica che scaturisce in uno sfacelo morale. Si legge in un lampo perché cattura. Poi è Wilde, ragazzi!

2) Colpa delle stelle - John Green (recensione qui)
Romanzo tipicamente adolescenziale ma che non può non colpire anche i lettori più scafati e maturi. La storia, nonostante ciò che dicono alcuni critici, è assolutamente plausibile e le psicologie dei personaggi sono perfette. Chi ha a che fare con adolescenti nella vita reale lo sa bene. Si piange, ma è una liberazione.

3) Il vagabondo delle stelle - Jack London (recensione qui)
Che dire? Un romanzo magnifico e seguire i viaggi temporali di Darrell Standing è un'esperienza mistica. London incita a liberarci dalla schiavitù del corpo e dall’idea della morte: solo la materia muore, mentre lo spirito, al contrario, è perenne. La prosa dell'autore non ha bisogno di commenti per quanto è bella.

4) Le uova fatali - Michail Bulgakov
Romanzo di fantascienza breve ma di importanza capitale nella storia della letteratura russa e non. Nel 1925 Bulgakov descrive una Russia ipotetica del 1928 dove gli esperimenti scientifici portano al disastro per l'umanità. La vicenda ha più chiavi di lettura e se conoscete la storia russa capirete anche perché il racconto fu censurato dal regime stalinista.

5) Carrie - Stephen King
Sì, proprio il romanzo d'esordio del Re. In questa sua prima opera c'è già molto del King che leggeremo in futuro, con le sue descrizioni, il suo saper creare la tensione e impaurire il lettore. E' uscita da poco una nuova edizione Bompiani che consiglio caldamente come regalo di Natale.

I preferiti di Và


1) Nemico, amico, amante... - Alice Munro 
Una raccolta di racconti che proviene dal Canada dove le protagoniste indiscusse sono donne che attuano un lavoro estremo su loro stesse. Alcune raggiungono risultati straordinari, altre invece rimangono assalite dalla vita frenetica che incombe, inesorabile, su di loro. Immancabile, per donne forti.

2) Il messaggero dell'alba - Francesca Battistella (recensione qui) Un giallo all'italiana farcito di autori premiati e un po' egocentrici che si "sfidano" a rimanere in vita a Massa Lubrense. Un detective improvvisato e una terzina dantesca sono la ciliegina sulla torta!

3) La fine è il mio inizio - Tiziano Terzani
La storia di una vita, di un amore, del giornalismo, della povertà, della guerra, della globalizzazione. La storia raccontata prima dell'ultima "buonanotte" di un padre ad un figlio. Lo zen racchiuso in parole ed immagini.

4) Trilogia delle gemme (Red, Blue e Green) - Kerstin Gier
Cosa accade ad una ragazza quando scopre di essere "portatrice sana" del gene dei viaggi nel tempo? E cosa succede quando un cronografo viene trafugato e in esso è racchiusa la salvezza della razza umana, del suo passato, presente e futuro? Una trilogia fantasy "sopra le righe", young adult che si divora in pochi giorni!

5) Le stanze buie - Franscesca Diotallevi (recensione qui)
Un maggiordomo rigido e rigoroso. Un cuore di pietra che inizia a sciogliersi. Una bambina "strana". Una presenza, inquietante, racchiusa in una stanza buia. Un enigmatico passato che non "lascia in pace" il futuro. Uno Jane Eyre moderno e che "fa male". Consigliatissimo.


La redazione di Mangiapagine coglie l'occasione per augurare a tutti i lettori buone feste!

lunedì 15 dicembre 2014

Breaking Bad

Scheda tecnica:


Titolo originale: Breaking Bad
Paese: Stati Uniti d'America
Casa di produzione: High Bridge Entertainment - Gran Via Productions - Sony Pictures Television
Anno: 2008-2013
Genere: drammatico, thriller
Stagioni: 5
Episodi: 62
Durata: 45 min circa (episodio)
Lingua originale: inglese

Interpreti e personaggi principali:

Bryan Cranston: Walter White
Aaron Paul: Jesse Pinkman
Anna Gunn: Skyler White
Dean Norris: Hank Schrader
Bob Odenkirk: Saul Goodman
Betsy Brandt: Marie Schrader
RJ Mitte: Walter White Jr.
Giancarlo Esposito: Gustavo "Gus" Fring
Jonathan Banks: Mike Ehrmantraut

Se qualcuno dovesse mai chiedermi quale sia la serie tv per eccellenza risponderei senza esitazione: Breaking Bad. È LA serie con l'articolo maiuscolo. Dura. Cinica. Cattiva. Violenta. Malvagia. 

