lunedì 8 aprile 2013

Infernalia - Clive Barker


Infernalia, Clive Barker. 1984, Sonzogno. 222 pagine.

Prima di iniziare la recensione, permettetemi un piccolo vanto. Ho scovato la prima edizione di Infernalia di Clive Barker in un mercatino romano, in vendita a poco meno di due euro. Esatto, avete capito bene: prima edizione Sonzogno, rilegata, piuttosto introvabile e ben quotata, a meno di due euro. Ok, ora potere rosicare un po’.Ma parliamo del libro. Infernalia è l’opera prima di Clive Barker, scrittore e regista inglese famoso per i suoi libri e film horror. Si tratta del suo esordio nel mondo letterario, datato 1984. E' il primo di sei Libri di Sangue ed è una raccolta di racconti, tutti collegati tra loro.

Il collegamento sta tutto nel primo racconto Il Libro di Sangue, appunto. E’ la storia della genesi di tutti i racconti successivi e narra la vicenda del giovane imbroglione McNeal che al numero 65 di Tollington Place finge di invocare i morti dall’aldilà imbrattando muri e arredamenti con vernice e fingendo che questi siano i segni lasciati dai defunti. Finché accade che i morti arrivano sul serio e per lui saranno guai. Ci penserà la dottoressa Florescu ad assisterlo e soccorrerlo in un modo però singolare perché singolare è anche il trattamento che i defunti riservano al povero McNeal.

Il secondo racconto, Macelleria Mobile di Mezzanotte, è forse il più crudo e intenso emotivamente. Un misterioso assassino si aggira nella metropolitana di New York e il protagonista, Leon Kaufman, lo incrocerà presto con sviluppi straordinari. La vicenda parla di orrori umani ma anche di forze sovrannaturali e primordiali che vivono e comandano New York dal sottosuolo. Per i cinefili, da questo racconto è stato tratto il film del 2008, Prossima fermata - L'inferno, diretto da Ryuhei Kitamura con soggetto dello stesso Barker.

Il Ciarliero e Jack
è il racconto più divertente che stempera un po’ l’angoscia lasciata dalla Macelleria Mobile di Mezzanotte. Ci narra la tragicomica lotta tra un uomo apparentemente mite e privo di personalità, Jack Polo, e un demone dispettoso, il Ciarliero, mandato dall’Inferno per impossessarsi dell’anima dell’uomo. La creatura sovrannaturale si scatenerà per far capitolare Jack tormentando anche le figlie di ques’ultimo.

Abbiamo poi Mai dire Maiale, ambientato in un carcere minorile molto particolare. Lo gestisce la dottoressa Leverthal che già dalle prime righe sembra nascondere qualcosa a Redman, un poliziotto (chiamato appunto “maiale” dai piccoli delinquenti) al quale hanno assegnato questo nuovo lavoro di guardia. Nel Centro di Riabilitazione minorile si cela in effetti un terribile segreto e Redman inizierà a indagare quando conoscerà il piccolo Lacey, prigioniero del Centro e tormentato dai coetanei in maniera brutale. Questo racconto ha una splendida ambientazione e un finale disturbante.

Sesso, morte e stelle
è fondamentalmente un racconto sugli zombie. Ambientato nel mondo dello spettacolo, per la precisione a teatro, vede il regista Calloway alle prese con la rappresentazione de La dodicesima notte di Shakespeare all’l'Elysium Theather che sta per essere chiuso. La dodicesima notte sarà quindi l’ultimo spettacolo per quel posto e il misterioso signor Lichfield aiuterà Calloway affinché lo show sia una cosa mai vista e indimenticabile, ma soprattutto con attori e spettatori all’altezza. Anche questo è un racconto abbastanza divertente, ma con lati oscuri.

Infine arriva il racconto più strano, quasi filosofico: In collina, le città. Qui due città della Jugoslavia (al tempo del libro di Barker era ancora un’unica nazione), si dichiarano guerra, ma in un modo che non si era mai visto prima. Non voglio dire altro per non rovinare la sorpresa. Aggiungo solo che i protagonisti sono due turisti inglesi, amanti: Mick e Judd. Da una tranquilla e anche noiosa vacanza, si ritroveranno catapultati in una realtà assurda, ai confini della realtà.

In conclusione posso affermare con sicurezza che Infernalia mi è piaciuto molto. Come ogni raccolta di racconti ci sono quelli che piacciono di più e quelli di meno. Ma la qualità della scrittura di Barker non si discute e resta ad alti livelli praticamente in ogni storia. Fa paura? Eccome.

Consigliato a
: chi ama il genere horror ma vuole qualcosa di più forte rispetto ad autori più celebrati come Stephen King. Barker sa trasportare in un’altra dimensione e intrappola il lettore in mondi deliranti e angoscianti.

Citazione
: “I morti hanno vie di comunicazione. Percorrono le ignote distese dietro la nostra vita, animate dal traffico interminabile di anime dipartite, nell'infallibile procedere di treni fantasma, di vagoni di sogno.”

Nessun commento:

Posta un commento