lunedì 9 giugno 2014

L'Atlante delle isole remote - Judith Schalanslcy

L'Atlante delle isole remote, Judith Schalanslcy. 2013, Bompiani. 143 pagine.

Mi piace viaggiare, ma essendo stata fino a quindici giorni fa una stu(pi)dente universitaria squattrinata, mi sono sempre potuta permettere solo viaggi fantastici tra le pagine dei libri, considerati ovviamente i migliori che abbia mai fatto. Dato il mio amore per la lettura, per i viaggi concreti e meno, complice la laurea e una amica fantastica, mi sono accaparrata questo gioiellino.

A prima vista sembra un libro vecchio, uno di quelli tenuti nelle librerie dei nostri nonni, ingiallito e profumato di sapere, uno di quei libri che vengono sfogliati indolentemente una volta nella vita. Ma una volta aperto c'è un mondo fantastico. Ho viaggiato sull'Isola di Pasqua; sono stata a Pingelap, in Micronesia, dove un decimo degli abitanti è daltonico e io mi ci trovavo come se fossi a casa mia; ho esalato l'ultimo respiro con Napoleone sull'Isola di Sant'Elena.

Grazie alla Schalanslcy ho viaggiato virtualmente in quelle isole relegate negli angoli più remoti delle carte geografiche, lontane e sconosciute, ma ricche di storie, racconti, tradizioni, leggende, assurdità, utopie, tragedie umane e animali.

Una lettura piacevolissima, che scorre rapida tra gli occhi rapiti di chi si immerge pienamente tra le pagine volutamente ingiallite. Una vacanza fatta comodamente sdraiata a letto nelle zone più sperdute nel mondo ma ricche di curiosità e di energia.

Consigliato a: i vecchi dentro e fuori, tutte le persone ancorate al passato, amanti delle enciclopedie e atlanti cartacei, amanti delle ricerche fatte ancora manualmente tra gli scaffali impolverati di una vecchia e piccola biblioteca di paese, ai novelli Robinson Crusoe, agli amanti delle avventure, agli esploratori del mondo, e a chi non può permetterselo.

Citazione: “Le rivoluzioni sono proclamate sulle navi, le utopie sono vissute sulle isole.”

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