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mercoledì 26 settembre 2018

Il diner nel deserto - James Anderson


Il silenzio dei luoghi quasi disabitati. Quella terra che sfrigola sotto il sole rigonfio e viene spazzata via solo all'arrivo di automobili di passaggio o di camion, come quello di Ben, protagonista del romanzo. Una stabilità che pare incrollabile ed eterna.
Ma come tutti gli equilibri, anche quello, l'equilibrio del deserto, viene spezzato. 

Siamo nel nulla del deserto dello Utah. Tutto è silenzio. Il camionista Ben Jones attraversa la Route 117 come ogni giorno per incominciare il suo giro di consegne agli emarginati, ai solitari, a chi ha deciso di esistere lontano dalla civiltà.
Ben è il camionista in bancarotta ma è anche un uomo. E' l'uomo che pensa sempre ad una madre mai conosciuta, nonostante il suo abbandono una volta messo al mondo. 
La sua vita perfetta è fatta proprio da questi pensieri e questi viaggi infiniti su una strada che, forse, non porta a nulla.

Ma la perfezione e la monotonia della sua esistenza abitudinaria vengono rotte dall'arrivo di una donna, Claire, accompagnata nella sua fuga solo da un violoncello invisibile. 
Il tutto in una tavola calda, il diner nel deserto di Walt Butterfield, che si staglia come una cattedrale del deserto. Un diner che è chiuso da più di quarant'anni, e la sua storia nasconde un terribile fatto di sangue.
Questo è il nucleo centrale della crime story del poeta e romanziere James Anderson.

«Mi sa che non credo più nel lieto fine.»
«Io non penso di averci mai creduto» risposi. «Ma avrei sempre voluto farlo.»
«Secondo te va bene se forse, solo per il momento, credo in un presente felice?»
«Può andare» dissi «a patto di viverlo insieme.»

E da quel momento, inizia un viaggio. Un viaggio di fughe e di misteri. Di incontri particolari come quello con Ginny, una adolescente cacciata dai genitori ma, nonostante ciò, spensierata e che porta in grembo un bambino che dovrà crescere da sola.

"Il diner nel deserto" è il primo volume di una serie pubblicata da NNEditore.
La scrittura di Anderson è asciutta e diretta, senza fronzoli, e colpisce il lettore, permettendogli di avventurarsi nella vita dei protagonisti seguendone il destino devastante e distruttivo, come le piogge improvvise e torrenziali nei deserti.

lunedì 21 maggio 2018

Salvare le ossa - Jesmyn Ward

“Salvare le ossa”, dice il titolo del romanzo di Jesmyn Ward, edito NNEditore, primo volume della Trilogia di Bois Sauvage. A fine lettura però, il mio scheletro ha subito una fine lenta e drammatica, si è spezzato, e a ricomporlo ci vorrà del tempo.

Sì, perché il romanzo vincitore del Nazional Book Award del 2011 è tremendo e furioso, una volta entrato in noi, spazza via tutto, come l’uragano Katrina, deus ex machina di tutta la vicenda, uno dei più devastanti fenomeni atmosferici che ha portato alla morte e alla distruzione famiglie americane come quella di Esch.

Esch è la protagonista di questa storia, è la Penelope di un Omero americano che tesse le vicende della povertà e del mondo maschile in cui si è ritrovata a vivere. Attorno a lei infatti ruotano solo figure di uomini dalla caratterizzazione forte e dominante, e lei non può che prenderne esempio.
Claude è il padre rimasto vedovo, dedito all’alcool e alla violenza. Randall è una promessa del basket. Skeetah è il fratello che ha conosciuto l’amore solo in forma animale e che rivede negli occhi del suo pitbull China. Junior è il piccolo di casa: la sua nascita ha portato alla morte della madre; lui è il bambino ancora smaliziato e dall’animo dolce e curioso.

Esch si barcamena in un ambiente per lei quasi mitologico, unica donna in un mondo di uomini; è una moderna Medea, quindicenne, che scopre di aspettare un bambino dal suo novello Giasone, ovvero l’amico Manny. Per Esch lui è tutto.

Io sento un movimento dietro il seno, come se qualcuno avesse aperto una canna dell'acqua al massimo, e l'acqua riscaldata dal calore estivo schizzasse fuori dalla pompa, bruciandomi. È amore, e fa male.

Ma la ragazza scopre presto di non trovarsi in un mondo perfetto: infatti per Manny lei non è l’amore che tutti ricercano ma semplicemente un incontro casuale tra le foglie della Fossa, la casa della famiglia di Esch e le zone limitrofe del Mississippi in cui tutto è ambientato. Lui come Giasone sarà l’emblema del tradimento, non solo in amore ma forse soprattutto in amicizia.

