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martedì 29 settembre 2015

Personaggi: Miss Marple, l'investigatrice zitella e impicciona.

Ho appena concluso i dodici romanzi di Agatha Christie con Miss Marple come protagonista, quindi quale migliore momento per parlarvi un po' di questa investigatrice diversa dal solito?

Carta d'identità:
nome: Jane Marple
professione: sferruzzare
hobby: investigare, birdwatching e giardinaggio
nata il: 1930
primo romanzo: "La morte nel villaggio"
totale romanzi/ raccolte di racconti da protagonista: 16
filmografia: 45 pellicole girate tra il 1956 e il 2013
attrici interpreti: 11

venerdì 25 settembre 2015

TALON - 8° tappa del BLOGTOUR



Eccoci arrivati alla ottava tappa del Blogtour dedicato a Talon, primo romanzo dell’omonima trilogia firmata da Julie Kagawa, il 6 ottobre in libreria!
Per chi fosse curioso, qui la settima tappa del Blogtour e vi invitiamo a passare domani sul blog www.wonderfulmonsterbook.wordpress.com per la nona tappa!


lunedì 20 ottobre 2014

Incontro con l'autore: Donato Carrisi presenta "Il cacciatore del buio"

Domenica 19 ottobre avevo un impegno importantissimo. Improrogabile.
Donato Carrisi presentava il suo romanzo, “Il cacciatore del buio” (ed. Longanesi; prezzo 18,60€).
Il luogo dell'incontro è stato lo Spazio Ipazia, ad Abbiategrasso; devo ringraziare come di consueto per questi eventi straordinari, L'Altra Libreria, e in particolare “la signora Angela” (mia “consigliera di libri” da quando avevo cinque anni, insieme al marito Augusto) e Ivan Donati per aver coordinato l'incontro.

Appena arrivata trovo il mio solito posto in prima fila e vedo appoggiato su ciascuna sedia un foglio; una frase cattura l'attenzione. “Colis eum?”, ovvero, “Lo adori?”. E queste due sole parole hanno dato il via a Donato Carrisi per raccontarci la storia più ignota, misteriosa, arcana che potessi mai immaginare.

Quelle poche lettere compongono la parola d'ordine che i satanisti dall'anno 1000 pronunciano tra loro per riconoscersi. Sì, avete capito bene. Donato Carrisi, proseguendo sul filone de “Il tribunale delle anime” suo secondo romanzo, affronta questa volta la parte ancora più oscura, più macabra e celata del mondo.
Il Male.
La componente negativa antagonista a Dio; l'altra faccia della medaglia che è nata solamente nel Medioevo, per “giustificare” in una qualche maniera tutto ciò che di tragico avveniva. Il Male, appunto.

(Una piccola chicca. Provate a riflettere sul suono di quella parola-chiave. Non vi ricorda nulla? Non vi ricorda un luogo di malvagità gratuita, dove gli uomini morivano per il divertimento di altri uomini? Ecco, quel luogo potrebbe definirsi facilmente il “simbolo” dei Satanisti. Il Colosseo a Roma).

“Il cacciatore del buio” nasce da una storia realmente accaduta, che l'autore ha avuto modo di ascoltare un giorno “al calar del sole, presso la Piazza delle Cinque Lune” dalla bocca di Padre Johnatan, un penitenziere (il quale ispirerà uno dei protagonisti del romanzo, Marcus).
I penitenzieri sono i “criminologi del Vaticano”, perchè a Roma appunto si trova il più grande archivio criminale del mondo, quello della Penitenzieria Apostolica (che viene comunemente chiamato “Tribunale delle anime”). Esso contiene un archivio di testi di peccati mortali grazie ai quali alcuni preti, analizzandoli, possono così affiancare la polizia nello studio e nella ricerca di criminali.
Criminali che a volte, dicono, siano “comandati” da una mano malvagia, dal Diavolo.

