lunedì 29 aprile 2013

Avversario Segreto - Agatha Christie


Avversario Segreto, Agatha Christie. 1922, Mondadori, 191 pagine



Dopo il suo romanzo d’esordio targato 1920, ovvero il bellissimo giallo Poirot a Styles Court, in cui fa il suo esordio il celebre ispettore Poirot, Agatha Christie nel 1922 scrive Avversario Segreto. Un romanzo spy-thriller, il primo di una serie di cinque libri (oltre al testo recensito oggi, seguono la raccolta di racconti Tommy e Tuppence: in due s'indaga meglio, e i romanzi Quinta Colonna, Sento i pollici che prudono e Le porte di Damasco) con protagonisti i simpatici avventurieri Thomas Beresford e Prudence Cowley, alias Tommy e Tuppence.



Avversario Segreto, come detto, non è propriamente un giallo. Il mistero c’è ed è l’identità segreta del villain che si scopre solo alla fine. Per il resto si tratta di una spy-story ambientata negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale.

Due amici di vecchia data, Tommy e Tuppence, senza lavoro e senza quattrini, decidono di improvvisarsi investigatori pubblicando un annuncio su un giornale nel quale si offrono come giovani avventurieri. Mr. Whittington, uno strano tipo, sente la loro conversazione a un caffè e li contatta offrendo loro un lavoro e una cospicua somma di denaro. Tuppence si presenta come Jane Finn, un nome sentito per caso ma che nasconde qualcosa di misterioso, accetta il lavoro ma il giorno seguente Whittington scompare. I due trovano presto un altro incarico, stavolta commissionato da un altissimo funzionario governativo: il loro compito è quello di ritrovare dei documenti importantissimi, risalenti alla Prima guerra mondiale. Si tratta dei documenti scomparsi durante l'evacuazione del transatlantico britannico Lusitania, spariti con l'agente che li aveva in consegna e che non risulta tra i sopravvissuti del naufragio. I documenti sono stati consegnati alla fantomatica Jane Finn che però è scomparsa. Tommy e Tuppence dovranno sfidare una pericolosa banda, intenzionata a scatenare una rivoluzione comunista in Gran Bretagna, e capeggiata da un formidabile avversario: il Signor Brown.



Il romanzo è leggero e si legge in pochissimo tempo. Fa anche spesso sorridere per i tanti fortunati e sfortunati eventi che accadono ai due protagonisti. Ma ha una sua logica e la maestria della Christie nel condurre una trama appassionante è già evidente. L’autrice parte da un nome, quello di Jane Finn, e ci catapulta in una storia di spionaggio con continui colpi di scena. Non è certamente il miglior romanzo della scrittrice inglese, a volte risulta un po’ ingenuo, ma va letto. Anche perché, come per Poirot, crea due personaggi che avranno un futuro letterario anche se non intenso e lungo come quello del famoso ispettore. Personalmente la voglia di leggere gli altri romanzi a loro dedicati adesso è forte. E quando questo succede, l'autrice ha fatto centro.



Consigliato a: chi ama la Christie e i romanzi di spionaggio. Lo trovo adatto anche per ragazzi delle scuole medie per conoscere un’autrice che non può non essere conosciuta e letta.


Citazione: “Brindiamo al nostro rischio avventuroso”.

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