sabato 23 aprile 2016

Incontro con Marco Patrone a Verso Libri | 22.04.2016 Milano | Come in una ballata di Tom Petty

Milano. Venerdì pomeriggio.
Le vostre eroine preferite sono armate di cavalletto, telecamera, macchina fotografica e uno zaino con libri e prolunghe. 
Destinazione? La Libreria Verso in Porta Ticinese.
Scopo? L'incontro con l'autore Marco Patrone per la presentazione del suo romanzo d'esordio “Come in una ballata di Tom Petty”

E' una calda giornata primaverile nella libreria nel cuore della città di Milano. La sala che ci hanno riservato e piccola e accogliente. Piano piano incomincia a riempirsi di facce amiche e di altre che lo diventeranno presto.
La scaletta è pronta e con Marco sistemiamo gli ultimi dettagli. Il microfono funziona e la nostra postazione è sistemata.
Possiamo incominciare.
Marco esordisce leggendo l'incipit e uno stralcio del suo romanzo, perché non c'è modo migliore per presentare un autore che far parlare il libro dello stesso.
Piovono applausi, e sono solo i primi dei tanti che accompagnano l'evento.
Il clima è molto rilassato, Marco si presta alle nostre domande rispondendo in modo puntuale, chiaro e simpatico.
Si spazia dal libro in sé, i personaggi, quanto di autobiografico ci sia o meno, per poi arrivare al Marco scrittore con le curiosità di rito, perché Mangiapagine vuole a tutti i costi sapere le piccole manie degli scrittori e il loro percorso di pubblicazione.

E il tempo passa tra risate, letture e consigli letterari.

Un bell'incontro, un bel libro, un bravo autore dal quale ci aspettiamo molto altro ancora, belle persone e un clima piacevolissimo.

Grazie ancora a chi c'era di persona, a chi c'era col cuore da lontano, a chi ha scattato foto, a chi ha preso appunti e soprattutto, grazie ancora alla Libreria Verso e, ovviamente a Marco, che si è dimostrato un ottimo intrattenitore.

Con questo le vostre eroine vi salutano.
Chissà dove le porterà la prossima volta il mondo dei loro tanto amati libri...

mercoledì 20 aprile 2016

Incontro con Marco Patrone

Buongiorno lettori!
Oggi siamo qui per ricordarvi un appuntamento letterario importante.

Venerdì 22 aprile alle ore 19,00 presso la Libreria Verso (Corso di Porta Ticinese, Milano) le vostre eroine preferite presenteranno "Come in una ballata di Tom Petty" romanzo d'esordio di Marco Patrone.


Avrete la possibilità di scambiare due chiacchiere con l'autore e con le vostre beniamine di Mangiapagine.

Vi aspettiamo numerosi!

mercoledì 13 aprile 2016

Benedizione – Kent Haruf

Benedizione, Kent Haruf. NN Editore. 280 pagine. 17,00 euro.

Voto: 10

Fino a qualche tempo fa non conoscevo Kent Haruf, ma a maggio ho in programma un incontro in casa editrice per la pubblicazione dell'ultimo libro di questo autore, quindi, la mia curiosità ha preso il sopravvento e ho cercato subito “Benedizione”, suo primo lavoro.

Avete presente un colpo di fulmine? Ecco, è quello che è successo a me dalle prime pagine di questo libro.

Ho da sempre problemi a comprendere ed apprezzare la letteratura americana, quindi, nonostante la mia voglia di conoscere questo autore, ero un po' restia all'inizio della lettura, convinta che, come al solito, avrei trovato ostico anche questo libro.
Ma mi sbagliavo, eccome.
“Benedizione” è ufficialmente entrato nella mia personalissima classifica dei libri che mi hanno cambiato la vita.

Dopo aver letto qualche riga era già scoccato l'amore tra me e questo autore fantastico.
Ho provato le stesse emozioni che hanno scombussolato il mio cuore durante la lettura di Steinbeck, sì, credo lo si possa paragonare tranquillamente.

“Benedizione” è pura poesia. 
È la storia di Dad Lewis che si sta avvicinando alla fine della sua vita avvolto però dalle cure amorevoli della moglie Mary e della figlia Lorraine.
Da qui si dipanano le vicende di Alice, una bimbetta orfana dalla quale riscopriamo l'amore per le cose semplici della vita.
E ancora il nuovo e affascinante reverendo Lyle, che porta in cuore un segreto e che nonostante tutto continua a predicare la non violenza.
Tante vite, tanti personaggi descritti magistralmente, tante voci che concorrono a realizzare un romanzo corale e polifonico che tratta temi importanti in maniera estremamente delicata.
Haruf si lascia leggere in modo molto piacevole e quasi dispiace quando si arriva all'ultima pagina.