“Salvare le ossa” è il romanzo dell’amore rincorso perché il tempo è breve, è scandito dall’arrivo di Katrina che non permette di programmare e di prevedere un futuro. È il romanzo della crescita, della consapevolezza e delle scelte. L’atmosfera incalzante che pervade le vicende narrate permette al lettore di addentrarsi sempre più velocemente nella storia, quasi per timore di non avere più tempo a disposizione.

Tempo per affrontare l’immenso seme che sta crescendo nel ventre di Esch.
Tempo per correre dietro a Skeetah alla ricerca di China e per vederlo trionfare nelle sue lotte tra cani.
Tempo per vedere crescere il piccolo Junior perennemente sulle spalle del fratello Randall, suo padre acquisito, poiché un papà, lui, praticamente non l’ha mai avuto.

“Salvare le ossa” è il romanzo del tempo.
Che viene fermato solo dall’arrivo dell’uragano Katrina.
Unico fattore capace di rimettere in gioco le sorti di questa difficile, complicata, splendida famiglia americana.
E siamo solo all’inizio…

giovedì 12 ottobre 2017

A 15 anni sei troppo vecchio – Markus Zusak

Ebbene sì, Markus Zusak è tornato nelle librerie e questa volta lo fa con una trilogia! 
L'autore australiano torna sugli scaffali con il primo libro della serie “The Wolfe Brothers” ovvero “A 15 anni sei troppo vecchio”, libro dedicato agli adolescenti, ma leggibile ovviamente anche da chi adolescente non lo è più ormai da tempo (ogni riferimento all'autrice di questo post è puramente casuale).
Ringraziamo ancora la Frassinelli per averci gentilmente omaggiato del libro.

Una nuova veste per un autore che il pubblico ha conosciuto grazie a “Storia di una ladra di libri” e “Io sono il messaggero” che, questa volta, cambia stile e pubblico, restando comunque sempre fedele alla semplicità e fluidità della storia e della lettura.

Questo nuovo romanzo parla dei fratelli Wolfe, in particolare di Cameron e Ruben, della loro semplice vita di ragazzi fatta di lavoretti, amore e le classiche sciocchezze da adolescenti.
Cameron e Ruben sono molto legati nonostante le loro differenze: se il primo rappresenta il cliché del classico sfigato, il secondo è l'immagine del vincente. Due tipologie di persone in cui qualunque ragazzo può ritrovarsi.
La voce narrante è Cameron che, intervalla la sua storia volta alla ricerca dell'anima gemella, con la descrizione dei sogni che fa durante la notte.

Sicuramente uno dei libri più diversi che io abbia mai letto di questo filone narrativo. Mi è piaciuto molto lo stile, scorrevole, semplice, diretto, leggibile, il classico di Zusak. Mi sono piaciuti un po' meno gli intermezzi dei sogni di Cameron: se all'inizio potevano essere un escamotage interessante come attacco tra il capitolo precedente e il successivo, a lungo andare li ho trovati quasi psichedelici e poco comprensibili.

Sono curiosa di vedere cosa ci riserverà l'autore nei prossimi romanzi che concludono la trilogia, anche perché questo primo capitolo è stato davvero troppo breve! Insomma, è finito sul più bello e io devo e voglio assolutamente sapere come continueranno le avventure di Cameron e della famiglia Wolfe.

Segnatevi quindi i prossimi appuntamenti per incontrare di nuovo i vostri personaggi preferiti!!

“Vorrei essere mio fratello” (The Wolfe Brothers #2) in uscita il 31/10
“Il cielo è fatto di lei e di me” (The Wolfe Brothers #3) in uscita il 21/11

giovedì 5 gennaio 2017

Le ossa di San Lorenzo - Vicente Alfonso

Le ossa di San Lorenzo, Vicente Alfonso. NNEditore. 201 pagine. 17 euro.

Voto: 7

Una messicana e moderna storia a tratti mitologica. Rómolo e Remo Ayala sono i due gemelli in questione. 
Si sprecano qui tutte le connessioni al tema del “doppio” e della verità che ne consegue, ovvero quella difficile da trovare. Ma come si può almeno avvicinarsi ad una (o a molteplici?) parvenza di tale verità? Seguendo le parole di Alberto Albores, voce narrante quasi per tutta la totalità del romanzo, psicoterapeuta di Remo, il gemello più debole della coppia, quello più problematico e, forse, quello più bugiardo.

Una volta aperto il libro e dimenticato per un attimo la splendida copertina, ci si trova già a fatti compiuti: i due gemelli sono sepolti entrambi sotto l’albero di fichi della casa paterna. Sta solo a noi tentare di ricostruire l’accaduto. E’ una storia intricata, la loro, anche per la mole di comparse che ruotano attorno alla vita di entrambi. 
Il primo tra tutti è il Grande Padilla, mago per cui Rómolo e Remo si esibiranno, insieme alla bellissima Magda, giovane donna amata contemporaneamente dai fratelli. E insieme, altre identità si intrecciano, come quella del giornalista Pepe Zamora, che ha votato la sua vita alla ricerca di una verità sulla fantomatica sensitiva e guaritrice soprannominata Niña Cande.

