lunedì 3 febbraio 2014

La tredicesima storia – Diane Setterfield

La tredicesima storia, Diane Setterfield. 2013, Mondadori. 444 pagine.

Per questo libro la Mondadori si merita una nomination per la copertina più accattivante (e si sa che io sono come una gazza ladra quando vedo una bella copertina): viola, incorniciata da un bordo di rami e fiori, le sagome di due bambine che seguono un gatto nell'intrico di un percorso che si apre dietro un cancello di quelli vecchi, arrugginiti, di una casa ormai in rovina ma che un tempo era di una famiglia importante che nasconde un segreto.

Ed è proprio un segreto ciò che si cela tra le pagine di questo romanzo – anche se chiamarlo romanzo è un po' riduttivo, perché dentro c'è di tutto: amore, misteri da risolvere, gialli, morte, libri, famiglia. È qualcosa di nuovo, di non letto, non è il classico romanzo contemporaneo, è qualcosa che va oltre, è stato un esperimento pericoloso, ma devo ammettere che è stato gestito in modo molto positivo dalla scrittrice emergente.

La storia parte dal desiderio di Vida Winter, famosa e sfuggente scrittrice in punto di morte, di voler scrivere la sua biografia ufficiale e per fare questo incarica Margaret Lea, una giovane libraia antiquaria con un'amore viscerale per ogni genere di libri, soprattutto per le biografie letterarie.
Fra le due donne si instaura così un rapporto profondo e intenso che le porterà a raccontarsi i reciproci segreti e misteri delle proprie vite.

Da questa descrizione sembra che il libro non abbia niente di speciale rispetto agli altri millemila in giro per il mondo, ma così non è, almeno per quanto mi riguarda. 
Ho amato alla follia questo romanzo d'esordio della Setterfield perché c'è qualcosa di me al suo interno. Ci sono due gemelle. C'è il loro rapporto unico e particolare. C'è il loro amore assurdamente tragico. Ci sono i pensieri e la lingua condivisa solo da due esseri indivisibili.

“Normali? Macché. Le bambine non erano né sarebbero mai state normali. Ma, si rassicurò, stando così le cose, trattandosi di gemelle, forse la loro stranezza era naturale”.

Consigliato a: tutti quelli che cercano qualcosa di nuovo nel panorama della letteratura contemporanea, perché questo libro vi stupirà sicuramente per le chicche preziose che vi troverete all'interno.

Citazione: 
“I gemelli, sempre insieme, sempre due. Se nel loro mondo era normale essere in due, come dovevano sembrare gli altri, quelli che non erano doppi ma spaiati? "Dobbiamo sembrare come metà" rifletté la tata. E le tornò in mente una parola, una parola che a suo tempo le era sembrata strana e che designava le persone che hanno perso una parte del corpo. "Amputati. Questo siamo per loro. Amputati."

2 commenti:

  1. Ho visto questo libro ieri in libreria e mi ha colpito subito la copertina!
    Sembra davvero bello,lo aggiungerò alla mia infinita wishlist :)

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    1. E' davvero molto bello, secondo me è una sferzata di novità nel panorama della narrativa contemporanea degli ultimi tempi :)

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