sabato 16 dicembre 2017

L'uomo del labirinto - Donato Carrisi


C'era una volta una bambina, che si sentiva grande indossando il lucidalabbra.
C'era una volta una bambina, piacevolmente angosciata per l'appuntamento con il ragazzo dei suoi sogni.

C'era una volta un furgone dai vetri puliti, per specchiarcisi dentro e proprio lì, un coniglio agguerrito e assassino.

Samanta Andretti è la “figlia del buio” di cui racconta Donato Carrisi nel suo ultimo romanzo “L'uomo del labirinto”. Sam si è smarrita, rapita e segretata in un labirinto, appunto, costellato da giochi perversi e da cubi di Rubik indecifrabili.
L'assunzione poi di droghe e farmaci hanno dato modo alla ragazza di dimenticarsi del mondo esterno e di se stessa.
Per quindici, interminabili, anni.


Bruno Genko ha un conto in sospeso con la famiglia di Sam: a poche ore dal rapimento, i genitori della ragazza chiedono aiuto al detective privato per far luce sull'accaduto. Ma quei lunghissimi quindici anni privi di alcun risultato sono troppi da sopportare anche per lui. 
Anche per l'uomo che ha un segreto da nascondere e una “donna” a cui vuole bene e che dovrà abbandonare presto.

E allora, insieme al dottor Green, famoso profiler, si addentrerà nel buio più oscuro e farà i conti con il vero orrore.

Ma dal labirinto si riuscirà davvero mai a fuggire?
Si potrà spingere la porta che dà sull'esterno e respirare finalmente?
O l'uomo dalla maschera di coniglio continuerà a perseguitarci per tutta l'eternità?

Le regole del gioco sono cattive. 
Bisogna solo rispettarle e provare a fuggire. Sam era pronta.
Forse.
Ma se non fosse così? Se da quel Labirinto non si riuscisse ad uscire veramente mai, e si rimanesse intrappolati per sempre in quei colori grigi freddi e asettici?

Donato Carrisi apre le porte a mille interrogativi ai quali solo al termine della lettura si riuscirà a dar loro risposta.
E di nuovo, forse.
Un thriller psicologico magistralmente costruito, come solo il “papà” del Suggeritore poteva creare.

giovedì 12 ottobre 2017

A 15 anni sei troppo vecchio – Markus Zusak

Ebbene sì, Markus Zusak è tornato nelle librerie e questa volta lo fa con una trilogia! 
L'autore australiano torna sugli scaffali con il primo libro della serie “The Wolfe Brothers” ovvero “A 15 anni sei troppo vecchio”, libro dedicato agli adolescenti, ma leggibile ovviamente anche da chi adolescente non lo è più ormai da tempo (ogni riferimento all'autrice di questo post è puramente casuale).
Ringraziamo ancora la Frassinelli per averci gentilmente omaggiato del libro.

Una nuova veste per un autore che il pubblico ha conosciuto grazie a “Storia di una ladra di libri” e “Io sono il messaggero” che, questa volta, cambia stile e pubblico, restando comunque sempre fedele alla semplicità e fluidità della storia e della lettura.

Questo nuovo romanzo parla dei fratelli Wolfe, in particolare di Cameron e Ruben, della loro semplice vita di ragazzi fatta di lavoretti, amore e le classiche sciocchezze da adolescenti.
Cameron e Ruben sono molto legati nonostante le loro differenze: se il primo rappresenta il cliché del classico sfigato, il secondo è l'immagine del vincente. Due tipologie di persone in cui qualunque ragazzo può ritrovarsi.
La voce narrante è Cameron che, intervalla la sua storia volta alla ricerca dell'anima gemella, con la descrizione dei sogni che fa durante la notte.

