giovedì 26 giugno 2014

Che tu sia per me il coltello - David Grossman

Che tu sia per me il coltello, David Grossman. 1999, Mondadori. 330 pagine

Ho scovato Che tu sia per me il coltello in uno dei tanti mercatini dell’usato che frequento a Roma. Conoscevo di fama titolo e autore, anche se confesso di non essere mai stato tanto interessato alla lettura di questa opera. Ma voi avreste lasciato sugli scaffali Grossman al costo di un euro, in ottime condizioni? Ecco.


Di cosa parla Che tu sia per me il coltello? Si tratta di un romanzo epistolare. Yair a una festa vede una donna, della quale non sa nulla. Colpito dal suo volersi isolare dal resto della gente e commosso da questa visione, decide di scriverle una lettera per invitarla a intraprendere con lui una relazione aperta, sincera e puramente epistolare. La donna, Myriam, gli risponde e si scatenano così passioni, forti sentimenti, ricordi e misteri mai rivelati a nessuno. E amore, naturalmente. Lei vorrebbe anzi portare la relazione alla realtà, mentre Yair no. Ma le lettere di Myriam colpiscono l’uomo, creano ferite profonde e fanno emergere la necessità di una svolta nella sua vita.

Confesso di essere stato sconcertato dall’inizio di questo romanzo. Yair mi ha dato come prima impressione quella di essere uno stalker. Non per le lettere che spedisce, che vengono anzi ricambiate da Myriam. Ma da come si comporta nelle prime fasi di questo rapporto, soprattutto dopo un episodio specifico di cui non dirò nulla per non rovinarvi la lettura. Ma non spaventatevi, Yair non è uno stalker. E’ solo un uomo fondamentalmente solo che deve essere redento e salvato. La lettura poi procede più scorrevole ed è una gioia scavare nell’infanzia del protagonista, con episodi e avvenimenti che vi resteranno dentro.

Che tu sia per me il coltello è stato scritto nel 1999, ma è più che mai attuale. Personalmente mi ha ricordato i rapporti umani odierni, quelli dell’era delle chat di Internet, gli scambi epistolari che adesso si fanno via email. Quanti di voi hanno vissuto in pieno l’era del Web degli Anni Zero, avranno sicuramente intrapreso un rapporto di amicizia virtuale che magari si è trasformato in qualcosa d'altro senza mai aver incontrato fisicamente l’amico/a o amante. Si scatenano sentimenti forti, spesso molto più potenti di quelli di un classico rapporto amoroso, proprio perché manca il contatto fisico e la visione. Il romanzo di Grossman ci parla di questo e l’autore israeliano lo fa con uno stile impegnato ma chiaro, limpido e scorrevole. Ho detto scorrevole, sì. Ma attenzione: la vostra lettura sarà spesso interrotta da frasi così belle e forti che dovrete fermarvi, respirare e rileggervele per forza. Non a caso Che tu sia per me il coltello è uno dei romanzi da cui sono tratte innumerevoli citazioni d'amore.

Consigliato a: è stato il mio primo Grossman, e molti consigliano di non iniziare da questo romanzo. Posso essere d’accordo. Ma io non ho trovato difficoltà e anzi sono stato piacevolmente travolto dalla storia di Yair e Myriam. Se siete dei romantici temerari, questo libro fa per voi.

Citazione: Solo una? Ok. “Guardo ogni cosa bella due volte. Ho deciso così. Una volta per me e una per te. Per risarcirti un po', con tutti i miei limiti, della bellezza di cui non puoi circondarti in casa tua, perché so che ne hai bisogno come dell'aria per respirare.”

mercoledì 11 giugno 2014

Mundial letterario

Mancano poche ore ormai all’inizio del campionato mondiale di calcio, Brasile 2014. Volenti o nolenti, saremo coinvolti nella manifestazione iridata, facendo il tifo per gli azzurri. In questa sede vorrei consigliarvi qualche libro sul calcio che vale la pena leggere o che comunque attira la mia curiosità di lettore. Li dividerò in tre categorie principali: romanzi, biografie o autobiografie, e saggi. E per ognuna consiglierò cinque titoli.