I penitenzieri, invece, non credono nel Diavolo. Essi credono che ciò che tutti chiamano “Demonio” nel momento in cui commettono un crimine efferato, in realtà non sia altro che una maschera, indossata dall'uomo, ancora una volta capro espiatorio del Male posto in essere.

Ancora una volta Donato Carrisi ci regala un thriller dove nulla è come sembra, dove anche l'idea di essere giunti allo sbroglio totale delle matassa è sbagliata, dove un libro “non finisce nemmeno dopo l'ultima pagina”, dove il Bene e il Male si scontrano all'ennesima potenza, dove entrambi si identificano nello stesso essere, forse e dove anche il “credere” è “solo l'inizio”.


Pronti a dare una risposta a “Colis eum?”.

(Articolo: Và // Foto: Gerardo Cassoli)

sabato 25 maggio 2013

Incontro con l'autore: Donato Carrisi


Mercoledì 22 maggio alle ore 21 abbiamo partecipato all'incontro con Donato Carrisi in occasione della presentazione del suo nuovo libro “L'ipotesi del male” (ed. Longanesi; prezzo 18.60 €); la serata si è svolta presso lo Spazio Ipazia, ad Abbiategrasso, organizzata da L'Altra Libreria e Iniziativa Donna, con il coordinamento di Daniela Colla, assessore alla cultura.

Essendo ovviamente lettrici voraci e sfegatate dei romanzi di Carrisi, ci presentiamo mezz'ora prima dell'incontro per accaparrarci i posti migliori; Vanessa carica dei libri per poterli far autografare, Veronica insignita del titolo di fotografa della serata.

Donato Carrisi arriva puntualissimo e dopo una breve introduzione da parte della coordinatrice, inizia ad affascinare i presenti (e noi per prime!) raccontandoci delle storie. Sì, perchè Donato più che uno scrittore, potrebbe essere definito un narratore; il pubblico rimane senza parole, a bocca aperta, mentre lui racconta del buio, del nero, di ciò che tutti noi tendiamo ad evitare, a dimenticarci. Ed è proprio di mostri (partendo da Hitler e passando poi a Wolfgang Priklopil, segregatore di Natasha Kampush) e di persone dimenticate che Donato ci racconta.
Gli scomparsi, rappresentati dalle foto appese su di una parete di una stanza vuota, senza mobili, asettica quasi, sono i personaggi principali e cruciali del suo ultimo romanzo, “L'ipotesi del male”.

Ma da cosa trae spunto questo titolo? Da un postulato, ovvero che il bene e il male sono la stessa cosa. Uno convive, o meglio, è inglobato nell'altro. Se non ci fosse l'uno, non esisterebbe l'altro. Il primo è il presupposto del secondo, e viceversa.
Vi siete mai domandati – propone l'autore – cosa significhi in realtà il gesto di dare l'elemosina ad un vagabondo? “Quell'atto di generosità avrebbe placato la coscienza di chi lo compiva, ma non era detto che costituisse il bene di chi lo riceveva. Perchè il vagabondo avrebbe potuto spendere il denaro per un'altra bottiglia con cui perseverare nel proprio disfacimento, piuttosto che investirlo in un pasto caldo”. Il bene e il male legati, sempre.

L'autore definisce questa sua quarta “fatica” come il libro gemello de “Il Suggeritore” (uscito nel 2009); infatti, di nuovo ritroviamo Mila Vasquez, che si era lasciata completamente sopraffare da quell'avventura, ripiombare di nuovo in mezzo a qualcosa di sconosciuto, di senza nome, nascosto, appunto, nel buio.
Ancora una volta troviamo un'ambientazione anonima, senza punti reali di riferimento, questo perchè – afferma sempre Donato Carrisi - “il lettore deve perdersi in un labirinto infinito”.
E in esso, niente è come sembra, i colpi di scena non mancheranno, e chi si appresta a leggere questo thriller deve ricordarsi di respirare, di tanto in tanto.

E tu, non hai mai desiderato scomparire?


