mercoledì 8 febbraio 2017

Caro lettore in erba... - Gianluca Mercadante

Caro lettore in erba..., Gianluca Mercadante. Las Vegas editore. 156 pagine. 10 euro.

Caro Gianluca,
ti ringrazio. Un po’ perché il vampiro amante di Jules Verne in copertina è riuscito a tenere lontano da me parecchi Nemici sul mio treno in una fredda mattina di gennaio; un po’ perché il tuo saggio fa un giro concentrico, e io l’ho amato per questo: lui inizia, e termina, sempre “incominciando”, come dici tu. E’ difficile da mettere nero su bianco ma tant’è:

“I libri non finiscono, caro lettore in erba.
I libri cominciano. In continuazione.
E il momento in cui cominciano davvero inizia solo quando si finisce di averli letti.”

Ecco, tu l’hai decisamente spiegato meglio di me. 
Per questa missiva necessiterei decisamente dell’aiuto dei tuoi amati classici, magari di Gregor, oppure di Emma. E perché no, anche di un bel “bau!”, di quelli fatti bene eh, di Cujo, mica quell’abbaiare da nulla che si sente tutti i giorni.

Sì, ti ringrazio perché hai dato voce, di nuovo, ai classici senza tempo. Perché hai dato loro un aspetto attuale e hai rivendicato la loro sana voglia di essere riscoperti, e credimi, vengono riletti ogni giorno, senza che nessuno dica niente (per esempio, io ho in borsetta Otto Lidenbrock e il nipote Axel).

Ti ringrazio perchè chi ti legge, impara cosa significa saper trattare con la lingua italiana; impara cosa significa essere proprietari di un dizionario delicato, a tratti pomposo, anche d'altri tempi, ma che una volta malleato e utilizzato nel modo corretto, lascia tutti a bocca aperta. Chapeau, Gianluca.

Ti ringrazio perchè con la tua critica umoristica del mondo dei lettori, sei riuscito a stilare quasi un nuovo dizionario sulle libertà e sui diritti di un lettore, che sono illimitati, come lo scegliere un libro dalla copertina, proprio così. O l'abbandonare un volume semplicemente perchè “non piace” (che terribili parole queste! Lettori! Abbiate il coraggio di professare la fede del “se non mi piace, lo lascio”! Non abbiate paura, siate coraggiosi!) Quasi un Pennac italiano, sei, oserei dire.

Ti ringrazio perchè con la tua fine polemica sull'editoria e su ciò che il mercato ci propina, forse riuscirai a far aprire lo sguardo a librai e ad editori, quest'ultimi interessati oggi più che mai a creare “macchiette” di scrittori autori di best-sellers, piuttosto che veri Shakespeare apprezzati solo col tempo.

Grazie, per aver ridato luce al “nostro popolo” con questo tuo saggio.
Quello dei lettori voraci, di pagine buone, sciupate e vissute per l'amore incondizionato nei loro confronti.

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