Romanzi
Il primo libro che mi viene in mente quando si parla di calcio è Febbre a 90 (Guanda) di Nick Horby di cui trovate anche una recensione sul sito Mangiapagine. Penso sia tra i migliori romanzi sul calcio in assoluto. Dello stesso autore anche Il mio anno preferito (Guanda), una bella raccolta di storie sul tema. Il maledetto United (Il Saggiatore) di David Peace narra la storia vera, ma romanzata, dell’ex calciatore Brian Clough che nel 1974 accettò il difficile incarico di allenatore del Leeds United. Un affresco di un calcio che non esiste più. Per chi vuole farsi due risate, Atletico Minaccia Football Club (Einaudi) di Marco Marsullo, caso editoriale del 2013. Lettura scorrevole e piacevole, senza pretese, ma consigliata sotto l’ombrellone. Tra le proposte più originali c’è sicuramente La partita (Feltrinelli) di Stefano Ferrio. Una partita tra ragazzini viene interrotta quando il pallone finisce nei campi. Si decide allora di riprendere la gara, ma dopo 33 anni, quando quei bambini sono ormai adulti. Romanzo di vita vissuta. Infine una piccola perla: Italia-Brasile 3 a 2 (Sellerio) di Davide Enia, un monologo che narra della famosa partita del Mundial 1982, con molte frasi in dialetto palermitano, comunque comprensibili.

Biografie
Non sono amante dell’autobiografie dei calciatori che poi alla fine sono in realtà scritte da altri, giornalisti soprattutto. Quindi preferisco sempre chiamarle: biografie. Ma esse sono comunque un modo per conoscere determinati campioni, cosa pensano e come vivono. Le più recenti e più interessanti del genere sono Giocare da uomo. La mia vita raccontata a Gianni Riotta (Mondadori) di Javier Zanetti, storico capitano dell’Inter ritiratosi proprio alla fine del campionato 2013/14. Qui si racconta al giornalista Gianni Riotta. Penso quindi gioco (Mondadori) è invece il libro che parla di Andrea Pirlo, scritto in collaborazione con il giornalista Sky Alessandro Alciato. Se invece vi piace Zlatan Ibrahimovic ecco Io, Ibra (Bur), scritto dallo svedese con David Lagercrantz: un racconto di vita, anche duro. Siete amanti del calcio inglese? Imperdibile è La mia vita (Bompiani) di Alex Ferguson: lo storico manager del Manchester United, il più grande allenatore della storia del calcio inglese, che qui si racconta per la prima volta. Restando in tema col calcio britannico, The Best (Baldini & Castoldi), scritto da George Best, la prima pop star del football, con la sua vita di eccessi che lo ha portato alla bancarotta e alla cirrosi epatica che causerà la sua morte. In questo caso Best scrive autonomamente, senza aiuti giornalistici.

Saggi
Per i saggi, vista la vastità presente in libreria, magari restiamo in tema Mondiali di calcio. Il primo, davvero consigliato, è Il romanzo del vecio (Baldini&Castoldi) di Gigi Garanzini. Una dichiarazione d’amore del giornalista al leggendario ct azzurro Enzo Bearzot che vinse contro tutto e contro tutti i Mondiali di Spagna del 1982. Una recente e interessante uscita è l’Atlante dei mondiali di calcio 1930-2014. Ventidue autori raccontano venti coppe del mondo (Isbn) a cura di M. Coppola. Come dice il titolo, si tratta di un tomo al quale hanno partecipato ben 22 scrittori, un esperimento della Isbn che va premiato. Altra novità letteraria fresca, fresca, è Storia dei mondiali di calcio (SEI) di Sandro Bocchio e Giovanni Tosco: un’analisi dettagliata di ogni edizione disputata dei Mondiali. Consiglio poi Un secolo azzurro (Longanesi) di Alfio Caruso. Qui vengono narrati cent’anni di nazionale italiana tra passioni, affari, scandali e complotti. Un bell’intreccio tra pallone e storia d’Italia. Infine il simpatico Passione mondiali 1930-2014. Storia illustrata dei mondiali di calcio (LSWR) di German Aczel, un libro che racconta la storia dei Mondiali di calcio attraverso centinaia di illustrazioni originali.

Buone letture e buon Mundial!

lunedì 9 giugno 2014

L'Atlante delle isole remote - Judith Schalanslcy

L'Atlante delle isole remote, Judith Schalanslcy. 2013, Bompiani. 143 pagine.

Mi piace viaggiare, ma essendo stata fino a quindici giorni fa una stu(pi)dente universitaria squattrinata, mi sono sempre potuta permettere solo viaggi fantastici tra le pagine dei libri, considerati ovviamente i migliori che abbia mai fatto. Dato il mio amore per la lettura, per i viaggi concreti e meno, complice la laurea e una amica fantastica, mi sono accaparrata questo gioiellino.

A prima vista sembra un libro vecchio, uno di quelli tenuti nelle librerie dei nostri nonni, ingiallito e profumato di sapere, uno di quei libri che vengono sfogliati indolentemente una volta nella vita. Ma una volta aperto c'è un mondo fantastico. Ho viaggiato sull'Isola di Pasqua; sono stata a Pingelap, in Micronesia, dove un decimo degli abitanti è daltonico e io mi ci trovavo come se fossi a casa mia; ho esalato l'ultimo respiro con Napoleone sull'Isola di Sant'Elena.

