venerdì 15 febbraio 2013

Ninna Nanna - Chuck Palahniuk

Ninna Nanna, Chuck Palahniuk. 2002, Mondadori, 273 pagine.

Per la prima volta nella mia vita (mea culpa) sono entrato nella dimensione letteraria di Chuck Palahniuk; merito della mia amica e collega Và che ha deciso di regalarmi Ninna Nanna e la ringrazio ancora anche qui, pubblicamente.

Ninna Nanna
è un romanzo che mi ha coinvolto subito: il protagonista mi assomiglia molto almeno per quel che riguarda l’anagrafe e la professione svolta.
La trama in breve. Carl Streator è un quarantenne, vedovo, fa il giornalista e viene incaricato dal suo caporedattore di scrivere un articolo sul fenomeno delle morti in culla. Indagando Carl scopre che nelle abitazioni delle vittime è sempre presente un libro, aperto alla pagina 27. Il testo si intitola Poesie e filastrocche da tutto il mondo e la pagina 27 contiene una nenia africana che, se recitata a voce alta o anche solo mentalmente, dà la “dolce morte”. Carl non si controlla e presto diventerà suo malgrado un serial killer esoterico. Conoscerà la sua nuova “famiglia” composta da un’agente immobiliare di nome Helen Boyle, dalla segretaria di lei, Mona, e dal fidanzato di Mona, Ostrica. Un famiglia grottesca, alle prese con la magia nera e la brama di potere. L’obiettivo finale di Carl è rintracciare tutte le copie di Poesie e filastrocche da tutto il mondo e distruggerle per evitare un’apocalisse di parole.

Ho amato Ninna Nanna fin dalle prime pagine che parlano dello ‘sporco’ e ‘cinico’ lavoro del giornalista. Conoscendo un poco quel mondo ho trovato alcune frasi di una schiettezza disarmante. Per non parlare delle descrizioni: così particolareggiate e crude che sembra di sentire il tanfo dell’alito o degli abiti di questo o di quel personaggio.

Palahniuk è un nichilista divertente, visionario, spiazzante, cinico, e crea una black comedy che tiene incollato il lettore al libro dal principio alla fine. La trama è inverosimile, direi da fantascienza. Ma la prosa di Chuck ci convince che è tutto vero, più che possibile, e che recitando mentalmente una frase potremmo ammazzare quel vecchio rompicoglioni del nostro vicino che tiene lo stereo a palla o quella stronza che ci ha mollati per mettersi col nostro migliore amico. Sì, il potere ci corrompe, e dà assuefazione: ci fa sentire come Dio. Un Dio vendicativo come quello che annientò Sodoma e Gomorra.

Si dice sempre che le parole sono importanti. Ed è verissimo: leggete Ninna Nanna se avete dubbi in merito.

Consigliato a
: chi non conosce ancora Palahniuk. E a tanti "colleghi" giornalisti. Avvicinatevi a questo romanzo senza paura, senza pregiudizi, e lasciatevi travolgere dal delirio dell’autore. Un delirio che, alla fine, in realtà mette a nudo il lato oscuro dell’uomo, quello che proviamo sempre a nascondere. Ed è questo che terrorizza.

Citazione
:
"In un mondo in cui le promesse non hanno valore. In cui giurare non significa niente. In cui si promette solo per poi non mantenere, non sarebbe male veder rinascere il potere della parola."

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