lunedì 28 aprile 2014

I fiori blu - Raymond Queneau

I fiori blu, Raymond Queneau. 2014, Einaudi. 278 pagine.

L'angoscia del sogno che sembra realtà e della realtà che diventa onirica, il tutto condito dalla ricerca di un senso profondo della storia. Tutto questo è “I fiori blu”. Tutto questo è racchiuso nelle poche pagine del libro di Queneau.

Ma andiamo con ordine.
Qualche mese fa, nei miei soliti giri in libreria mi sono imbattuta in questo titolo di un autore che non conoscevo, e soprattutto mi aveva attirata da sempre il fatto che fosse stato tradotto da Calvino (nel mio immaginario tutto ciò che è scritto/letto/tradotto da Calvino assume un fascino immenso); così, me lo sono regalato e divorato. Mi si è aperto un mondo fatto di interrogativi, domande, ricerche, pensieri.

La prima cosa da dire è che “I fiori blu” può sembrare breve e di facile lettura in apparenza, ma in realtà non lo è, non è assolutamente un libro facile, né tanto meno scorrevole. 
Dalle parole di Calvino stesso: «Appena presi a leggere il romanzo pensai subito: È intraducibile!... ma il libro cercava di coinvolgermi... mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida»
Sono d'accordo, questo libro è una sfida rivolta al lettore in fatto di trama, stile e tematiche proposte.

La storia si snoda su due piani: quello della realtà e quello del sogno; il problema però è che i due piani si sovrappongono durante tutto il racconto.
Protagonista della storia sono il Duca D'Auge che, oppresso dalla storia e curioso di conoscerne il senso, parte verso la capitale per rendere noto il suo desiderio di non partecipare all'ennesima crociata, inoltre chiede al Re Carlo VII di liberare Gilles de Rais (personaggio realmente esistito, era un militare nonché assassino e tacciato di stregoneria verrà condannato a morte).
Accanto al Duca D'Auge troviamo Cidrolin, ex detenuto in realtà innocente, che vive su un barcone e che un giorno di imbatte nel Duca.
Il lettore non saprà mai se è Cidrolin a sognare il Duca o viceversa, non si saprà mai se il Duca vive nella realtà onirica di Cidrolin, oppure se è lo stesso Cidrolin ad essere frutto dei sogni del Duca D'Auge.

Sogno, storia e realtà sono i veri protagonisti del racconto di Queneau e il lettore si trova aggrovigliato in questa matassa che non riuscirà ad essere sbrogliata nemmeno alla fine.

Consigliato a: È un libro che fa pensare, che fa riflettere sul senso della storia, sull'idea che magari la realtà che si pensa di vivere è solo illusione o viceversa. Non è un libro per tutto, ma solo per i pochi coraggiosi che accetteranno la sfida rivolta dall'autore francese.

Citazione: "Si avvicinò ai merli per considerare un attimo la situazione storica. Uno strato di fango ricopriva ancora la terra, ma qua è là piccoli fiori blu stavano già sbocciando."

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