lunedì 27 gennaio 2014

Le stanze buie - Francesca Diotallevi

Le stanze buie, Francesca Diotallevi. 2013, Mursia, 400 pagine.

Due mani fasciate da guanti bianchi, due mani metodicamente intrecciate, in attesa, pulite, presupposti di una livrea nera e candida, quella da maggiordomo.

Sì, perchè in questo romanzo della sorprendente scrittrice emergente Francesca Diotallevi il personaggio principale è proprio un maggiordomo; Vittorio Fubini è un uomo che ha fatto dell'ordine, del rigore, della pulizia la sua vita. Maggiordomo da sempre, vive a Torino, ma a seguito di un singolare avvenimento, ovvero la morte di un suo lontano zio, è costretto a sconvolgere la sua disciplinata vita.

L'apertura del testamento del congiunto defunto obbliga Vittorio a trasferirsi nelle Langhe; lì incontrerà la nuova famiglia a cui dovrà porgere i suoi servigi, i conti Flores; il protagonista (che a quanto pare risulta all'inizio antipatico, e non solo alla sottoscritta!) è costretto a convivere con la misteriosa moglie del conte, Lucilla Flores, la quale viene meno ai suoi doveri di consorte, non seguendo il marito nelle occasioni mondane che la classe sociale impone loro, e oltretutto Vittorio è sempre più sorpreso della scelta della donna nell'educare da sola la figlioletta, senza l'aiuto di un'istitutrice (vezzo e quasi “obbligo” nella società della seconda metà del 1800).

L'osservatrice di tutte le vicende è in realtà il personaggio principale sottinteso, ovvero la grande casa, la magione dei conti, la quale dietro porte impossibili e vietate da aprire, nasconde grandi misteri. Vittorio sarà in grado di costringere se stesso a non indugiare oltre?

La giovane e promettente Francesca Diotallevi riesce magistralmente a condensare un piccolo capolavoro che, tra un Jane Eyre moderno e i vari romanzi gotici antichi con un pizzico di Ishiguro, tiene col fiato sospeso il lettore fino alla fine. Nonostante il lento inizio, dovuto a mio parere soprattutto per presentare al meglio i personaggi e il contesto, il romanzo scorre veloce attraverso momenti tragici e amorevoli, attraverso suspense e mistero. La somma di questi attimi da' alla luce un romanzo coinvolgente e che vale la pena di essere letto!

Consigliato a: chi ha amato il racconto della sorella Bronte e ha voglia di enigmi e misteri pur non denigrando sentimenti delicati e teneri.

Citazione: “Domande inopportune sul suo passato, sulla sua famiglia d’appartenenza, sui reali motivi che l’avevano portata a quel matrimonio, in cui sembrava tanto infelice. Domande che non avrei dovuto pormi. Eppure, non ero forse alle sue dipendenze? Tutto sommato, non era poi così strano che mi ponessi degli interrogativi su una donna tanto eccentrica.”

2 commenti:

  1. Concordo su tutto! Romanzo splendido che vale la pena di essere letto e che sorprende!

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    1. Sono felice che sia stato apprezzato anche da te! Diffondiamolo il più possibile! :)

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