venerdì 16 settembre 2016

Rosa Teruzzi ci racconta “La sposa scomparsa” | 14.09.2016

Un mercoledì pomeriggio in una Milano rovente, nella suggestiva cornice del terzo piano della Mondadori di Piazza Duomo, da cui si vanta una vista spettacolare, Rosa Teruzzi ha incontrato le sue amiche blogger (da lei spesso così citate) per fare una chiacchierata sul suo ultimo romanzo “La sposa scomparsa” (edito Sonzogno al prezzo di 14,00 euro).

Lo staff di Mangiapagine è stato il primo a conquistarsi un posto nella sala e, visto il largo anticipo accumulato, è riuscito a scambiare quattro chiacchiere con l'autrice in anteprima.

Rosa è una donna veramente simpatica e molto alla mano. Dopo le doverose presentazioni si è parlato del più e del meno, del suo personalissimo casello che ha ispirato la sua storia, della sua carriera nel mondo della cronaca nera e della sua vita privata, fatta di corse alla mattina e di un marito che si improvvisa fotografo con risultati più che dignitosi.

Una volta presenti tutti abbiamo parlato seriamente di “La sposa scomparsa” sua ultima fatica ambientata a Milano, in cui tre donne rappresentanti di tre diverse generazioni e diversi caratteri, si improvvisano detective e cercano di risolvere un vecchio caso chiuso da tempo: una ragazza è sparita nel giorno delle sue nozze ventisei anni prima.

Le donne sono il fulcro del libro, ancora di più che il giallo in sé.
Troviamo Libera, una donna forte, che ha perso il marito poliziotto in circostanze misteriose, e che ha saputo reinventarsi una vita trasformando un vecchio casello ferroviario nella sua bottega in cui confeziona bouquet di nozze molto particolari.
Libera vive con Vittoria, sua figlia, giovane agente di polizia, molto quadrata, seria e morigerata, dal carattere duro, quasi maleducato, anche nei confronti di sua madre, per colpa del risentimento che cova nel petto dopo la morte misteriosa del padre.
E infine Iole, madre di Libera, la nonna hippie di Vittoria, che passa le sue giornate a fare yoga e le sue notti con il ragazzo di turno, del resto è seguace dell'amore libero.
Tre donne diverse, molto care a Rosa, che le ha plasmate con la sua penna cercando di farle diventare quello che lei vorrebbe essere.

E poi Milano e i treni regionali, prediletti della scrittrice, che si muove solo con i mezzi, sui quali scrive e legge molto.
Sì, perché Rosa è una grande lettrice, ancora prima di essere scrittrice, una bambina che leggeva di nascosto i libri che aveva lasciato nella sua cantina una vecchia zia.

In questo romanzo si trova l'eco della Milano nera di Scerbanenco e la comicità dei personaggi di Malvaldi. Connubio perfetto.

Alla fine dell'incontro, dopo le foto e le dediche di rito, è iniziato l'evento aperto al pubblico, in cui Rosa ha dialogato con Sveva Casati Modignani. Un duetto a prima vista strano e particolare, che però è risultato molto simpatico, divertente e accattivante.

Insomma, Mangiapagine promuove a pieni voti Rosa Teruzzi e le protagoniste (soprattutto Iole) de “La sposa scomparsa” e ringrazia ancora la Sonzogno per aver permesso di leggere il romanzo in anteprima e per l'incontro privato con l'autrice.

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