martedì 4 marzo 2014

Il vagabondo delle stelle - Jack London

Il vagabondo delle stelle, Jack London. 1915, Adelphi. 400 pagine.

Perseverando nell’acquisto su Amazon degli ebook facenti parte dell’offerta del giorno, tempo fa mi sono accaparrato per pochi centesimi Il vagabondo delle stelle di Jack London. Un libro importante quindi, e ben curato nella sempre eccellente edizione Adelphi, anche in versione digitale.


Il romanzo è ambientato nel 1913 e si divide in due tronconi. La prima parte è un romanzo tipicamente carcerario con il protagonista, Darrell Standing, rinchiuso nella galera di San Quentin perché colpevole di un crimine. Qui subisce ogni tipo di sopruso e violenza e London è durissimo nel condannare il sistema penitenziario americano di inizio XX secolo, sovvenzionato dalla gente comune che manco sa quello che realmente accade dietro quelle mura. Standing, trasferito nel braccio degli assassini per un ulteriore crimine commesso a San Quentin, narra a noi lettori la sua storia. Ci racconta di come sia riuscito a sopravvivere nell’inferno della prigione. E arriva così il secondo troncone del romanzo, dedicato a Standing viaggiatore delle stelle. Sì, perché grazie al suggerimento di un compagno di cella, Ed Morrel, il protagonista impara a far morire il suo corpo pezzo per pezzo, mentre è imprigionato in una strettissima camicia di forza per giorni. E quando il suo corpo muore, lui non ha più bisogno di cibo, di acqua, non sente alcun dolore, e così viaggia nello spazio e nel tempo vivendo una serie infinita di avventure. La cosa sorprendente è che i fatti che Standing racconta sono storicamente esistiti.

Lascio a voi scoprire le straordinarie avventure di Darrell e quali epoche attraversa. Il vagabondo delle stelle è un romanzo che esaltata la teoria della reincarnazione. Ci narra della materia, con i limiti del corpo umano, e dello spirito, libero di spaziare ovunque, immortale. La prigione rinchiude Standing, ma la prigione più cupa è il nostro stesso corpo. London ci incita a liberarci dalla schiavitù del corpo e dall’idea della morte: solo la materia muore, mentre lo spirito, al contrario, è perenne.

Inutile che vi dica quanto mi sia piaciuto il romanzo. E’ una lettura che mi sento di consigliare a tutti anche se, a mio modesto parere, perde qualcosa nel finale, quando London va troppo per le lunghe descrivendo il rapporto esistenziale tra uomo e donna. Tutto molto affascinante, ma forse si poteva sintetizzare in meno pagine. Si tratta solo di un piccolo difetto ai miei occhi, che non inficia la bellezza del romanzo. E poi Jack London è un maestro della narrativa mondiale e saprà trascinarvi nella storia come pochi altri.


Consigliato a: tutti. Anche se non credete alla reincarnazione.

Citazione: “Se gli uomini intelligenti possono essere crudeli, gli imbecilli lo sono ad un livello mostruoso”.

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