La storia è semplice: Walter White, un professore di chimica di mezza età, nonché un po' sfigatello, si ammala di cancro. Dura batosta visto e considerato che ha a carico un una moglie incinta e un figlio adolescente affetto da paresi cerebrale. Come fare quindi a pagare tutte le spese mediche? Come aiutare la propria famiglia a tirare avanti anche senza di lui? La soluzione è semplice: diventare il più bravo cuoco di metanfetamine che si sia mai visto. 
Ma un professoruncolo così onesto e ben visto dalla comunità non può fare tutto da solo, quindi chiede aiuto a un suo ex studente, tossico e cuoco, Jesse Pinkman, che diventerà suo socio/compagno/amico/nemico nel corso della serie.

L'idea, come si nota, è molto originale. Ma la cosa più interessante, è che Breaking Bad è l'unica tra tutte quelle che ho visto ad avere due caratteristiche fondamentali per una serie di successo.

Punto primo: il protagonista si evolve. Quando parlo di una evoluzione intendo dire proprio che Walter White alla fine della serie è completamente diverso dal professore timido e insicuro che troviamo nella prima puntata. Questo è un cambiamento sia caratteriale – abbiamo un uomo onesto che ad un certo punto della sua vita breaks bad, impazzisce e diventa veramente cattivo; sia estetico – da una calvizie incipiente a una testa pelata con baffi e pizzetto per finire poi con capelli e barba incolti di colui che ha sofferto e che si disinteressa di qualcosa di effimero e stupido come può essere il look; ed infine ritroviamo questa metamorfosi anche nel nome – da Walter White a Heisenberg, che gli esperti di chimica riconosceranno di sicuro.

Punto secondo: i personaggi e le loro caratterizzazioni sono fenomenali. Alla fine di tutte le stagioni non ci ricordiamo solo di Heisenberg, ma anche di Pinkman, Hank, Gus, Saul, Mike... perché Breaking Bad non è solo Walter White, ma è l'insieme dei suoi partner, della sua famiglia e dei suoi antagonisti.
A questo proposito devo assolutamente aggiungere una postilla. Per gli amanti della serie, per coloro i quali non si danno pace dopo che è finita e non sanno più cosa guardare perché pensano che tutto ciò che c'è sul mercato non possa eguagliare la cattiva meravigliosità di Breaking Bad, beh, vi svelo un segreto: voci di corridoio dicono che fra breve uscirà uno spin off dedicato interamente a Saul, il simpatico, stupido, egocentrico, sagace avvocato corrotto di cui era impossibile non rimanerne conquistati.

Certo, non è una serie per tutti, chi è debole di cuore, o chi è troppo buono per vedere spargimenti di sangue, sparatorie, milioni di dollari guadagnati illegalmente, direi che forse è bene che non la guardi. Per tutti gli altri un consiglio: sedetevi sul vostro divano preferito, copritevi con una bella coperta ché incomincia a far freddo, tenetevi vicino una tazza di tea caldo o una fetta di pizza o dei popcorn o qualsiasi altra cosa vogliate sgranocchiare, oppure in mancanza di cibo potete sempre ripiegare su un fidanzato con cui commentare le scene e per ultima cosa, la più importante, godetevi lo spettacolo.

mercoledì 10 dicembre 2014

Un giorno questo dolore ti sarà utile - Peter Cameron

Un giorno questo dolore ti sarà utile, Peter Cameron. 2007, Adelphi. 206 pagine.

Ho pescato Un giorno questo dolore ti sarà utile in uno dei mercatini romani dell’usato che frequento, pagato la miseria di 2 euro. Un affare. Conoscevo il titolo per fama, ma non la trama né tanto meno ho mai visto il film tratto dal libro. E’ stata quindi una piacevole scoperta per il sottoscritto. Da questa premessa avrete senz’altro capito che il racconto mi è piaciuto e ve lo consiglio caldamente.

La trama, in breve. James Sveck, 18 anni, è un disadattato totale e narra in prima persona la sua storia. E’ figlio di genitori divorziati con una madre reduce da tre successivi fallimentari matrimoni e un padre affarista che pensa alla chirurgia estetica per non invecchiare. Quando James annuncia di non voler frequentare l’università, con l’intenzione invece di acquistare una vecchia casa nel Midwest dove poter leggere libri e lavorare il legno per il resto della sua vita, i genitori, con la collaborazione della sorella di James, Gillian, tentano in tutti i modi di convincerlo a continuare gli studi, ricorrendo anche a una psicoterapeuta. Ma James non accetta compromessi e segue solo i consigli della nonna, Nanette, l’unico essere umano con il quale lega.

Dico immediatamente che il protagonista di Un giorno questo dolore ti sarà utile, James, l’ho amato dalla prima all’ultima pagina. Il suo modo di ragionare e di pensare è simile al mio, benché io, per forza di cose e vista la mia età ormai intorno agli anta, debba per forza di cose rapportarmi col prossimo e accettare certi compromessi che quando si hanno 18 anni sono difficili da ipotizzare o prevedere. Ma vorrei essere lui, rifiutare ciò che la vita ci impone e essere coerente, senza più finzioni. James ha il coraggio di attuare tutto questo a costo di sembrare un eremita scontroso: è anarchico, odia la politica, la religione, il cellulare, il mondo dei grandi e i coetanei, così sempliciotti e noiosi e senza mai nulla di interessante da dire.