“Benedizione” si conferma un libro per tutti, per gli amanti di quelle storie delicate e dei bei tempi passati, quei racconti di paesotti e compaesani che sanno tutto di tutti, e che amano la vita semplice fatta di piccole cose.

domenica 10 aprile 2016

Incontro con Demetrio Paolin a Le Notti Bianche | 09.04.2016 Vigevano | Conforme alla gloria

Incontro di pelle

Ecco come definirei la presentazione che si è tenuta ieri, sabato 9 aprile, presso la libreria Le Notti Bianche di Vigevano. La conoscenza di Demetrio Paolin e del suo ultimo scritto “Conforme alla gloria” (ed. Voland) è stata una sperimentazione di sensi, moderata da Ivano Porpora.

Demetrio Paolin è candidato al Premio Strega. E ciò risulta ancora incredibile per lui, scrittore  ma prima ancora uomo umile e preparatissimo, incantatore con la sua voce.
Conforme alla gloria, viene spiegato, tratta di un quadro. Un quadro dal materiale particolare, segno atroce di ciò che è stato commesso nell'era nazista del mondo. E delle persone che ruotano attorno ad esso.
Heinrich, l'SS mai pentito, cattivo personaggio e lineare in questo fino alla fine; il figlio Rudolf, sindacalista, colui che deve fare i conti con l'eredità passatagli dal padre, e con lui tutta l'umanità intera.
Si parla di Enea, anche, e del suo antro spoglio dove tatua – a differenza degli studi a cui noi tutti siamo abituati; e si parla di Ana, la sua modella. Ma il protagonista forse per eccellenza è lei.

La pelle.
E la sua consistenza.

Ciò che – come lo stesso autore afferma - “decreta l'esistenza di una persona”. Ed è facile qui tornare con gli occhi gonfi di lacrime a quello che anche Demetrio Paolin ricorda nel suo libro (e casualmente ci legge durante l'incontro): ciò che è stato del tragico incendio alla filiale torinese della ThyssenKrupp; agli uomini, brandelli umani, inesistenti, fantasmi di sè stessi (cit.), proprio per la mancanza di ciò che noi tutti crediamo essere una sottile membrana, la pelle. La semplice superficie che separa il nostro corpo dall'esterno.
Ma ci dimentichiamo che anche la superficie è profonda, ha un suo spessore, e lo si può provare. L'inchiostro dei tatuaggi la penetra, si aggrappa ad ogni suo sottile strato e lì rimane per sempre. Avete bisogno forse di un altra prova?

Approcciarsi ieri per la prima volta a Conforme alla gloria è stato come ricordare a percepire i sensi; è stato come immedesimarsi in Rudolf nel momento in cui intinge il proprio indice nella tela tanto discussa, nell'assaggio tattile e gustativo che ha della stessa; è stata una riscoperta delle sensazioni che forse abbiamo perduto, così come l'idea del dramma, quel qualcosa che oggi ci sfugge di mano, che viene ingigantito nei momenti meno appropriati. E questo ce lo ricorda proprio Demetrio Paolin, ancora una volta procedendo a ritroso e portandoci davanti all'incredibile disumanità dell'epoca di lager e nazismo.

Ciò che è rimasto di ieri è un libro-etico, che piano piano si sta riempiendo di segni, di piccole tacche che devono rimanere ad imperitura memoria, come la sua storia, i suoi personaggi, e la percezione degli stessi.

giovedì 7 aprile 2016

#LEMINIRECENSIONI: "Straluna" - Giuseppe Pompameo

Straluna, Giuseppe Pompameo. Scrittura&Scritture. 128 pagine. 11,50 euro.

Voto: 8,5

Nuvàl. Luogo sperduto, il paradiso terrestre dove la vita scorre molto più lentamente rispetto al resto del mondo. Dove leggerezza, sogno e realtà convivono pacifiche insieme agli abitanti di quello strano paese. Personaggi affettivamente legati l’uno all’altro, ognuno dei quali si conosce per nome ma non sa nemmeno la propria età, perché qui, a Nuvàl, gli anni non sono importanti, così come non è importante il motivo per cui il postino Octavio Serna e i suoi amici si trovano proprio in quel posto dimenticato forse anche da Dio.

