giovedì 26 novembre 2015

L'ombra del bosco scarno - Massimo Rossi

L’ombra del bosco scarno, Massimo Rossi, Scrittura & Scritture editore, 2012, 365 pagine, 15,50 euro.

Voto: 7,5/10

Che dire, scrivendo questa mia seconda recensione mi trovo davanti a un’impresa complicata. Questo libro può essere letto in due modi: o come un libro giallo, oppure come un manifesto contro ogni discriminazione, contro ogni pregiudizio.

Una valle immersa nel verde, un paradiso naturale dove la vita procede scandita dai tempi del raccolto e dalle necessità della comunità. Protetti dal loro patrono, il Beato Mathias, i villeggiani vivono sereni e fiduciosi sotto la guida di Don Basilius, il parroco, convinti che la loro quiete si protrarrà nella grazia del Beato.
In questo panorama suggestivo e ammantato di sacralità si rifugia presso i Baumann, una delle famiglie più rispettabili della vallata e che abita il secondo maso per prosperità e ricchezza, Lidi assieme al suo figlioletto Aron, che fugge dal suo violento marito che sta per uscire di prigione.
All’improvviso la tranquillità di quei luoghi viene scossa e distrutta da un evento terribile, un crimine perpetrato ai danni dell’innocenza. Sarà compito di Helena, una psicologa ex poliziotta, insieme all’aiuto del giovane Barnabas, scavare nel fango per trovare la verità nascosta nell’ombra del bosco e portare un po’ di luce dove non ce n’è mai stata.

Il romanzo inizia con un approccio volutamente lento e statico, proprio per richiamare la staticità propria dei luoghi che l’autore abilmente descrive. I personaggi sono tratteggiati con cura e lo stile avvicinandosi alla soluzione del mistero si fa via via più snello e scorrevole. 
All’inizio ho affermato che il romanzo può essere letto in due modi. Se lo leggiamo come  un giallo, la trama, abbastanza lineare, permette di scoprire ben presto il colpevole, benché siano fantasiose le modalità con cui il crimine si verifica. Come libro giallo, almeno questa è la mia opinione, avrebbe avuto possibilità infinite se si fosse mascherata meglio l’identità del colpevole.
Se invece lo leggiamo come un manifesto contro i pregiudizi diventa un libro altissimo, che porta con se e scardina tutta una società fondata sulla presunzione e sulla paura del diverso.
Comunque sia è un libro che merita di essere letto e, proprio per gli argomenti di cui tratta, è giusto che alla fine lasci un sentore di acre amaro in bocca.

Consigliato a: Ogni persona che abbia voglia, per una volta, di perdersi in un bosco scarno e cercare se stesso.

Citazione: Di ghiaccio, accanto,
                   c’è solo il respiro del bosco scarno, e l’Ombra
                   che scava
                   negli occhi dolenti del figlio.
                   Goccia a goccia
                   ogni sera si muore.
                   Arriveranno i tuoi occhi, Fata Bambina,
                   e porterai i tuoi colori.
                   E tornerà Primavera.

Recensione a cura di ©Antonio Rallo.

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