martedì 8 aprile 2014

Lukas - Michele Medda e Michele Benevento

Lukas numero 1: “Deathropolis”, Michele Medda e Michele Benevento. 2014, Sergio Bonelli Editore. 98 pagine

Dopo l’uscita delle serie regolari Saguaro e Le Storie e dopo quella in forma di miniserie Orfani, la Sergio Bonelli Editore propone in edicola una nuova collana che si concluderà in 24 uscite mensili (o due stagioni da 12 numeri, come a tanti piace chiamarla). Dopo gli sfavillanti colori di Orfani, qua si torna al classico fumetto in bianco e nero.

Il tema proposto dallo sceneggiatore Michele Medda, già creatore di Nathan Never e Caravan, non ha nulla di originale ma è accattivante il modo con il quale viene sviluppato. Lukas è un urban fantasy e si apre col ritorno dalla morte del protagonista, Lukas appunto. Sconvolto dall’esperienza, senza memoria di sé a parte il proprio nome, vagherà senza meta in una sconosciuta città e si accorgerà presto di possedere una forza e poteri sconosciuti ai normali esseri umani. Potrebbe nutrirsi del sangue umano, ma resiste alla tentazione per non perdersi per sempre: questo è un concetto che ha ben presente. E allora decide di aiutare il prossimo. Lukas non è comunque il solo a essere speciale: altri ‘ridestati’ si aggirano per la città e anzi la comandano. E alcuni di loro sono intenzionati a dargli la caccia per motivi ancora oscuri.

Lukas ti prende, si fa leggere con piacere e i disegni dallo stile sporco e frenetico di Benevento danno la giusta atmosfera gotica alla serie. E’ naturalmente troppo presto per dare un giudizio definitivo sull’intera nuova opera della Bonelli, ma le premesse mi sembrano più che buone. Vale la pena comprare i prossimi numeri per scoprire se Medda saprà incanalare la storia su un binario originale.

Consigliato a: i lettori Bonelli, ma anche agli amanti degli urban fantasy e del paranormale.

Citazione: “Rimanendo sull’autobus fino alla fine del percorso aveva girato in cerchio, tornando al punto di partenza. Per un attimo pensò di salire su un altro autobus, poi entrò nel parco. Voleva sentire l’odore degli alberi e dell’erba”.

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