giovedì 7 aprile 2016

#LEMINIRECENSIONI: "Straluna" - Giuseppe Pompameo

Straluna, Giuseppe Pompameo. Scrittura&Scritture. 128 pagine. 11,50 euro.

Voto: 8,5

Nuvàl. Luogo sperduto, il paradiso terrestre dove la vita scorre molto più lentamente rispetto al resto del mondo. Dove leggerezza, sogno e realtà convivono pacifiche insieme agli abitanti di quello strano paese. Personaggi affettivamente legati l’uno all’altro, ognuno dei quali si conosce per nome ma non sa nemmeno la propria età, perché qui, a Nuvàl, gli anni non sono importanti, così come non è importante il motivo per cui il postino Octavio Serna e i suoi amici si trovano proprio in quel posto dimenticato forse anche da Dio.

Octavio è il protagonista, solo, nonostante sia circondato da moltissimi amici; solo, come tutti le altre macchiette che gironzolano per Nuvàl, personaggi ai quali manca una metà. 
Al postino manca il fratello scappato in terre lontane, a Wanda il marito andato per mare perché il peso sulla terraferma era troppo consistente, a Cécile la donna amata, con cui ha fatto solamente una volta l’amore perché se l’avesse rifatto la notte successiva non sarebbe stato altrettanto magnifico, la perfezione esiste una sola volta. 
E come ogni paese isolato che si rispetti, ha il suo giullare, Dennis, che forse, di nuovo, tanto matto non è.
Personaggi a tratti comici come quelli che si possono ritrovare nei romanzi di Marco Malvaldi, ma molto più compassionevoli e malinconici, come quelli che Steinbeck ci fa conoscere nei suoi libri.
La vita scorre beata a Nuvàl; è un mondo fiabesco dove le vicende, abitudinarie, che seguono un ritmo altamente improbabile, hanno molto in comune con l’orizzonte onirico. Tutto sembra perfettamente statico. Fino a quando non arriva in tournée un circo un po’ particolare, e una lettera, indirizzata proprio al postino del paese. 
Fino a quando la realtà non irrompe con tutta la sua feroce carica.

“A Nuvàl, dove tutto, finora, è stato perfettamente plausibile, una fobia incontrollabile, sconosciuta fino a qualche giorno fa, adesso semina il terrore. La peggiore delle fobie, la realtà, invadente, che in un attimo può aprire una crepa nella vita di ognuno, fino a sconvolgerla. “E se capitasse, prima o dopo, anche a uno di noi ?”. Nessuno aveva il coraggio di darsi una risposta.”

Giuseppe Pompameo è stato magistrale. Straluna è il suo racconto lungo dove l’attesa di Buzzati si incontra con la solitudine e la mancanza; dove i ricordi sono il perno centrale e l’unica ragione di vita di esseri umani al limite dell’apatia; dove una sferzata di vento (quello che soffia solo a giorni dispari e alterni!) riesce a scombussolare le loro esistenze. E le stravolge, in un finale ad altissima tensione.

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