(Articolo di Và e Veronica; Fotografie di Veronica)

venerdì 12 aprile 2013

Superzelda - Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta


Superzelda, Tiziana lo Porto e Daniele Marotta. 2011, Minimum Fax. 170 pagine.

Di graphic novel io me ne intendo davvero poco. Ma di tutto ciò che ha a che fare con Francis Scott Fitzgerald ne so abbastanza, e sono una gazza ladra quando il mio occhio cade su qualsiasi genere di scritto che riguardi l'autore degli Anni Ruggenti. E la sua vita. E con “Superzelda” è accaduto proprio questo.
La cattura visiva è stata la prima, poi è arrivato il profumo del fumetto stampato e ancora, l'interesse smodato per la scelta stilistica degli autori per presentare una sorta di biografia della grande eroina, Zelda Fitzgerald (nata Sayre).

In questo romanzo a vignette si racconta la vita della “maschietta” Zelda a partire dalla sua infanzia in Alabama, per poi passare alla sconvenienza che la accompagna in tutta la sua adolescenza, l'amore per il divertimento e per le bevute in compagnia. E gli spasimanti, tantissimi. Ragazzi di qualsiasi genere. Fino a quando non arriva Francis Scott. Con il quale instaurerà da subito un rapporto conflittuale e sensuale al contempo. Che si coronerà con il matrimonio. E da lì, la vita dei coniugi si trasformerà in viaggi in Europa, Africa, in scorribande notturne nei più disparati alberghi insieme agli amici di sempre, lotte coniugali che terminano ogni volta in dichiarazioni di amore eterno annacquato in bevute al limite del sopportabile.
Ma Francis e Zelda erano così.
Amanti della vita, quella spensierata.
Grazie ai libri di Fitzgerald – in primis – e alle ricche fonti storiche, gli autori di questo romanzo hanno delineato con schizzi sapienti e particolareggiati la vita di Zelda immersa nella realtà conturbante dell'epoca, passando per la nascita della piccola Scottie, la schizofrenia di Zelda e infine, alla morte, di entrambi i coniugi.

La spettacolarità e la drammatica festosità di Zelda sono state, in questo caso, sapientemente rappresentate dalla scelta stilistica della composizione del romanzo in chiave di fumetto; azzeccatissimo, a mio dire. Si riesce a godere delle parole tanto quanto delle immagini. Imperdibile per gli appassionati!


Consigliato a: chiunque ami (o veneri, come la sottoscritta) Francis Scott Fitzgerald e la sua indimenticabile moglie Zelda; per chi non si ferma ai capolavori letterari dello stesso Fitzgerald, ma è curioso della sua vita “al di la'” della macchina da scrivere. E perchè no, consigliato anche agli appassionati di fumetti, ovviamente!


Citazione:

giovedì 21 marzo 2013

Newsletter da minimum fax - Jim entra nel campo da basket

Salve a tutti! Oggi la redazione di mangiapagine vi propone una lettura "innovativa".
Stiamo parlando di "Jim entra nel campo da basket" di Jim Carroll.

Jim - qualcuno appassionato lo saprà - è stato un poeta e un autore che ha supportato e aiutato artisti come Patti Smith e Andy Warhol; questo memoir è nato da stralci di un suo vecchio diario, e dallo stesso è stato poi tratto un film (Ritorno dal nulla, 1995).

La casa editrice ci regala una trama accattivante:
"È il racconto di un’adolescenza newyorkese fra l’autunno del 1963 e l’estate del 1966, fatta in minima parte della normalità delle aule scolastiche e dei campetti di basket, ma nutrita soprattutto di scorribande per le strade, sperimentazioni con l’eroina e l’LSD, scoperta del sesso, contatti di volta in volta illuminanti o violenti con l’umanità più varia: preti, spacciatori, poliziotti, tossici, pervertiti, attivisti marxisti e piccoli campioni di pallacanestro – il tutto raccontato con la vitalità trascinante e l’ironia sferzante del miglior punk."