Sicuramente uno dei libri più diversi che io abbia mai letto di questo filone narrativo. Mi è piaciuto molto lo stile, scorrevole, semplice, diretto, leggibile, il classico di Zusak. Mi sono piaciuti un po' meno gli intermezzi dei sogni di Cameron: se all'inizio potevano essere un escamotage interessante come attacco tra il capitolo precedente e il successivo, a lungo andare li ho trovati quasi psichedelici e poco comprensibili.

Sono curiosa di vedere cosa ci riserverà l'autore nei prossimi romanzi che concludono la trilogia, anche perché questo primo capitolo è stato davvero troppo breve! Insomma, è finito sul più bello e io devo e voglio assolutamente sapere come continueranno le avventure di Cameron e della famiglia Wolfe.

Segnatevi quindi i prossimi appuntamenti per incontrare di nuovo i vostri personaggi preferiti!!

“Vorrei essere mio fratello” (The Wolfe Brothers #2) in uscita il 31/10
“Il cielo è fatto di lei e di me” (The Wolfe Brothers #3) in uscita il 21/11

mercoledì 6 settembre 2017

Passenger – Alexandra Bracken

Avete presente quando non vedete l'ora di leggere un libro che avete sentito osannare da tutto il mondo?
Ecco, io poco tempo fa ero in questa situazione. Volevo DANNATAMENTE leggere “Passenger” perché ne avevo sentito tessere le lodi sui vari social, quindi chi ero io per esimermi da questa lettura? Ecco appunto.

L'ho letto. L'ho letto con un carico di aspettative esageratamente esagerate e, come è ovvio che sia in questi casi, sono rimasta delusa. Me lo dico sempre “Vè, sii cauta, non aspettarti troppo da questo libro perché può capitare che alla fine non ti piaccia e tu ci rimani male” e come al solito non mi ascolto mai.

Se non si è ancora capito, queste poche righe sono uno sfogo contro un libro che mi ha illusa.
Mi ha illusa per la sua copertina meravigliosa. Mi ha illusa con recensioni fantasmagoriche. Mi ha illusa con la promessa di una storia di viaggi nel tempo. E io come una stupida ci sono cascata.

La trama fa venire subito voglia di leggere questo libro. E come darle torto? Si parla di una ragazzina che tutto a un tratto viene catapultata indietro nei secoli e che ha la capacità di viaggiare nel tempo; capacità che dovrà sfruttare per ritrovare un oggetto misterioso e potente.
Suvvia è affascinante (soprattutto per una come me amante di Doctor Who).
Peccato che non sia proprio tutto così elettrizzante come sulla carta.
Sì, l'idea alla base del libro è questa, ed è buonissima, ma lo sviluppo è terrificante! E vi spiego subito perché.

Punto primo: NON SUCCEDE ASSOLUTAMENTE NIENTE. Cioè, le pagine scorrono e non succede niente, a parte verso la fine. Dove sta il divertimento dei viaggi nel tempo? Lo scoprire nuove culture e nuove epoche? È tutto piatto. Considerando anche il fatto che l'autrice non si è sforzata nemmeno lontanamente di contestualizzare in modo decente e pertinente i passaggi nelle varie periodi storici.

Per non parlare dello stile. Troppo ampolloso, troppo descrittivo, che, per carità, le descrizioni sono belle se utili al fine della storia, ma qui c'è tutto fuorché una seppur minima utilità. Sembra quasi che l'autrice usi le descrizioni per allungare un brodo già di per sé troppo lungo e per creare capitoli infiniti.

Ed infine, spiegatemi come fa a funzionare un libro in cui la protagonista è dannatamente antipatica. Una ragazza insopportabile. Viziata. Egoista.
In generale, devo dire che non ho stretto nessun rapporto empatico con nessun personaggio del libro. Li ho trovati tutti abbastanza ovvi, scialbi e piatti. Niente di nuovo sul fronte occidentale, insomma.

Tutto questo per dirvi che, se non vedete l'ora di leggere qualcosa che abbia a che fare con misteri da risolvere, viaggi nel tempo e personaggi eroici, sicuramente NON LEGGETE “Passenger”.

Passo e chiudo.

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