martedì 23 aprile 2019

Conosciamo Emma, donna di fede e di integrità morale

Emma, un nome che mi ha riportato subito alla mente la protagonista dell'omonimo romanzo di Jane Austen. 
Emma, il titolo di una mail che mi arriva un giorno, un po' per caso, io l'apro, e ci leggo parole molto gentili di parte di Massimo Angelini – direttore della casa editrice Pentagora – che mi fa dono di due libri, tra cui anche questo di Helena Molinari.
Ho poco tempo per leggere in questo periodo, ma, un po' per riconoscenza, un po' perché quel nome in qualche modo mi chiama, decido di dare una possibilità a questo romanzo.

Ho conosciuto Emma finalmente, la protagonista di queste pagine, una donna, e io quando leggo di donne rimango sempre affascinata.
All'inizio ammetto che ho nutrito una certa ritrosia ad affezionarmi a questo personaggio. L'ho trovata a prima vista fredda, quasi egoista nelle sue scelte. Emma infatti, ad un certo punto della sua vita, sente il bisogno di ritirarsi in compagnia di se stessa, della sua fede, per meditare sul vacillamento che sta vivendo nella sua sfera privata e personale.
Un vacillamento che intacca il suo matrimonio e la sua idea di fede. Un vacillamento che intacca le sue scelte di ragazza che l'hanno portata ad essere la donna che è ora.
E l'idea che una moglie e madre abbia potuto abbandonare un marito e due figli per pensare, meditare, fare chiarezza, l'ho trovata quasi egocentrica. 
Ma poi ho capito.
Ho capito che ognuno di noi ha dei momenti di incertezza, di spaesamento, di crisi interiore, e fermarsi per strappare del tempo da dedicare a noi stessi non è e non sarà mai qualcosa di egoistico. È necessario. È necessario per riprendere in mano la nostra integrità di individui.

Ed Emma questo lo capisce. Capisce quanto sia forte in sé il dono della fede, sia dal punto di vista religioso, che per quanto riguarda la fede in se stessa e nelle scelte che ha fatto.

E per quanto io mi distacchi un po' dal concetto più rigido di fede ho ammirato e nello stesso tempo invidiato la forza e la fortuna che ha questa donna nel prendere in mano la sua vita in un momento di difficoltà e abbandonarsi al richiamo di quel dono – la fede appunto – che trova dentro di sé.

Ringrazio ancora Massimo Angelini per aver pensato a me, per avermi dato l'opportunità di leggere questo piccolo gioiello, per avermi fatto scoprire questa donna, che entrerà a far parte delle mie tante eroine.

giovedì 6 dicembre 2018

giovedì 15 novembre 2018

Basta manuali per la cucina, ora arrivano quelli per diventare perfetti Fascisti!

Ho letto dei libri.
Fin qui tutto normale.
Ho letto dei libri e una rivista.
Anche qui niente di strano.
Ho letto dei libri, una rivista ed entrambi parlavano di Fascismo.
Ahia.

Leggere di un argomento così contro a ciò che sono io come persona, a ciò che penso, a ciò che mi contraddistingue come donna e cittadina non è stato semplice.
Sono passata tra diversi stati d'animo. Mi sono arrabbiata, indignata, ho sogghignato e in certi momenti avrei buttato via tutto dallo schifo che avevo.
Ma poi ho pensato che sono proprio libri come quelli che ho letto, e riviste come quella che compro, i mezzi e gli strumenti per andare oltre. Per capire e cercare di diventare qualcosa di diverso dal classico italiano medio. Lo dobbiamo a noi e alle generazioni future.

Ma cosa ho letto?
Ho letto “Il Fascismo eterno” di Umberto Eco, seguito dal numero 44 del settimanale LEFT, e ho concluso la serie delle mie letture con “Istruzioni per diventare fascisti” di Michela Murgia.

Sarebbero necessarie pagine su pagine per parlare di ogni singolo testo, cosa che ovviamente non ho a disposizione. Cercherò solo di fare il punto della situazione.

Il concetto principale che salta agli occhi, dopo un'attenta lettura, è il fatto che sia i libri che la rivista puntano il dito sul conoscere e capire gli errori fatti in precedenza per non commetterli di nuovo. Secondo Eco il fascismo non è un periodo storico concluso, ma riguarda il mondo, i popoli, la politica e se non prendiamo i dovuti accorgimenti potrà ritornare.

L'Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno di affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: “Voglio riaprire Auschwitz, coglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!” Ahimè, la vita non è così facile. L'Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l'indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo.


Come fare dunque a smascherarlo? Eco stesso ci viene in aiuto stilando nella sua breve opera (tratta da una conferenza che lo scrittore fece nel '95 alla Columbia University) una lista di caratteristiche del Fascismo Eterno. Lista che va dal culto per la tradizione, al rifiuto del pensiero critico, fino a toccare temi quali maschilismo, eroicità e neolingua alla Orwell.

Anche la Murgia (in)consapevolmente fa la stessa cosa nel suo manuale per diventare fascisti.
L'italiano medio, figura che tanto aborro ma che ahimè esiste, ci vedrebbe davvero una lista di principi da seguire per diventare il perfetto fascista – tipologia di cittadino e di uomo a cui ai giorni nostri purtroppo sempre più persone vengono ispirate ad essere, vuoi per lo stravolgimento politico che stiamo vivendo, vuoi, più probabilmente per ignoranza.
La scrittrice, sull'onda di Eco, avverte:

Manipolando gli strumenti democratici si può rendere fascista un intero paese senza nemmeno pronunciare mai la parola “fascismo” […] ma facendo in modo che il linguaggio fascista sia accettato socialmente in tutti i discorsi, buono per tutti i temi, come fosse una scatola senza etichette – né di destra né di sinistra – che può passare di mano in mano senza avere a che fare direttamente con il suo contenuto.

Nel complesso tragico che porta in luce il manuale dell'autrice sarda abbiamo anche modo di farci due risate con il fascistometro a chiusura del saggio: una sorta di test per vedere se il lettore è più o meno fascista.

Passare poi all'editoriale di Simona Maggiorelli su LEFT – in cui si rivangano i motti dannunziani e il culto di Dio, della patria e della famiglia, da parte del nostro Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell'Interno – e all'idea, secondo Checchino Antonini, che noi italiani siamo culturalmente poveri di anticorpi contro il razzismo – dottrina che va a braccetto col fascismo – è molto semplice e purtroppo drammatico.

Potrei riempire pagine e pagine con tutto quello che ho imparato da queste letture, ma purtroppo il mio spazio è limitato. Vi invito però a leggere questi testi, a informarvi su quanto sta accadendo e su quanto accadrà, se non torniamo indietro, ai giganti errori commessi un secolo fa, e li guardiamo con un occhio critico, rinchiudiamo dottrine atroci in modo da non sbagliare più.

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