Non vi resta che andare a visitare il sito da cui potrete leggere gratuitamente alcune pagine del romanzo. E affrettatevi! Gli anni sessanta americani vi aspettano!

martedì 15 gennaio 2013

Personaggi: Hercule Poirot, il sagace investigatore belga creato dalla penna di Agatha Christie

L'anno scorso in questo periodo ricordo che ero alle prese con la stesura della tesi e gli ultimi due odiosissimi esami in università; in casa si respirava un clima di tensione e chiunque mi passasse di fianco sapeva che laurea e quantotimancaperfinire? erano argomenti tabù, così tutti mi giravano alla larga.
Era palese che necessitassi di una dose abbondante di tranquillità o di un sedativo, a scelta. Un giorno mi viene il pallino di leggere qualcosa di Agatha Christie, un po' perché il giallo come genere mi è sempre piaciuto e mi aiuta a non pensare alle mie piccole beghe quotidiane, e un po' perché ne avevo sempre sentito tessere le lodi da parte di padre e di sorella.
Così prendo in mano "L'assassinio di Roger Ackroyd" e mi si apre un mondo nuovo e fantastico, il mondo di Hercule Poirot, l'investigatore belga (scambiato sempre per francese, con suo enorme disgusto) dalle celluline grigie finemente arrovellate.


Carta d'identità:
nome: Hercule Poirot
nazionalità: belga
professione: investigatore
nato il: 1920
primo romanzo: "Poirot a Styles Court"
totale romanzi/ raccolte di racconti da protagonista: 38
filmografia: 12 pellicole girate tra il 1931 e il 2001

Poirot è il protagonista della maggior parte dei romanzi di Agatha Christie - nonché mio eroe personale e il più bel personaggio mai costruito nella storia del giallo.

E' un investigatore sagace, intuitivo, si muove agile come un gatto e riesce sempre a scoprire il colpevole prendendosi gioco dei ragionamenti contorti del lettore, quasi dicesse "Mon ami, non serve arrovellarsi troppo su particolari di poco conto, basta un sano e semplice lavoro di celluline grigie".
In ogni romanzo la Christie riesce a stupire il lettore con le deduzioni dell'investigatore belga, ma ammetto che gli ultimi libri risentono un po' della vecchiaia della buona vecchia zia Agatha e ciò va a discapito della descrizione minuziosa delle indagini di Poirot, favorendo invece una prosa quasi più frettolosa in cui il nostro eroe appare solo nei capitoli finali a fare da collante per gli interi casi.

A questo proposito vorrei stilare una pseudo-classifica di casi che un vero intenditore di Hercule Poirot non può fare a meno di leggere: primo fra tutti il già precedentemente citato "L'assassinio di Roger Ackroyd" che, nonostante non sia il primo romanzo che vede Poirot come protagonista, credo che renda magistralmente l'idea di cosa significhi tenere il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina; per secondo direi assolutamente "Assassinio sull'Orient Express" nonostante sia diventato ormai troppo mainstream, è comunque da citare tra i migliori gialli con un Poirot che ricostruisce in maniera magistrale un delitto ideato in maniera ancora più magistrale dalla penna della Christie; infine a parimerito propongo "Il ritratto di Elsa Greer", "Poirot sul Nilo" e "Poirot e i quattro" tre esempi di gialli che si trasformano quasi in thriller per morti, intrighi e passione.

Concludendo, posso dire di avere un ricordo stupendo della lettura di tutta la serie dei casi risolti da Hercule Poirot e ancora oggi non ho trovato nessuno scrittore che è riuscito a tenermi incollata alle pagine come è riuscita Agatha Christie con questi romanzi, tanto che ne consiglio la lettura a tutti coloro che amano lo stile retrò e che vogliono cimentarsi nella sfida contro l'infallibile investigatore.

Ve lo dico subito, vincerà sempre lui, ma è bello ugualmente.

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