Il realismo magico fa da sfondo a tutta la trama, così come è forte la commistione di generi e categorie; il giallo sull'omicidio di Farid Sabag o sulla "Notte degli Apostoli" al collegio dei gesuiti frequentato dai fratelli Ayala, ne sono chiari esempi. Per chi “mastica” un po’ questo tipo di letteratura, il primo link che si apre è quello dedicato al geniale “Rayuela” di Cortàzar, perché anche “Le ossa di San Lorenzo” del messicano Vicente Alfonso è così: pazzesco, complesso, leggibile sotto molti punti di vista e che propone al lettore domande a cui però non sempre corrisponde una risposta.

Si arriva così alla fine con la famosa frase “forse sarebbe potuto andare diversamente”, quasi dimenticandosi che la degna conclusione di queste vite difficili, a tratti squallide, menzognere, non poteva essere più giusta di così.

"Come si costruiscono i ricordi? Cambiano, si assestano, maturano con il tempo? O si cancellano a poco a poco come giornali al sole? Può darsi che a volte i fatti si vadano sedimentando nella memoria come acqua torbida, all’inizio ci impedisce di vedere ciò che intuiamo essere vicino. In ogni caso, ricostruire un fatto a partire da varie fonti è come radersi di fronte ad uno specchio rotto: le versioni differiscono in certi dettagli e coincidono in altri".

lunedì 29 agosto 2016

Le fragili attese - Mattia Signorini

Le fragili attese, Mattia Signorini. Marsilio. 249 pagine. 17,00 euro.

Voto: 9

E' stata una sfida, la lettura di questo romanzo.
Una sfida con me stessa e con gli autori italiani.
Ha vinto lui, perchè sono rimasta piacevolmente devastata, al termine.

E' il romanzo della nostalgia. E' un romanzo triste ed antico.

Di Italo e della sua pensione Palomar ti innamori subito; di quell'uomo che ha dedicato una vita al suo albergo nella grande città; di quell'uomo che ha tra le mani la scatola dei ricordi, dei flash back. Dell'uomo per cui provi un desiderio esagerato di prendergli la testa tra le mani e dirgli di non chiudere, quella pensione che Calvino avrebbe apprezzato.

L'attesa del titolo è quella della speranza, che sopravvive.
Sopravvive Ingrid, nel suono di un'arpa magica, seppur con un polso rotto.
Sopravvive Lucio, deluso dall'assenza del padre, ma rinfrancato dalla sua smodata ricerca dello stesso.
Sopravvive, a suo modo, Penelope, una bambina che tessendo una tela particolare, vota la propria vita al silenzio, per esorcizzare la tragica fine dei propri genitori.
E sopravvivono insieme a questi tutti gli altri personaggi, statici, che vivono solamente nei loro ricordi.
Insieme nell'attesa, appunto, che arrivi anche per loro un treno e li porti via; che arrivi qualcosa che sconvolga la loro esistenza.
E che non disperano, perchè sanno, proprio come lo so io, che quel qualcosa, prima o poi, arriva, ed è un tornado felice, e rimette tutto in piedi, come dovrebbe essere.

“Si attende che la vita faccia un passo e la pianti di stare in bilico, pericolante su se stessa. Si attende qualcuno, o qualcosa, che prenda tutti i silenzi e lasciandoli cadere, quasi per sbaglio, li mandi in frantumi.”

lunedì 22 agosto 2016

La metà del Diavolo - Joseph Incardona

La metà del Diavolo, Joseph Incardona. NNEditore. 270 pagine. 17,00 euro.

Voto: 9

Marc Augè parlava dei non luoghi, ovvero quella teoria che si riferisce a quei luoghi dove leggere e a quali libri leggere; a come perdere la coincidenza, la nozione del tempo, perchè quando si legge in quella “nullità di luoghi”, se il libro è divino, prende talmente tanto la nostra attenzione che perdiamo la fermata del tram, per esempio. 
Ivano Porpora qualche tempo fa ha ribadito questo concetto, accrescendolo con l'analisi di quanto un certo tipo di libro letto in un particolare luogo fa provare una sensazione simile a quella del fare l'amore. 
Con le pagine stampate.

Ecco. Sta tutto qui.
Nel romanzo dello svizzero Joseph Incardona, viviamo in mezzo al non luogo per eccellenza. Un'autostrada.
Si snoda esattamente qui, la vicenda.
In mezzo agli autogrill gremiti di turisti, in mezzo a bambini urlanti, alla spazzatura, alle escort nascoste sotto a un casco da motocicliste o ad una minigonna.
I personaggi sembra assumano un ruolo, distaccati dalla realtà; sopravvivono come in un limbo, in un girone dantesco, tra miseria e tradimenti, tra rapimenti e pazzie.