L’autore, Peter Cameron, con una scrittura semplice e scorrevole, ci fa entrare nella testa di James e viviamo letteralmente attraverso gli occhi e la mente del protagonista. Una dote mica da poco. Quando uno scrittore riesce ad attuare questo, il più è fatto. Il romanzo si legge velocemente, ma rimane stampato nel cervello. James Sveck, anche se non esisti, sappi che ti amo.

Consigliato a: ragazzi e adulti. Al di là delle preferenze di genere letterario, l’opera di Cameron va letta. E’ ribellione, è dire basta, è vita vera.

Citazione: “Le persone, almeno per quel che ho visto fino ad adesso, non si dicono granché di interessante. Parlano delle loro vite, e le loro vite non sono interessanti. Quindi mi secco. Secondo me bisognerebbe parlare solo se si ha da dire qualcosa di interessante o di necessario”.

martedì 2 dicembre 2014

Agnes - Peter Stamm

Agnes, Peter Stamm. 2014, BEAT. 155 pagine.

La pausa caffè di una giornata come tante, in un giorno come tanti, prima di incominciare il lavoro, mi ha portata in una libreria che io chiamo “secondo domicilio” e complice un’amica speciale, mi sono ritrovata tra le mani questo piccolo volume. Tutto mi ha colpito. Il violoncello in copertina, i brevi capitoli di cui mi sono accorta dandogli una rapida sfogliata, la patria dell’autore, e il suo nome. Mai letto. Mai sentito. Sconosciuto. E alla fine mi sono resa conto di avere tra le mani una prima possibilità notevole di Peter Stamm.

Del protagonista le informazioni di base, da carta d’identità, ci vengono celate. Di lui sappiamo solo che è uno svizzero e che scrive libri su qualsiasi argomento gli capita; in particolare, una mattina nella biblioteca civica di Chicago, quando si sente attratto da una ragazza seduta di fronte a lui, si sta occupando di un libro su treni di lusso americani.
Ma parlavamo di una ragazza. E in effetti davanti ai suoi occhi si presenta questa giovane donna, Agnes, venticinquenne americana, studentessa di fisica, che è impegnata a scrivere la sua tesi. E’ una universitaria come tutte le altre, forse anche più anonima delle altre. È una ragazza particolare: lavora part-time come assistente all’Istituto di Matematica di Chicago; suona il violoncello e fa parte di un quartetto d’archi tutto femminile, soffre di claustrofobia, detesta gli ascensori e gli appartamenti ai piani alti.

Lo scrittore proprio da questa semplicità e particolarità si sente sedotto: inizia a passare del tempo con lei, discutendo su qualsiasi argomento, politica e scienza in primis, fino a quando l’amore non si accende tra loro. Lo scatto verso una vita insieme è repentino e un giorno Agnes pone una domanda strana e sorprendente al tempo stesso: “non potresti scrivere un racconto su di me?”. E da questo interrogativo tutto precipita.

Sì, perché si sa, i rapporti di coppia sono complicati già normalmente. Se si aggiunge uno scrittore che pianifica preventivamente su carta stampata la vita a due, il legame inizia ad allentarsi. Agnes, leggendo le parole del suo compagno, la sua storia, si sente quasi un personaggio della stessa, costretta dall’obbligo di seguirla nelle minime battute, come se fosse un copione teatrale.
Questo logora il rapporto dei protagonisti. La fragilità, l’insicurezza, la debolezza di Agnes sono l’emblema delle stesse che appartengono a tutti così come veri e disarmanti sono i terrori di lui e il desiderio d’amore misto all’ansia che ogni storia sentimentale porta con sé.

Alla fine, quel racconto lungo, quella partitura teatrale, sarà solo ciò che rimarrà.

Se qualcuno ha letto Ieri di Agotha Kristof, sa cosa intendo quando parlo di stile semplice, di scrittura pacata, essenziale, e nonostante ciò, una scrittura che è come una spada, che taglia e penetra la carne come se fosse originata solo per fare quello. 
Questo è anche lo stile di Peter Stamm; personalmente lo apprezzo molto. Una tecnica limpida, asciutta. Capace di immergere il lettore in una vita di tutti i giorni che potrebbe essere proprio la sua, rendendo possibile quasi una personificazione.
Una trama perfetta. La scelta di un racconto lungo poi è azzeccata per attirare il lettore a scoprire questo nuovo scrittore.

Consigliato a: chi non ha mai amato le storie d’amore a lieto fine o melense; chi è affascinato dalla malinconia e dalla vita semplice, vera, e proprio per questo non sempre felice.

Citazione: “Se adesso vado da Agnes, pensai, è per sempre. E’ difficile da spiegare; sebbene l’amassi e fossi stato felice con lei, solo senza di lei avevo la sensazione di essere libero. E per me la libertà era sempre stata più importante della felicità. Forse era questo che le mie compagne avevano chiamato egoismo.”