lunedì 9 settembre 2013

Il paradiso degli orchi - Daniel Pennac

Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac. 1985, Feltrinelli. 202 pagine

Con Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac ci conduce per la prima volta alla scoperta di Benjamin Malaussène e della sua particolare famiglia. Per chi non conoscesse lo scrittore francese o la saga del più celebre capro espiatorio della letteratura, questo libro è il punto d’inizio, una lettura obbligata che vi divertirà e vi stupirà come poche altre.

Benjamin Malaussène vive a Parigi con una famiglia particolare, senza mamme o padri, ma solo con fratelli e sorelle. La madre infatti non è mai a casa e passa da una fuga d’amore all’altra, ritornando ogni volta incinta e lasciando solo Ben a prendersi cura dei suoi fratellini e delle sue sorelline. Ci sono l’adolescente Clara, appassionata di fotografia; Therèse, bizzarra ragazza con doti da veggente sensitiva; Jeremy, ragazzino pestifero e geniale; il Piccolo con i suoi incubi sugli orchi di Natale; Louna, la seconda in ordine di età, infermiera incinta che vive ormai per conto suo; poi “zia” Julia, un'attraente giornalista d’assalto; e la “zia” maschio Theo, collega e grande amico del protagonista, omosessuale e fanatico degli abiti. Con l’aggiunta di Julius, un cane puzzolente e anche epilettico. Ben lavora in un Grande Magazzino, ufficialmente come responsabile del Controllo Tecnico, ma in realtà come capro espiatorio. Ovvero: quando un cliente si lamenta per un prodotto difettoso che magari ha anche causato danni fisici, viene chiamano Manaussène che si prende ogni colpa. Ma Ben è bravo nel piangere e nel farsi compatire e così il cliente, impietosito, ritira ogni denuncia o minaccia. Le cose si complicano quando nel Grande Magazzino iniziano a scoppiare bombe che uccidono determinate persone. Qualcuno vuole farsi giustizia e Ben, sempre presente al momento degli attentati, resterà immischiato nella faccenda e diventerà il sospettato numero uno dalla polizia.

Pennac è un autore che bisogna leggere, un vero professore di liceo, la sua reale professione non per sbaglio. All’inizio del romanzo forse avrete qualche perplessità per l’utilizzo di determinati vocaboli sicuramente rari da trovare in un romanzo d’intrattenimento, ma non mollate la presa, continuate nella lettura e ne rimarrete folgorati. Il paradiso degli orchi tratta un tema delicato come la pedofilia e la violenza sui minori, ma lo fa con ironia. Non sulle vittime, sia chiaro. Pennac lo dichiara nel romanzo: la sua arma è “l’umorismo, irriducibile espressione dell’etica”. E così è. Tornando un attimo ai personaggi, non potrete non innamorarvi di loro. Se non di tutti, di molti, credetemi. Oltre alla citata famiglia, c’è un intero universo di persone da scoprire nel Grande Magazzino.

I romanzi del ciclo Malaussène sono i seguenti e vanno letti nel seguente ordine: Il paradiso degli orchi (1985), La fata carabina (1987), La prosivendola (1989), Signor Malaussène (1995), Ultime notizie dalla famiglia (1995-1996) e La passione secondo Thérèse (1999).

Consigliato a: chi pensa che l’ironia e l’umorismo siano armi potentissime per combattere il male e l’ingiustizia. E a chi non conosce ancora Pennac, ovviamente.


Citazione: “Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dal mangiare, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l'ampiezza del disastro.”

2 commenti:

  1. Ho finito di leggere questo libro venerdì, è stato davvero una piacevole lettura! Un romanzo divertente e leggero con personaggi così strani ai quali non ci si può non affezionare. Consigliatissimo!

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  2. Hai ragione, Fabio. Perfettamente d'accordo :-)

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