Pierre vive realmente su quella strada infinita, per scoprire chi ha rapito la giovane figlia Lucie. E' il collante con la moglie, ormai morta in se stessa.
Pascal, l'uomo-doppio, quel 666 diviso due, che prova a sconfiggere, ma con scarsi risultati.
Julie Martinez, donna che convive con la propria, perforante solitudine, e che tenta di risolvere un nuovo caso di sparizione della piccola Marie Mercier.

“La metà del Diavolo” è il romanzo mentale per eccellenza; è il romanzo delle elucubrazioni di ogni personaggio; malinconia e pessimismo si sciolgono tra le pagine, rendendolo cupo all'ennesima potenza. 

“Questo libro è per chi sbaglia sempre l'ora di partenza e si trova in coda a guardare nelle altre macchine, per chi conserva in un libro la lettera d'amore di uno sconosciuto, per chi ama il profumo della pioggia in estate e per chi vorrebbe credere al destino ma si deve preoccupare di limitare i danni del futuro prossimo."

martedì 26 luglio 2016

La ragazza del treno – Paula Hawkins

La ragazza del treno, Paula Hawkins. Piemme. 306 pagine. 19,50 euro.
Voto: 8

Sono anni che passo la mia vita sui treni, da piccola per andare a scuola, poi in università, e ora per ricongiungermi alla mia parte di cuore lontana.
E ora ho paura.
Ho paura che da un momento all'altro, i miei tranquilli viaggi fatti di libri da leggere, vengano turbati da un evento simile a quello che è capitato a Rachel.
Ma cosa è successo?

Rachel è la protagonista del libro della Hawkins e, ovviamente, da come si può dedurre dal titolo, è una pendolare che tutte le mattine parte dalla periferia di Londra verso la città per andare al lavoro.
I suoi viaggi sono sempre tutti uguali, monotoni, tanto che ormai Rachel ha imparato a conoscere le case che vede dal finestrino del treno e a dare un nome ai loro abitanti. Così immagina la vita della coppia che vive nella bella casetta vicino ai binari, inventa i loro nomi, Jess e Jason, e pensa alla loro splendida quotidianità fatta di colazioni in veranda e baci al tramonto.

Ma un giorno Rachel vede qualcosa che non dovrebbe vedere.
Un uomo, che non è il suo Jason.
E il giorno dopo Jess scompare.

Da qui parte un thriller psicologico condito da colpi di scena e rivelazioni che tolgono il fiato.
Chi è davvero la coppia dalla vita perfetta che tanto invidia Rachel? Quali sono i loro veri nomi? Che fine ha fatto Jess? E come mai questa vicenda, in apparenza estemporanea, risulta in realtà così legata alla nostra protagonista?

Tutti questi misteri potranno essere risolti solo leggendo “La ragazza del treno”, un giallo perfetto per far rabbrividire in questa estate calda.

Ho apprezzato moltissimo la costruzione del romanzo gestita attraverso i punti di vista e continui rimandi a flashback. I personaggi sono ben caratterizzati, tanto che l'autrice ha saputo prendere in giro la mia povera mente di lettrice mostrandomi antipatiche persone che in realtà alla fine si riscatteranno.
L'unico punto un pochino più debole è la soluzione del giallo in sé, il classico movente, diciamo che l'ho trovato un tantino stereotipato; ma nonostante tutto “La ragazza del treno” resta comunque un buonissimo romanzo psicologico, accattivante, ben costruito, che non lascia niente di non detto  e risolve tutti i quesiti che ci si pone durante la lettura.

Cosa aspettate allora? Passate da www.goodbook.it prenotate la vostra copia e ritiratela presso la vostra libreria preferita.

mercoledì 13 aprile 2016

Benedizione – Kent Haruf

Benedizione, Kent Haruf. NN Editore. 280 pagine. 17,00 euro.

Voto: 10

Fino a qualche tempo fa non conoscevo Kent Haruf, ma a maggio ho in programma un incontro in casa editrice per la pubblicazione dell'ultimo libro di questo autore, quindi, la mia curiosità ha preso il sopravvento e ho cercato subito “Benedizione”, suo primo lavoro.

Avete presente un colpo di fulmine? Ecco, è quello che è successo a me dalle prime pagine di questo libro.

Ho da sempre problemi a comprendere ed apprezzare la letteratura americana, quindi, nonostante la mia voglia di conoscere questo autore, ero un po' restia all'inizio della lettura, convinta che, come al solito, avrei trovato ostico anche questo libro.
Ma mi sbagliavo, eccome.
“Benedizione” è ufficialmente entrato nella mia personalissima classifica dei libri che mi hanno cambiato la vita.

Dopo aver letto qualche riga era già scoccato l'amore tra me e questo autore fantastico.
Ho provato le stesse emozioni che hanno scombussolato il mio cuore durante la lettura di Steinbeck, sì, credo lo si possa paragonare tranquillamente.