Grazie alla Schalanslcy ho viaggiato virtualmente in quelle isole relegate negli angoli più remoti delle carte geografiche, lontane e sconosciute, ma ricche di storie, racconti, tradizioni, leggende, assurdità, utopie, tragedie umane e animali.

Una lettura piacevolissima, che scorre rapida tra gli occhi rapiti di chi si immerge pienamente tra le pagine volutamente ingiallite. Una vacanza fatta comodamente sdraiata a letto nelle zone più sperdute nel mondo ma ricche di curiosità e di energia.

Consigliato a: i vecchi dentro e fuori, tutte le persone ancorate al passato, amanti delle enciclopedie e atlanti cartacei, amanti delle ricerche fatte ancora manualmente tra gli scaffali impolverati di una vecchia e piccola biblioteca di paese, ai novelli Robinson Crusoe, agli amanti delle avventure, agli esploratori del mondo, e a chi non può permetterselo.

Citazione: “Le rivoluzioni sono proclamate sulle navi, le utopie sono vissute sulle isole.”

giovedì 5 giugno 2014

Lo schiaffo - Christos Tsiolkas

Lo schiaffo, Christos Tsiolkas. 2013, BEAT, 535 pagine.
Ancora una volta la BEAT mi ha regalato un piccolo gioiello di letteratura contemporanea. Era già successo in passato con "La cena" di H. Koch; oggi è la volta invece di "Lo schiaffo", firmato Christos Tsiolkas.
Questo romanzo è arrivato in mano mia grazie al pensiero splendido di un'amica che adora fare regali azzeccati nei momenti azzeccati.
Sfogliato appena arrivato, lasciato sul comodino, parte incosciente della pila infinita in attesa di essere letto. In due giorni, poi, divorato.
Perchè sì, è il caso di dirlo: Tsiolkas dalla prima riga riesce ad accattivare il lettore e a non mollarlo fino all'ultima pagina.

Siamo in Australia, a Melbourne, l'estate sta per volgere al termine e per festeggiare le ultime giornate di sole Aisha, veterinaria indiana dal fascino imparagonabile, e Hector, suo marito, amante della compagnia e delle belle donne (non necessariamente in questo ordine), decidono di dare una piccola festa in giardino. Un barbeque, appunto.
I protagonisti, che non perdono tempo per ridere o per stappare bottiglie rinfrescanti di birre, sono Connie, l'aiutante di Aisha per cui Hector ha preso una sbandata; Harry, il cugino che ha fatto fortuna, che ha tutto: lavoro perfetto, un figlio adorabile e una moglie, Sandi, serba, che potrebbe dilettarsi a fare la fotomodella per quanto è bella.
Per ultimi arrivano Rosie, una delle migliori amiche della padrona di casa, che porta sempre attaccato al seno il figlioletto Hugo di tre anni, piccolo diavolo, impertinente, viziato, e Gary, marito chiacchierone di Rosie, che immancabilmente rientra ogni sera a casa ubriaco.

Tutto procede per il meglio, gli ospiti si divertono, i bambini scherzano, finchè Hugo ancora una volta non rovina tutto con il suo essere pestifero: durante un gioco, sferra un calcio a Harry che per punirlo, lo colpisce con uno schiaffo.
Il punto focale, l'apice, l'apoteosi, l'apocalisse si riversa tutta in quell'unico gesto, che sarà fonte di ribaltamenti e cambiamenti generali delle storie dei singoli protagonisti. Sarà la chiave di lettura delle loro vite.

Christos Tsiolkas è riuscito magistralmente a far affezionare il lettore ad ogni personaggio: il suo linguaggio schietto (a tratti anche "volgare", ma perfettamente adeguato ad alcune situazioni) sembra narrare la vita di tutti i giorni, quella del proprio vicino di casa, che si nasconde dietro a sorrisi e a saluti esagerati con le mani sollevate, quella di famiglie che all'apparenza sembrano perfette e che si rivelano invece al limite dello psicopatico.
Uno spaccato di vita vera, finalmente, in un romanzo moderno.

Consigliato a: chi vorrebbe trasformarsi in una mosca per sbirciare nella casa di una famiglia per bene. Perchè si sa, tutti nascondono qualche segreto...


Citazione: "E' una cosa terribile, semplicemente terribile morire così giovane. Manolis sbirciò al di sopra degli occhiali e guarda il cielo, lì dove sostenevano che fosse il paradiso. Se Dio esiste, allora è un idiota. Non c'è logica o giustizia nel mondo che hai creato, come fai a considerarti l'Essere Supremo?".