venerdì 11 gennaio 2013

L'inconfondibile tristezza della torta al limone - A. Bender


L'inconfondibile tristezza della torta al limone, Aimee Bernder. 2011, Minimum Fax, 332 pagine.

Rimanere nel mondo oppure no. E soprattutto, in che modo.

Questa è la “scelta” conscia o meno che fanno i personaggi di questa storia. Rose Edlestein è la protagonista indiscussa, che fin da bambina scopre di avere una strana qualità: percepisce le emozioni delle persone che hanno cucinato i diversi piatti, solo assaggiandoli.
Se molti ritengono ciò un “dono”, Rose invece arriverà perfino a odiarlo; avete mai pensato a cosa si possa scoprire mangiucchiando una fetta di torta al limone, la propria torta preferita!, sul conto della propria madre, per esempio? Credo che Rose non lo auguri proprio a nessuno: sarà la culla e il custode di segreti inconfessabili e non sarà facile per lei, tenere a freno le parole.
Poi c'è Joseph, fratello “nerd” di Rose che trascorre tutte le sue giornate chiuso in camera, la sua “caverna buia” a fare progetti.

Ciò che accomuna i due fratelli è la voglia e la capacità di fuggire da un mondo troppo infimo e troppo pressante, e bugiardo, soprattutto.
Rose troverà la sua valvola di sfogo in un piccolo bistròt a due passi da casa; Joseph invece nel suo “dono”, che ha un po' il sapore della magia e della tristezza.

E c'è dell'amore, anche, ma Rose non è fatta per i “progetti a lungo termine”; si fa scivolare dalle mani le occasioni che la vita le offre, o meglio, le accetta ma solo in parte, come solo si accetta una fettina di torta durante un tea con gli amici, perlappunto.
E' un romanzo che scivola via come una giornata estiva trascorsa sulla spiaggia, sotto all'ombrellone, ad assuefarsi della brezza del vento. Scivola, e non ti accorgi nemmeno che alla fine, quando giri l'ultima pagina, hai le lacrime agli occhi.

Consigliato a: chi vive la vita sorridendo, comportandosi come “il pagliaccio della situazione”, ma tenendo nel cuore, sempre, un sottile filo di malinconia, da cui gli è impossibile fuggire. Questo lettore si ritroverà perfettamente in Rose e la amerà, nonostante tutto.

Citazione:
“E io?, domandai, speranzosa, per l'ultima volta.
Tu? Piccolina, tu sei...
Io me ne stavo in piedi immobile. In attesa.
Tu sei...
Mi sorrise mentre piegava l'asciugapiatti a scacchi bianchi e blu. Tu sei il vetro restituito dal mare, disse. Di quel bel verde. Piaci a tutti, e tutti ti vogliono portare a casa.
Ci volle un bel po' per raccogliere tutti i pezzi della mia ferrovia e rimetterli a posto in camera. Era un complimento, continuavo a ripetermi, mentre riponevo le varie parti; dovrebbe farti sentire bene, pensavo.”

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