“Benedizione” è pura poesia. 
È la storia di Dad Lewis che si sta avvicinando alla fine della sua vita avvolto però dalle cure amorevoli della moglie Mary e della figlia Lorraine.
Da qui si dipanano le vicende di Alice, una bimbetta orfana dalla quale riscopriamo l'amore per le cose semplici della vita.
E ancora il nuovo e affascinante reverendo Lyle, che porta in cuore un segreto e che nonostante tutto continua a predicare la non violenza.
Tante vite, tanti personaggi descritti magistralmente, tante voci che concorrono a realizzare un romanzo corale e polifonico che tratta temi importanti in maniera estremamente delicata.
Haruf si lascia leggere in modo molto piacevole e quasi dispiace quando si arriva all'ultima pagina.

“Benedizione” si conferma un libro per tutti, per gli amanti di quelle storie delicate e dei bei tempi passati, quei racconti di paesotti e compaesani che sanno tutto di tutti, e che amano la vita semplice fatta di piccole cose.

martedì 22 marzo 2016

La moglie del califfo - Renée Ahdieh

La moglie del califfo, Renée Ahdieh. Newton Compton Editori. 369 pagine. 10,00 euro.

Voto: 7/8

Avete presente la storia “Le mille e una notte”? Il classico racconto di come una donna, Shahrazād, riesce a mettere fine alla tremenda pratica del suo promesso sposo, che aveva preso il vizio di uccidere, allo scoccare dell'alba, ogni donna che diventava sua moglie. Shahrazād riesce, con uno stratagemma, a salvarsi la vita e a far innamorare di lei il suo sposo grazie alle favole che lei stessa, ogni notte, per anni, gli racconta.

Bene, “La moglie del califfo” è una sorta di rivisitazione di questa storia classica. Gli ingredienti sono simili: prendiamo una manciata di un perfido califfo che, ogni notte uccide una donna diversa; aggiungiamo una giovane donzella che per sete di vendetta si offre volontaria come futura sposa del suddetto; condiamo il tutto con una bella dose di amore, amicizia, famiglia e conflitti interiori. Infornate ai classici 180° e state pronti a servire con un bel tea caldo speziato come accompagnamento.

Già dalla prima pagina state pronti ad assaggiare qualcosa di magico. Lo sentite anche voi il sapore d'oriente? Il profumo di sandalo e di rosa che fa da sfondo a una storia d'amore nata nel modo peggiore.

Che gusto ha invece il perfido Khalid? Vi consiglio di prenderlo a piccoli morsi e di assaporarlo lentamente, perché di primo acchito può avere un retrogusto amaro – forse per via della sua pratica barbara che mette in pratica ogni notte e che gli è valsa la nomina di tremendo assassino di giovani e innocenti donne – ma più andate avanti, più gustate la sua storia tragica, il suo passato avvolto nel mistero e nel sangue, vi accorgerete che i torni diventano meno aspri, più dolci, più gustoso.

E poi la nostra Shahrzad, giovane di inconsapevole bellezza, mossa dalla sete di vendetta per la morte della sorella, ha il sapore dell'eroina, della martire che si offre in sposa al suddetto boccone dolceamaro sopracitato. Il suo animo sarà sempre tormentato e diviso tra la profonda tristezza e la voglia di vendicare la sorella morta e il desiderio di andare oltre alle apparenze, di conoscere di più Khalid, per scoprire le motivazioni dei suoi gesti così sconsiderati.

Sotto la crosta di tutto questo risentimento, ira, vendetta, orgoglio, fa capolino un aroma dolce, pungente, speziato, un profumo che molto spesso è difficile da trovare.
È l'amore. 
È colui che fa crescere, evolvere e cambiare i personaggi.

Che poi, non è quello che fa sempre nella vita di ognuno di noi?

Consigliato a: chi è alla ricerca di una storia in cui trovare un sacco di ingredienti buonissimi mescolati insieme, come amore, famiglia, vendetta, orgoglio, sete di potere, rivincita. 

Citazione: 
“Tariq, perché lo state facendo? Perché combattete questa battaglia?”
“Perché la amo”, rispose lui senza esitazione.
“E...perché la amate?”
“Che razza di domanda ridicola...”
“Non è ridicola, è molto semplice, invece. La difficoltà sta nella risposta. Perché la amate?”
“Perché...”, Tariq si strofinò il collo, “tutti i miei ricordi più cari sono di lei. Con lei ho sofferto...e abbiamo riso insieme per le stupidaggini”.
Omar lasciò cadere la mano dalla spalla di Tariq. “Un passato in comune non vi dà il diritto di condividere il futuro, amico mio”.
“Come posso aspettarmi che capiate?”, disse Tariq. “Nessuno ha mai cercato di portarvi via Aisha. Nessuno...”
“Non ho bisogno di perdere mia moglie per comprendere il significato della perdita, Tariq. Anche un bambino con un giocattolo rotto sa cosa significhi”.

mercoledì 17 febbraio 2016

Vertigine. Le stelle di Noss Head 1 – Sophie Jomain

Vertigine. Le stelle di Noss Head 1, Sophie Jomain. Fazi editore (collana Lain), 2016. 300 pagine. 13,50 euro.