Octavio è il protagonista, solo, nonostante sia circondato da moltissimi amici; solo, come tutti le altre macchiette che gironzolano per Nuvàl, personaggi ai quali manca una metà. 
Al postino manca il fratello scappato in terre lontane, a Wanda il marito andato per mare perché il peso sulla terraferma era troppo consistente, a Cécile la donna amata, con cui ha fatto solamente una volta l’amore perché se l’avesse rifatto la notte successiva non sarebbe stato altrettanto magnifico, la perfezione esiste una sola volta. 
E come ogni paese isolato che si rispetti, ha il suo giullare, Dennis, che forse, di nuovo, tanto matto non è.
Personaggi a tratti comici come quelli che si possono ritrovare nei romanzi di Marco Malvaldi, ma molto più compassionevoli e malinconici, come quelli che Steinbeck ci fa conoscere nei suoi libri.
La vita scorre beata a Nuvàl; è un mondo fiabesco dove le vicende, abitudinarie, che seguono un ritmo altamente improbabile, hanno molto in comune con l’orizzonte onirico. Tutto sembra perfettamente statico. Fino a quando non arriva in tournée un circo un po’ particolare, e una lettera, indirizzata proprio al postino del paese. 
Fino a quando la realtà non irrompe con tutta la sua feroce carica.

“A Nuvàl, dove tutto, finora, è stato perfettamente plausibile, una fobia incontrollabile, sconosciuta fino a qualche giorno fa, adesso semina il terrore. La peggiore delle fobie, la realtà, invadente, che in un attimo può aprire una crepa nella vita di ognuno, fino a sconvolgerla. “E se capitasse, prima o dopo, anche a uno di noi ?”. Nessuno aveva il coraggio di darsi una risposta.”

Giuseppe Pompameo è stato magistrale. Straluna è il suo racconto lungo dove l’attesa di Buzzati si incontra con la solitudine e la mancanza; dove i ricordi sono il perno centrale e l’unica ragione di vita di esseri umani al limite dell’apatia; dove una sferzata di vento (quello che soffia solo a giorni dispari e alterni!) riesce a scombussolare le loro esistenze. E le stravolge, in un finale ad altissima tensione.

mercoledì 6 aprile 2016

Quattro chiacchiere con Alberto Fumagalli e il suo “Crysi”

Domenica mattina. Cavalletto, cinepresa e macchina fotografica in spalla. Nello zainetto un libro, “Crysi” di Alberto Fumagalli. E un foglio con una scaletta vista e rivista (e poi nemmeno tanto seguita, ma non importa, è servita come aiuto psicologico).
La città è silenziosa, in fondo è presto.
Arriviamo al negozio “Fatamorgana” che Enrico ci ha gentilmente prestato. Montiamo il set.

No qui non va bene, è troppo buio..
Alza un po' la voce!
Sposta questo scaffale ma giuro che poi lo risistemiamo com'era prima!
Sì, dai così è perfetto.

Arriva Alberto. E dopo i dovuti saluti di rito si dà inizio alle danze. 
L'idea era di fare un'intervista allo scrittore, ma poi si è trasformata in una chiacchierata con una persona deliziosa con cui è facile stare a proprio agio.
Si è parlato di tutto, da come è essere un giovane scrittore emergente in un mercato editoriale ormai saturo, del momento giusto in cui scrivere, di “Crysi", il secondo romanzo di Alberto, carico di una potenza stilistica che promette molto bene per futuri lavori, un romanzo polifonico in cui il giovane autore è riuscito a dare vita ai sentimenti e alle frustrazioni di una famiglia in cui purtroppo tutti riusciamo a ritrovarci. 
E ancora, la cosa che ci ha stupito è il fatto che Alberto Fumagalli sia, prima di tutto, un lettore. È stato bellissimo poter parlare di libri con una persona che ne conosce così bene il mondo.

Andate, guardate e godetevi questa chiacchierata stupenda con una persona altrettanto stupenda che, nonostante la giovane età, si è mostrata molto competente nella sua professione di giovane autore e lettore. 

È bello e doveroso dar voce a queste piccole realtà in modo tale che un giorno riescano a crescere ancora di più e a dimostrare il loro valore, in un mondo editoriale in cui tutto è già stato scritto, tutto è già stato visto e letto e si vuole respirare sempre di più un'aria di novità.
Alberto nel suo piccolo ci sta riuscendo, arrancando, sgomitando, facendosi conoscere e noi gli auguriamo tantissima fortuna.

