sabato 16 novembre 2013

La fattoria degli animali - George Orwell

La fattoria degli animali, Gorge Orwell. 1945, Mondadori, 125 pagine

Sono due le opere di George Orwell da leggere assolutamente: il famoso e osannato (giustamente) 1984 e il romanzo di cui parliamo oggi, La fattoria degli animali. Scritta tra il novembre 1943 e il febbraio 1944, l’opera è una satira verso un certo tipo di totalitarismo, nello specifico quello messo in atto da Stalin nell'Unione Sovietica.

La trama, in breve, è molto semplice. Gli animali della fattoria padronale gestita dal signor Jones, si ribellano dopo aver ascoltato l’esortazione del Vecchio Maggiore, un vecchio e saggio verro. Poco prima di morire, il Vecchio Maggiore insegna a tutti gli animali Bestie d’Inghilterra, un inno che profetizza la liberazione dagli umani. Esasperati dal signor Jones, gli animali si ribellano veramente e conquistano la fattoria. Si autogestiscono, fissano regole sulla carta meravigliose (7 comandamenti), ma utopiche. Ben presto però emerge una nuova classe di burocrati sfruttatori, i maiali. In particolare Napoleone e Palladineve. La lotta per il potere la vince il primo, il secondo viene esiliato e su di lui cadono tutte le colpe, mentre Napoleone, protetto da cani feroci, si prende i meriti che non ha.

E’ evidente come Orwell, attraverso una favola, descriva la situazione nell’URSS del 1943. La fattoria degli animali è una satira verso gli ideali utopici della rivoluzione russa, dei soviet, e ogni fatto del romanzo si può far risalire a eventi realmente accaduti. Orwell ebbe non poche difficoltà a farsi pubblicare il romanzo. Lui stesso racconta tutto alla fine del libro, nel capitolo intitolato La libertà di stampa. L’URSS nel 1943 era al fianco degli alleati nella guerra contro Hitler ed era praticamente proibito criticare Stalin per qualsiasi ragione.

La fattoria degli animali va letta, per capire cosa è stata davvero la rivoluzione russa, quali ideali non ha poi rispettato, diventando l’occasione per la presa del potere dell’ennesimo dittatore. Orwell è un maestro nel narrare tutto questo attraverso i gesti e le parole degli animali. Narra di una situazione politica scomoda, ma che va comunque denunciata, anche a costo di farsi dei nemici.

Consigliato a: grandi e ragazzi. Si tratta di un classico, quindi è sempre una buona lettura. Chi studia potrà inoltre farsi una chiara idea di come sono andate le cose nell’URSS, in sostanza dalla seconda guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino.

Citazione: “Dall’esterno le creature volgevano lo sguardo dal maiale all'uomo, e dall'uomo al maiale, e ancora dal maiale all'uomo: ma era già impossibile distinguere l’uno dall’altro.”

1 commento:

  1. Ciao! Ho letto questo libro e concordo con te: è veramente bello! Secondo me è anche molto attuale: come giustamente scrivi, il romanzo è nato come denuncia politica, ma credo che ancora oggi la metafora utilizzata da Orwell sia una valida descrizione del comportamento delle persone in molte situazioni, anche al di fuori della politica.

    A presto!

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