martedì 6 ottobre 2015

Piccola dea – Rufi Thorpe

Piccola dea, Rufi Thorpe. Sonzogno, 2015. 269 pagine, 16,50 euro.

Voto: 6/7

Innanzitutto voglio ringraziare la Sonzogno per avermi permesso di leggere questo nuovo romanzo della scrittrice canadese Rufi Thorpe.

La copertina è qualcosa di veramente bello, semplice e lineare, ma che allo stesso tempo invoglia moltissimo il lettore, quantomeno a prende in mano il libro e leggerne la trama. 

A proposito di trama, devo dire che mi ha allettato da subito. Il romanzo racconta la vita di due ragazze, due amiche, che da quindicenni inesperte del mondo e dell'amore, si ritrovano a diventare due donne allo sbando.
Le due protagoniste – Lorrie Ann e Mia – sono due ragazze agli antipodi: la prima è l'adolescente perfetta, brava a scuola, morigerata, amante della vita semplice e delle serate passate con la sua famiglia; Mia invece, è la ragazza scapestrata, figlia della classica famiglia sgangherata composta da madre ubriaca, patrigni vari e fratellini più piccoli a cui badare.
Vi chiederete “ma cos'avranno mai in comune due ragazze così diverse fra loro?”. Restano incinte. E le decisioni che prenderanno in proposito saranno diametralmente opposte e le formeranno in quanto donne, tanto che alla fine vedremo quasi un ribaltamento caratteriale fra le due.

Un libro crudo, triste, crudele, dalle tematiche forti quali gravidanze in adolescenza, droghe, aborti. Forse sono stati proprio tutti questi ingredienti a non farmi apprezzare la storia nel suo insieme. Ogni volta che leggevo un capitolo mi sentivo soffocare. Avevo bisogno di tirare il fiato da tutta la negatività che si portavano appresso le protagoniste – soprattutto Lorrie Ann. 

Resta comunque un romanzo ben scritto, curato, una storia nuova, che apre la mente a diversi interrogativi difficili e probabilmente senza risposta. Lo stile della Thorpe è incalzante, in un climax ascendente da mozzare il fiato. Alla fine si prova pena, per entrambe le ragazze. E le si compatisce, nel vero senso della parola.

Leggete e abbracciate metaforicamente due donne difficili che hanno fatto sì che le loro vite fossero ancora più difficili e dure.

Consigliato a: lettori di indole molto positiva, difficilmente impressionabili moralmente.

Citazione: «Voi donne, cazzo […] siete dei Lutero con la vagina.»
«Dei Lutero con la vagina? Tipo Lutero e il Nuovo Testamento?» chiese Lorrie Ann. […]
«Sì, tipo, non so, è solo che mi sembra che le donne siano state in schiavitù per la maggior parte della storia, giusto? Adesso invece hanno tutta questa libertà e non sanno cosa farsene, ed è un po' come il periodo di riforma in una religione. Tipo che le donne possono accedere a questo pulsante di reset.»

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