Voto: 7 ½

Divorato. Non possiamo esordire con altra parola se non con questa. Il libro, gentile omaggio dalla Fazi, è stato divorato in un paio di giorni da entrambe. Sì, perché la trama è molto accattivante e le vostre eroine quasi litigavano per chi avesse il diritto di leggerlo per prima. Alla fine si è risolto tutto velocemente visto e considerato che tutte e due siamo riuscite a gustarcelo.

L'idea su cui si basa questo libro è molto affascinante: abbiamo una storia di lupi mannari condita da lotte fino all'ultimo sangue per il cuore di una dolce fanciulla. 
Il filo conduttore, se vogliamo, è molto classico. Ormai di libri del genere ce ne sono a bizzeffe sugli scaffali delle varie librerie. Ma forse questo ha quel quid in più. 

Un punto a favore di questo romanzo d'esordio sta nel fatto che la storia prende avvio subito. Dalla prima pagina abbiamo azione. Il lettore non è obbligato a sorbirsi pagine su pagine di descrizioni inutili di ambienti o personaggi altrettanto inutili al fine della storia prima che il vero clou della vicenda prenda avvio.
Da qui si deduce che il ritmo del racconto è molto incalzante. La scrittura è semplice, assolutamente apprezzabile anche e soprattutto dai lettori più giovani – ai quali il libro sicuramente si rivolge.  

Degna di nota è anche la scelta dell'autrice di non riempire pagine e pagine con miliardi di personaggi, anzi! Sophie Jomain è riuscita a concentrare la storia intorno a due personaggi principali (Hannah e Leith) attorno ai quali ruotano dei co-protagonisti (famiglia di Hannah e di Leith, e il cattivo della situazione); tutti ben delineati e ben caratterizzati.

Hannah è la prima protagonista femminile di un romanzo di questo tipo che non risulta altamente antipatica. È una ragazza credibile nella sua poca esperienza dei suoi diciannove anni. È credibile al mattino appena sveglia con i capelli arruffati. È credibile quando piange, si arrabbia, gioisce per amore. È credibile quando fa un sacco di scemenze proprie della sua età.

Leith invece è il classico ragazzo misterioso e tenebroso, di cui ovviamente si innamoreranno tutte le lettrici. Ma nello stesso tempo non è così finto e artificiale come la maggior parte dei protagonisti maschili. È un ragazzo che studia, si impegna, a volte si arrabbia e resta sulle sue, ma è anche  iperprotettivo nei confronti della ragazza che ama.

Tra i vari rapporti interpersonali si fa strada una leggenda, che poi diventa realtà e sconvolge il mondo della giovane Hannah.

Insomma, gli ingredienti per il buon esordio di questa nuova serie ci sono tutti. 

E voi, siete pronti a farvi scaldare da una candida pelliccia di lupo e a tuffarvi tra le braccia di un affascinante e misterioso ragazzo?

Consigliato a: lettori più giovani e adolescenti che amano i fantasy nei quali i protagonisti sono creature sovrannaturali e leggendarie, il tutto condito dalla giusta dose di amore e scene spaventose.

Citazione:
“Tu ci credi al libro che mi hai venduto?”
Gwen bevve un sorso di tè e sorrise.
“Tu no?”
Scossi la testa in un senso e nell'altro.
“Sono abbastanza cartesiana”, mi giustificai. 
Alzò un sopracciglio.
“Vuoi dire che non credi a niente che non possa essere dimostrato?”
“Più o meno”.
“Quindi non pensi che ogni leggenda abbia una parte di verità?”
“Penso soprattutto che i fantasmi rassicurino l'uomo e l'aiutino a sentirsi meno solo nell'universo”.

venerdì 11 dicembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Il dizionario del diavolo” - Bierce Ambrose

Il dizionario del diavolo, Bierce Ambrose. Dalai Editore, 2012. 184 pagine, 3,95 euro.

Voto: 9

Capita poche volte nella vita di trovare un libro fantastico a caso. Di scovarlo sullo scaffale di una libreria e prenderlo senza una ragione particolare, senza che nessuno ce ne abbia parlato, senza sapere niente né del titolo, né tanto meno dell'autore. 
Tutto questo è capitato a me, qualche giorno fa, quando per caso mi sono trovata davanti questo libriccino dalla copertina molto accattivante. Non l'ho nemmeno aperto. Costava poco e poi nel retro copertina si parla di Hemingway, tanto è bastato per arraffarlo.

