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giovedì 19 novembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: "Trollhunters" - Guillermo del Toro e Daniel Kraus

Trollhunters, Guillermo del Toro e Daniel Kraus. DeAgostini, 2015. 349 pagine, 14,90 euro.

Voto: 8/10

Cosa succede quando fantasy e horror si sposano? “Trollhunters” di Guillermo del Toro e Daniel Kraus è la risposta. Un romanzo per giovani che non hanno paura di afferrare una spada e combattere eserciti di troll spaventosi.

Jim Jr. e il suo amico un po' sfigatello Tub sono i protagonisti della storia; come in un “moderno It”, toccherà a loro dare la caccia al mostro spaventoso che nel 1969 ha disseminato la California con quella conosciuta come “epidemia dei cartoni del latte”. Bambini persi, smarriti, mai più trovati. E un'ombra agghiacciante come unica presenza dopo la loro scomparsa. Anche lo zio di Jim, Jack Sturges, è rimasto vittima di quelle aggressioni. 

Ma Jim e Tub non saranno soli: ad affiancarli conosceremo Blinky, un troll maschio buono, che ha otto occhi ma è praticamente cieco e parla come un vecchio libro stampato e britannico; e poi ARRRGH!!!, con i tre punti esclamativi finali, una gigantesca troll femmina dalla pelliccia morbidissima. E i nostri eroi seguiranno la guida di un cavaliere senza macchia e senza paura, che Jim conoscerà bene...

La costruzione del ponte di Killaheed, una rappresentazione un po' particolare di Romeo e Giulietta e una cotta adolescenziale per la strana Claire, saranno lo sfondo perfetto per questa avventura!

“Fico”
“No” replicò lui. “Non è fico. E' il peggiore dei fardelli. Prima che ti ci ritrovi in mezzo, desidererai di essere nato con un nome diverso. Desidererai di svegliarti e di essere una persona diversa. Che c'è di male ad essere guerrieri? I guerrieri vanno in guerra. E la guerra non è divertente. La guerra è sanguinaria. Spacca le ossa e squarcia la carne. Cose che erano vive muoiono, e a volte sei tu che devi bruciarne i resti. E quando se ne vanno, Jim, non lo fanno in silenzio. Emettono suoni. Per il resto della tua vita, quando cercherai di dormire, quelli saranno i suoni che ti terranno sveglio”.

venerdì 28 marzo 2014

L'occhio del male - Stephen King

L'occhio del male, Stephen King (Richard Bachman). 1992, Bompiani. 280 pagine.

Richard Bachman firma il quarto romanzo thriller della sua storia; pochi (se non solo i fan più sfegatati) sanno che nascosto dietro questo pseudonimo si nasconde il Re della letteratura horror per eccellenza, Stephen King.

La trama è molto semplice: Billy Halleck, un famoso e pingue avvocato, a causa di un piccolo, impensabile guizzo di erotismo da parte della moglie Heidi, uccide una zingara sbucata dal nulla, in un incidente stradale; il padre della donna, amareggiato ed imbestialito per la disgrazia, scaglia una maledizione ad Halleck. Sarà condannato a dimagrire fino a morire.
Con lui, a scontare una triste e interminabile fine, ci sono il giudice che ha tenuto il processo e ha assolto l'avvocato (squame spaventose e misteriose iniziano a crescere sulla sua pelle) e il poliziotto che ha cacciato a malo modo gli zingari al loro arrivo in città (la sua pelle letteralmente marcirà).

A Billy l'unica cosa che resta da fare è quella di ricercare l'anziano sfigurato zingaro e pregarlo di togliergli di dosso la maledizione; ma non sarà affatto facile. Cercherà infatti aiuto in Ginelli, un vecchio amico gangster che nella sua vita ha già avuto il piacere di incontrare lo zingaro stregone.

Nel romanzo si delineano i tratti caratteristici della scrittura di King, nonostante si presenti attraverso questo pseudonimo; la storia scorre velocemente, intrigando il lettore almeno nella prima parte, dove Halleck si continua a domandare se il suo calo repentino di peso sia davvero causato da quel “Dimagra!” sussurrato al suo orecchio dallo zingaro, fuori dall'aula del tribunale. E nei continui interrogativi e prese di coscienza dell'avvocato, sull'idea che forse, la causa di tutto fosse da ricercare nella moglie, rea di averlo distratto durante la guida. Oppure anche nella donna zingara che si è lanciata in mezzo alla strada senza guardare che arrivasse lui, in auto.

Le tematiche trattate sono di non poco conto: il senso della giustizia, della colpevolezza che forse davvero è da ritenersi suddivisibile in equa parte; la paura di ciò che è nuovo e diverso, il campo nomadi, che irrompe nelle strade cittadine con i suoi costumi, i suoi balli, le sue acrobazie circensi; il tentativo di dialogo tra un uomo già arrivato ma quasi alla fine dei suoi giorni, e un sudicio ma potente zingaro che ha le redini delle vite delle persone in gioco.

