lunedì 18 febbraio 2013

Top five libri di Stefano Benni - a cura di Và


Oggi commetterò quasi un'eresia: farò una classifica dei 5 libri di uno scrittore nostrano che amo da parecchi anni. Che poi, amare è una parola troppo debole in questo caso. Venerare sarebbe più azzeccata. Sì, perchè se fosse possibile (e in un qualche modo sto cercando di costruirlo) comporrei un altarino nella mia libreria per...

...Stefano Benni. Bolognese doc, è un purpurì: scrittore, sceneggiatore, poeta. Tre sono i suoi tratti caratteristici: la sagacia, l'umorismo e la spropositata fantasia. Le sue parole per me sono manna ma... forse è meglio che la smetta qui (tanto tutti hanno capito che sono fedele al Santo Benni no?) e incominci la classifica.

Quinto posto: “L'ultima lacrima”
E' una raccolta di storielle ciniche e pazze, irriverenti con un personaggio sorprendente e particolare: la società moderna. Benni attraverso questi racconti ci delinea un futuro “mostruoso” di come potrebbe immaginarsi, con l'avvento della tecnologia portata all'esasperazione, il mondo di tutti i giorni.
Letto in mezzo ai campi di pannocchie, la prima volta, quasi una decina di estati fa. Il primo che ha dato l'avvio alla mia fame di Benni.




Quarto posto: “Saltatempo”
Insieme a Lupetto ripercorriamo l'evoluzione dell'Italia, tra città e ruspe che si fanno spazio in una campagna via via troppo stretta, tra il comunismo e la lotta al potere, tra i giovani del piccolo villaggio del protagonista che mutano all'insorgere del consumismo. Lupetto grazie ad un “giratempo” un po' speciale, vivrà rivelazioni in anticipo sulla sua vita, sul Paese e sui suoi amici.
Uno degli ultimi Benni in ordine di lettura, e appena concluso mi ha fatto perfino affermare: “ma perchè ho aspettato così tanto a leggerlo?”.



Terzo posto: “Achille piè veloce”
Un Omero italiano riscrive l'Odissea in chiave moderna: Achille, ragazzo malato e bloccato su una sedia a rotelle, che la madre ha immerso nella vasca sbagliata lasciandogli invulnerabile solo il tallone verrà in aiuto ad Ulisse, uno scrittore che ha perso la sua vocazione.
Insieme scriveranno il romanzo che rivaluterà le sorti del giovane scrittore.
In Achille mi ci sono rispecchiata: cinismo allo stato puro nonostante la sua menomazione. E il primo Benni che mi ha fatta commuovere, lo ammetto.


Secondo posto: “Terra!”Trovato per caso su una bancarella dell'usato a pochissimi euro (e una volta letto, ho inveito contro chi l'aveva rivenduto: un piccolo gioiello cartaceo del genere non è possibile che venga abbandonato così!). E' un Benni fantascientifico, dove la storia si snoda tra un pianeta e un'astronave. E dove al centro c'è l'uomo, con la sua dissacralità dei valori, il suo smembramento. E sullo sfondo, dei topini alquanto intelligenti!





Primo posto: “Di tutte le ricchezze”
Ultimo libro che ho letto di Benni. Al momento più azzeccato. Io lo definisco quasi un testamento dell'autore. Racchiuso in Martin, un professore universitario in pensione, eremita in mezzo ai boschi di un piccolo paese, c'è l'autore stesso. Che fa i conti con la sua vita, con ciò che ha dato e ciò che ha ricevuto. Il professore fa un bilancio dei suoi compagni, del suo passato (a volte magari non proprio limpidissimo) e tiene testa al presente, che si mostra a lui sottoforma di una bionda ragazza con la metà dei suoi anni dal nome Michelle. E la sua vita (e il suo cuore) da quel momento, incomincia ad accelerare.

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