Sono tornata a casa e l'ho aperto. Era davvero un dizionario! Nel senso che è strutturato come tale, infatti ci sono delle parole semplicemente affiancate dalle loro definizioni.
Detto così si potrà pensare che il libro sia di una noia paurosa, ma invece così non è. Ambrose Bierce ha inserito in questo piccolo libro tutto il suo cinismo, la critica verso una società corrotta dal perbenismo, dalla fede inutile e inculcata a forza, e dal cittadino medio che riesce sempre a farsi comandare dalle persone meno degne del potere.

voto (s.m.) Simbolo e strumento della facoltà che un uomo libero ha di comportarsi da imbecille e di fare danno al proprio paese.

Ovviamente non è una lettura per chiunque. Ci vuole il giusto grado di crudezza, cinismo e disillusione. È necessario approcciarsi al testo liberandosi da qualsiasi altra supposizione o preconcetto riguardo il mondo e la vita.

fede (s.f.) Credenza non suffragata da prove in ciò che sostiene qualcuno, che parla senza saperne nulla di cose che non hanno termini di confronto.

E allora sì che vi si aprirà il vero mondo. Completamente nuovo e diverso da ciò che credevate. 
Cinicamente godibile.

giovedì 26 novembre 2015

L'ombra del bosco scarno - Massimo Rossi

L’ombra del bosco scarno, Massimo Rossi, Scrittura & Scritture editore, 2012, 365 pagine, 15,50 euro.

Voto: 7,5/10

Che dire, scrivendo questa mia seconda recensione mi trovo davanti a un’impresa complicata. Questo libro può essere letto in due modi: o come un libro giallo, oppure come un manifesto contro ogni discriminazione, contro ogni pregiudizio.

martedì 24 novembre 2015

La strada che mi porta a te – Moriah McStay

La strada che mi porta a te, Moriah McStay. De Agostini, 2015. 381 pagine, 14,90 euro.

Voto: 7/8

Quando mi è arrivato questo libro mi sono subito innamorata della copertina, fatta veramente bene e in grado di accaparrarsi una buona fetta di lettori, soprattutto i più giovani. Mi è subito venuta voglia di immergermi tra le sue pagine, nonostante il titolo non fosse dei migliori – diciamocelo, ricorda un po' i titoli dei romanzetti rosa da donnicciole sole. Ma non importa, sono o non sono una lettrice onnivora? E poi non mi fermo mai alle apparenze. E anche questa volta ho fatto bene.

giovedì 12 novembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Una notte soltanto, Markovitch” - Ayelet Gundar-Goshen

Una notte soltanto Markovitch, Ayelet Gundar-Goshen. La Giuntina, 2015. 326 pagine, 16,50 euro.

Voto: 7

Siamo negli anni che vedono incombere il nazismo. Venti giovani in partenza da Israele per l'Europa. Venti possibilità di matrimonio e di libertà. Intimità, sensualità ed umorismo fanno da sfondo a questo romanzo passionale e dalla sensibilità completamente diversa rispetto ai racconti occidentali. 

Due uomini diversi fra loro e due donne che li accompagneranno nei giochi del destino. Due storie d'amore agli antipodi, sullo sfondo dell'eco della guerra in Europa e la voglia di indipendenza in Palestina.

Yaakov Markovitch, l'uomo insignificante e il fortunato sposo della ragazza più affascinante di tutte, Bella, un amore non amore, un matrimonio di interesse, fatto di liti, odio e sofferenze per entrambi. 
L'opposto di Markovitch è Zeev Feinberg, affascinante seduttore, impertinente e donnaiolo che alla fine scopre di essere perdutamente innamorato di un'unica donna, Sonia.

Ayelet Gundar-Goshen ci aiuta a capire meglio come sia davvero il sentimento dell'amore, e lo fa in modo crudo, comico, divertente, triste e impertinente, con uno stile fluido e godibile.

Lo sentite anche voi questo profumo di arance e di pesche?

“Guarda questa nostra Terra”, dice Markovitch in risposta alla presa in giro di Zeev. “Duemila anni l’abbiamo desiderata, attesa, abbiamo dormito la notte abbracciati alle maniche della sua camicia da notte, perché in fondo cos’è la storia, se non le maniche di una camicia da notte che non hanno odore? E credi che lei ci voglia? Pensi che questa Terra ricambierò il nostro amore?! Sciocchezze!”

martedì 10 novembre 2015

Da rospo a principe. Minimo diario di quindici anni vissuti faticosamente al limite, alla ricerca di sé – Stefano Borzumato

Da rospo a principe. Minimo diario di quindici anni vissuti faticosamente al limite, alla ricerca di sé, Stefano Borzumato. 2012, ArtEventBook. 14,00 euro.