Ci siamo lasciati dopo una pausa caffè lunga un'ora, in cui abbiamo criticato, parlato, scambiato opinioni su libri letti o da leggere, sulle nostre letture preferite e quelle che abbiamo in libreria ma ci manca il coraggio per iniziarle. 
E soprattutto ci siamo lasciati con dei progetti molto interessanti e accattivanti per il futuro.

Con queste poche righe vogliamo ancora ringraziare:
Alberto, che si è prestato alla nostra intervista.
Enrico, che ci ha gentilmente messo a disposizione il locale.
Voi lettori, che come sempre ci date delle soddisfazioni immense. 

Riprese e foto: © Gerardo Cassoli
Intervista a cura di: Vanessa e Veronica Cassoli

martedì 5 aprile 2016

Venite a scoprire con noi.... #1 | Goodbook.it


Domenica 3 aprile si è concluso BookPride, la fiera internazionale dell’editoria indipendente, alla sua seconda edizione, promossa da Odei, per la tutela della bibliodiversità; la cornice ideale scelta per questa manifestazione è stato Base Milano, luogo multietnico, multiculturale e proprio per questo perfettamente dedicato al BookPride.
Mangiapagine, in veste di Vanessa, è riuscito a gironzolare tra i vari stand solo domenica nel pomeriggio, stuzzicato da un incontro davvero particolare, dedicato alla presentazione di una nuova libreria on line Goodbook.it.

venerdì 1 aprile 2016

Splendi più che puoi – Sara Rattaro

Splendi più che puoi, Sara Rattaro. Garzanti. 250 pagine. 16,90 euro.

Voto: 8

È possibile tornare a splendere dopo anni di soprusi?
È possibile ritrovare di nuovo la fiducia nelle persone dopo essere stata schiacciata, usata, umiliata, ignorata e reclusa senza possibilità di fuga?
Sembra assurdo, ma sì. 
O almeno, Emma ce l'ha fatta.

Chi è Emma?
Emma è la protagonista dell'ultima fatica – nel vero senso della parola, soprattutto a livello emotivo – di Sara Rattaro.
Emma è una donna forte e coraggiosa che, dopo un fidanzamento in cui credeva ma clamorosamente finito e un matrimonio con un essere violento, decide di risplendere e di riprendersi la sua vita.
Per le, e per Martina, sua figlia.

Emma esiste davvero (purtroppo). È colei che ha regalato la sua storia all'autrice, alleggerendosi così il cuore. E la scrittrice genovese è riuscita a dar voce a questa vicenda tormentata e violenta, in modo semplice, diretto, con un ritmo incalzante.
La Rattaro con “Splendi più che puoi” si è dimostrata un'autrice poliedrica, in grado di raccontare in maniera assolutamente priva di pregiudizi, un mondo – quello della violenza contro le donne – sul quale, ultimamente troppo spesso, si parla a sproposito.
È riuscita a parlare di eventi tragici senza sottolineare l'aspetto macabro di tutta la faccenda, ma lasciando che la storia fluisse quasi in modo delicato.
Il suo scopo non era quello di soffermarsi sulla violenza in sé, sulla tragicità della vita di Emma, quanto quello di raccontare la rinascita della protagonista, regalando un messaggio di speranza, che negli ultimi tempi è decisamente apprezzabile.

La lettura di questo romanzo è arrivata in concomitanza all'incontro con l'autrice tenutosi ieri in sede Garzanti.
Sara Rattaro ci ha accolto letteralmente a braccia aperte e ci ha regalato una chiacchierata fra amiche deliziosa. È una persona molto umile, molto intelligente ed interessante con un sogno nel cassetto, ovvero scrivere prima o poi un giallo.
E noi, cara Sara, non vediamo l'ora che arrivi quel momento.

Consigliato a: uomini, donne, bambini, ragazzi, a chiunque necessiti di speranza. Questo è un libro che fa capire quanto, nel nostro piccolo, tutti noi, siamo fortunati ad avere la nostra vita così com'è, anche se imperfetta.

Citazione: Tutti abbiamo diritto a una seconda occasione. Chi sbaglia, chi si pente, chi si arrende. Sì, tutti abbiamo diritto di rimediare ai nostri errori, di ricominciare da capo o rifarci una vita. Bisogna trovare il coraggio di chiederlo.