sabato 11 gennaio 2014

Il seggio vacante - J. K. Rowling

Il seggio vacante, J. K. Rowling. 2012, Salani, 553 pagine.

La mamma di Harry Potter ha fatto scalpore. Abbandonati i panni della creatrice del mondo di Hogwarts, si è spinta a capofitto in un romanzo adulto, inglese e pittoresco.

Siamo a Pagford, una modesta e ridente cittadina d'Inghilterra, verde, serena, solitaria, capace di rubare un sorriso al piccolo turista che affronta un piccolo viaggio fin lì per fare passeggiate sulle ampie colline.
Ma la pace e la quiete di Pagford si rompono con la morte di Barry Fairbrother, consigliere della città. Tutte le carte si rimescolano, e così anche i rapporti dei cittadini di quel comune.
Gli scontri da sempre assopiti o mantenuti nascosti, vengono mostrati e spalancati: genitori e figli, mogli e mariti, compagni di scuola lottano tra loro, minando la cordialità del paese. E poi, non soddisfatti di ciò, aleggia nell'aria anche il fantasma dello stesso Fairbrother a supportare o a “motivare” ogni conflitto.

Un romanzo assolutamente carico di molteplici tematiche: prima tra tutti la cattiveria, il suicidio, la morte, l'intolleranza, la fiera della vanità, la falsità, l'ipocrisia, senza dimenticare la morte. Non contenta di ciò, la Rowling arricchisce la storia anche di un numero particolarmente elevato di personaggi, i quali - se posso trovare un lato negativo nella scelta dell'autrice – inneggiano agli stereotipi di gran parte dei romanzi “minori” e meno interessanti in commercio, proprio per questo. Donne maltrattate e taciturne, accondiscendenti e cieche, contro uomini ribelli, violenti, maneschi, dominatori. E poi ci sono ragazzini di fronte alle prime cotte adolescenziali, senza saper bene come comportarsi, a disagio con il sesso e con le emozioni. 

Nonostante ciò, il romanzo si lascia leggere senza fiato, fino alla fine. Bisogna esaltare lo stile di scrittura della Rowling: schietto, rapido, veloce, a tratti “infantile” (ovvero semplice), capace di attirare l'attenzione senza rendere noiosa o pedante la lettura.

Ottimo esperimento letterario senza maghetti e formule strane nel mezzo!

Consigliato a: chiunque si è innamorato della Rowling grazie ad Harry Potter e abbia voglia di conoscere la scrittrice sotto un'altra veste non prettamente fantastica.

Citazione: "Lo sbaglio che faceva il novantanove per cento dell'umanità, secondo Ciccio, era quello di vergognarsi di se stessi: mentire su come si è, cercare di essere qualcun altro. La sincerità era il punto di forza di Ciccio, la sua arma, la sua forma di difesa. Le persone sincere spaventavano, scandalizzavano. Gli altri, aveva scoperto Ciccio, affondavano nell'imbarazzo e nella simulazione, atterriti al pensiero che la loro verità potesse trapelare; Ciccio era invece attratto dalla schiettezza, da qualunque cosa, anche brutta, fosse autentica, dalle cose sporche che in quelli come suo padre suscitavano umiliazione e disgusto."

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