Voto: 7 ½

Qualche tempo fa sono stata contattata direttamente dall'autore di questo romanzo, semplicemente per leggerlo e cito “per ricevere un giudizio critico serrato, sferzante, deciso, cattivo... Un giudizio steso da una persona che legge molto e che sia una professionista del settore che non mi conosce; un giudizio tecnico che mi consenta di migliorare”. 
Io mi sono buttata subito a capofitto nella lettura, perché la cosa più bella è leggere senza volere niente in cambio, se non uno scambio di opinioni in merito, scevri da qualsiasi tipo di obbligo. E forse è stato proprio il non sentirmi obbligata a stare entro certi tempi, a farmi godere appieno di ogni singolo punto di forza e, nello stesso tempo, di debolezza, del libro.

giovedì 5 novembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Le belle Cece” - Andrea Vitali

Le belle Cece, Andrea Vitali. Garzanti, 2015. 224 pagine, 16,40 euro.

Voto: 8

Bellano 1936. Un paesaggio da sogno fa da sfondo a personaggi abilmente tratteggiati e dai nomi assurdamente perfetti. 

Abbiamo il Commissario Maccadò che incarna la giustizia dell'arma dei carabinieri. Fulvio Semola, segretario del Partito che vuole a tutti i costi celebrare degnamente la nascita dell'Impero. E poi il Dulcineo, sottocapo di manipolo un po' troppo femminile, con il suo attendente nero dalle “grandi” e comprovate doti. Eudilio Malversati, il personaggio più schifoso, pomposo e odioso di sempre. Ed infine come non citare le belle Cece dalle quali il libro prende il titolo, madre e figlia, suocera e moglie del Malversati, Orbella e Verzetta, brave intrattenitrici di uomini soli.

Un giallo sconvolge la pace del paesino. Sono state ritrovate delle mutande cifrate. Di chi sono? Perché sono state trovate nelle tasche di alcuni tra i personaggi più altolocati di Bellano? Il fido Maccadò riuscirà a venire a capo dell'inghippo?

Un romanzo divertente dai tratti noir e del classico giallo. Una lettura piacevole e famelica (complice anche la presentazione del libro da parte dell'autore svoltasi qualche settimana fa a Vigevano).

“Due donne sole, maresciallo, cosa possono fare se non sopravvivere ricorrendo a qualche piccola menzogna?”

giovedì 29 ottobre 2015

Il peso - Liz Moore

Il peso, Liz Moore. Beat, 2014. 351 pagine, 9,00 euro.

Voto: 9

Il peso. Qualcosa di emblematico per me. Devo farne i conti da sempre. Positivamente e negativamente parlando, è il mio tarlo, il amico-nemico, il mio compagno di avventure; è stato il mio chiodo fisso fino a quando non ho smesso di pensarci e ho iniziato una stabile e rispettosa convivenza con esso. Non avevo dubbi che sarebbe diventato uno dei miei romanzi preferiti, questo di Liz Moore. E' riuscito ad aggrapparsi e ad ancorarsi al mio cuore con tanta facilità che ora lo porto in giro e cerco di divulgarlo il più possibile.

giovedì 22 ottobre 2015

Una spiaggia troppo bianca – Stefania Divertito con Serena Davide

Una spiaggia troppo bianca, Stefania Divertito con Serena Davide. Enne Enne editore, 2015. 252 pagine, 15,00 euro.

Voto: 10/10

Da accanito lettore nella mia adolescenza, per una serie di impegni lavorativi mi stavo appiattendo su libri che, pur avendo un loro indiscutibile fascino, non ti fanno vibrare.
Ho finito il libro questa notte, e, grazie a Vanessa che me lo ha fatto scoprire, la corda della mia anima ha vibrato eccome. Dedico questa mia prima recensione ad un amico che non c’è più, e che è andato ad allungare l’impersonale lista delle vittime di un modo di fare impresa sconsiderato e inaccettabile.

martedì 20 ottobre 2015

Sette riti di bellezza giapponese. Il metodo per una pelle perfetta e i capelli di seta - Elodie-Joy Jaubert

Sette riti di bellezza giapponese. Il metodo per una pelle perfetta e i capelli di seta, Elodie-Joy Jaubert. Sonzogno, 2015. 128 pagine, 13,00 euro.

Voto: 8

«In Giappone, una donna bella è una donna dal viso sano e pieno, e dalla carnagione liscia e candida come quella di un bambino. “Hai la pelle come un mochi!” Ecco l'espressione usata per definire quell'aspetto perfetto e setoso. La pelle deve apparire liscia e soda come il cremoso dolce di riso tanto amato in Giappone perché venga vista come il non plus ultra di bellezza e salute».

giovedì 15 ottobre 2015

Il mio splendido migliore amico - A.G. Howard

Il mio splendido migliore amico, A.G. Howard. Newton Compton Editori, 2015. 406 pagine, 9.90 euro.

Voto: 8

«Ma può un vero amico volare via e lasciarti a terra, ferita e col cuore spezzato?»

Me lo sono sempre chiesta anche io e la risposta è sempre stata “si” (occhei, le mie esperienze in fatto di amicizie si sono sempre rivelate una schifezza, ma tant'è), almeno fino a prima di leggere questo libro. 

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