mercoledì 10 dicembre 2014

Un giorno questo dolore ti sarà utile - Peter Cameron

Un giorno questo dolore ti sarà utile, Peter Cameron. 2007, Adelphi. 206 pagine.

Ho pescato Un giorno questo dolore ti sarà utile in uno dei mercatini romani dell’usato che frequento, pagato la miseria di 2 euro. Un affare. Conoscevo il titolo per fama, ma non la trama né tanto meno ho mai visto il film tratto dal libro. E’ stata quindi una piacevole scoperta per il sottoscritto. Da questa premessa avrete senz’altro capito che il racconto mi è piaciuto e ve lo consiglio caldamente.

La trama, in breve. James Sveck, 18 anni, è un disadattato totale e narra in prima persona la sua storia. E’ figlio di genitori divorziati con una madre reduce da tre successivi fallimentari matrimoni e un padre affarista che pensa alla chirurgia estetica per non invecchiare. Quando James annuncia di non voler frequentare l’università, con l’intenzione invece di acquistare una vecchia casa nel Midwest dove poter leggere libri e lavorare il legno per il resto della sua vita, i genitori, con la collaborazione della sorella di James, Gillian, tentano in tutti i modi di convincerlo a continuare gli studi, ricorrendo anche a una psicoterapeuta. Ma James non accetta compromessi e segue solo i consigli della nonna, Nanette, l’unico essere umano con il quale lega.

Dico immediatamente che il protagonista di Un giorno questo dolore ti sarà utile, James, l’ho amato dalla prima all’ultima pagina. Il suo modo di ragionare e di pensare è simile al mio, benché io, per forza di cose e vista la mia età ormai intorno agli anta, debba per forza di cose rapportarmi col prossimo e accettare certi compromessi che quando si hanno 18 anni sono difficili da ipotizzare o prevedere. Ma vorrei essere lui, rifiutare ciò che la vita ci impone e essere coerente, senza più finzioni. James ha il coraggio di attuare tutto questo a costo di sembrare un eremita scontroso: è anarchico, odia la politica, la religione, il cellulare, il mondo dei grandi e i coetanei, così sempliciotti e noiosi e senza mai nulla di interessante da dire.

L’autore, Peter Cameron, con una scrittura semplice e scorrevole, ci fa entrare nella testa di James e viviamo letteralmente attraverso gli occhi e la mente del protagonista. Una dote mica da poco. Quando uno scrittore riesce ad attuare questo, il più è fatto. Il romanzo si legge velocemente, ma rimane stampato nel cervello. James Sveck, anche se non esisti, sappi che ti amo.

Consigliato a: ragazzi e adulti. Al di là delle preferenze di genere letterario, l’opera di Cameron va letta. E’ ribellione, è dire basta, è vita vera.

Citazione: “Le persone, almeno per quel che ho visto fino ad adesso, non si dicono granché di interessante. Parlano delle loro vite, e le loro vite non sono interessanti. Quindi mi secco. Secondo me bisognerebbe parlare solo se si ha da dire qualcosa di interessante o di necessario”.

2 commenti:

  1. Sono molto contenta ti sia piaciuto! Ho sentito bistrattare questo gioiellino come se fosse un romanzetto adolescenziale da quattro soldi. Per fortuna per te non è così :)

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  2. Altro che romanzetto... Mi è piaciuto eccome :-) Forse perché mi immedesimo spasso con personaggi a me affini. Grazie

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