Chi conosce abbastanza King può condividere l'idea che “L'occhio del male” non rappresenti l'epicità tra tutti i suoi romanzi, ma nonostante ciò, è un racconto che procede a ritmo molto spedito, ricco di dialoghi eccellenti e soprattutto dotato di una carica di adrenalina elevatissima. Un Richard Bachman quasi al pari di “La lunga marcia”.

Consigliato a: tutti gli amanti del Re, a coloro che non si lasciano spaventare da una semplice maledizione, e perchè no? Anche ai golosi di crostata alle fragole!

Citazione: “Così... Tu sei convinto che si è trattato di uno stallo. Così l'hai chiamato? Uno stallo... Ti sei convinto che quel che è successo alla mia Susanna è colpa tua quanto o mia o di Dio. Dici che non ti si può chiedere di pagare, per questo. Dici che la colpa scivola dalle tue spalle perchè le tue spalle sono spezzate. Non c'è colpa. Dici. E dici e dici e dici. Ma non è vero, uomo di città. Ognuno paga, anche per quel che non ha fatto”.

martedì 18 marzo 2014

Doctor Sleep - Stephen King

Doctor Sleep, Stephen King. 2014, Sperling&Kupfer. 517 pagine.

Diciamo subito due cose: 1) Doctor Sleep va letto assolutamente dopo aver divorato Shining (il libro eh, non il film che è molto diverso dal romanzo). 2) Shining è un capolavoro ed è migliore di Doctor Sleep.
Fatte queste doverose premesse, l’ultimo romanzo del Re mi è piaciuto. Non va nella top 3 assoluta dei romanzi di King, nemmeno nella top 5 a dire il vero. Ma la storia c’è, tiene, fa venire voglia di essere letta fino alla fine e il Danny adulto è credibile.

La storia comincia dove Shining finiva, ovvero con Danny e la madre sopravvissuti. Il ragazzino viene istruito da Halloran su come controllare il proprio potere. Dan cresce e la narrazione ci porta presto a vivere la sua vita adulta, fatta di alcolismo e disfacimento. Solo una grande forza di volontà porta il protagonista a disintossicarsi. Succede quando trova lavoro alla Microcittà di Frazier, aiutato da Billy Freeman e Casey Kinglsey. Parallelamente alla vita di Dan, seguiamo quella di Abra, giovane bambina dotata di un immenso potere. Il suo “vapore”, ovvero la sua essenza vitale fatta di luccicanza, fa gola al Vero Nodo, un gruppo di nomadi che viaggia su camper per mezza America e sempre alla ricerca di giovani carichi di vapore che a loro serve per sopravvivere. In sostanza si tratta di vampiri anche se cercano qualcosa di molto diverso dal sangue. Quando Rose, la guida del Nodo, percepisce Abra e il suo potere, vuole rapirla per nutrire la sua gente. Toccherà a Dan aiutare la ragazzina.

In Doctor Sleep non c'è il romanticismo degli ultimi libri di King e nemmeno l'horror dei primi. E’ qualcosa di diverso, forse più un romanzo soprannaturale. Ma non mancano i colpi di scena, le ghiotte citazioni che vi lascio scoprire e i riferimenti e i rimandi a Shining con graditi ritorni o spiegazioni più dettagliate di come sono andate le cose dopo l'Overlook Hotel. Se Shining faceva paura, Doctor Sleep fa riflettere su tanti aspetti della vita. Come l'amore incondizionato di un figlio verso il padre; come l’alcolismo (tema non originale a dire il vero, ma qui trattato molto accuratamente) o come le difficoltà dell’adolescenza. A proposito di quest’ultima, King sorprende su come sia ben informato su gusti e abitudini di una tipica ragazzina tredicenne come può essere Abra. Si vede il grandissimo lavoro di ricerca fatto dallo scrittore. Ma questa non è una novità.

Consigliato a: gli amanti di King e del soprannaturale. Ma soprattutto a chi ha già letto Shining.

Citazione: “Arrivava un momento in cui ti rendevi conto che continuare a scappare era inutile. Che ovunque andassi, avevi sempre te stesso al tuo fianco.”

venerdì 20 settembre 2013

Stagioni diverse - Stephen King

Stagioni diverse, Stephen King. 1982, Sperling & Kupfer. 588 pagine

Stephen King scrive Stagioni diverse nel 1982, dopo aver dato alle stampe Carrie, Le notti di Salem, Shining, A volte ritornano, L’ombra dello scorpione, La zona morta, L’incendiaria e Cujo. Ma anche dopo Ossessione, La lunga marcia e Uscita per l’inferno, pubblicati con lo pseudonimo di Richard Bachman.
Si tratta di una raccolta di quattro novelle, tre delle quali diventate celebri dopo l’uscita di altrettanti film a loro ispirati. E sono una più bella dell’altra, credetemi. King, come al solito, conduce il lettore per mano senza lasciarlo fino all’ultima riga del libro. C’è l’orrore, ovviamente, l’incubo, ma anche tanta vita, tanta avventura e storie intense. Vediamole una a una.

Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank
Le ali della libertà per chi conosce il film. Tra l’altro una delle pellicole più belle delle storia del cinema. La trama è nota: il banchiere Andy Dufresne viene accusato dell’omicidio della moglie e dell’amante e incarcerato nella prigione di Shawshank. La storia inizia nel 1947 e la narra il suo migliore amico, Red, conosciuto nel carcere come la persona che può procurare qualsiasi cosa ai detenuti. E il poster di Rita Hayworth è una delle cose che Andy chiede a Red. Non svelo altro per chi non avesse visto il film e letto la novella. Una novella magnifica che ti prende dalla prima all’ultima pagina. A un certo punto sembra di vivere a Shawshank per quanto è alta l’intensità.

Un ragazzo sveglio
L’allievo il titolo del film. Il tredicenne Todd Bowden riconosce (grazie a riviste consultate precedentemente a casa di un amico) su un autobus un ex gerarca nazista. Lo va a trovare e, dopo aver negato, Arthur Denker ammette di essere in realtà Kurt Dussander, comandante del campo di concentramento nazista di Patin durante la seconda guerra mondiale. Todd vuole sapere tutto sulle atrocità commesse da Dussander e i nazisti e spende sempre più tempo con il vecchio, e i risultati scolastici ne risentono. Così Dussander dovrà fingersi il nonno del ragazzo per risolvere la grana della scuola. Ma questo innescherà una serie di eventi che porteranno alla tragedia. Tra le quattro novelle è quella che mi è piaciuta meno. Ma non perché sia banale, scritta male o poco avvincente, anzi è il contrario. Ma l’ho trovata ‘disturbante’ per il tema trattato. E mi rendo però anche conto che ‘disturbante’ può essere un pregio, quindi bravo King pure stavolta.

Il corpo
Stand by me il celebre film. Il racconto è ambientato nel 1960 quando Gordon Lachance, un tredicenne che vive a Castle Rock, nel Maine, e tre amici, Chris Chambers, Teddy Duchamp e Vern Tessio, trovano il corpo di Ray Brower, un loro coetaneo uscito in cerca di mirtilli e mai più tornato. Sembra sia stato investito da un treno. E’ Gordon il narratore, un ragazzino che ha il talento di saper raccontare e infatti diventerà uno scrittore da adulto. La novella è avventura allo stato puro con i protagonisti sboccatissimi e divertenti. Ma c’è anche un velo di tristezza nell’aria, la sensazione che tutto presto finirà per forza di cose. Da non perdere il racconto nel racconto La Vendetta di Culo di Lardo Hogan narrato da Gordon ai tre amici. E simpatica la citazione di Cujo.

Il metodo di respirazione
L’unica novella dalla quale non è stato tratto alcun film. Il narratore della storia è David, un uomo di mezza età, notaio a Manhattan, associato a uno strano club in cui i membri, oltre a leggere libri che non esistono in alcuna biblioteca del mondo, discutono e giocano a biliardo e scacchi, raccontando strane storie. Il giovedì prima di Natale, l'anziano medico Dr. McCarron racconta la storia di una paziente incinta e del suo parto, avvenuto in un modo tanto agghiacciante quanto incredibile. Forse la mia novella preferita di Stagioni Diverse, anche se la scelta è ardua. Il metodo di respirazione è tutto King: c’è l’horror, c’è il mistero, l’inspiegabile, l’umanità dei personaggi, l’amore, le lacrime.

Consigliato a: gli amanti di King, naturalmente. Una lettura che va fatta. E a chi conosce i film ma non le novelle per poter fare un paragone ragionato.

Citazione: "Voglio andarmene in qualche posto dove nessuno mi conosce e dove non ho nessuna macchia nera addosso prima di cominciare. Ma non so se ce la faccio." "Perché?" "La gente. La gente ti trascina giù." "Chi?" chiesi io, pensando si riferisse agli insegnanti, o a mostri adulti come Miss Simons, che aveva desiderato una gonna nuova, o magari a suo fratello Eyeball che se ne andava in giro con Ace e Billy e Charlie e gli altri, o magari a suo padre e sua madre. Ma lui disse "I tuoi amici, loro ti trascinano giù, Gordie. Non lo sai?" Indicò Vern e Teddy, che si erano fermati e aspettavano che li raggiungessimo. Stavano ridendo di qualcosa; Vern, anzi, era piegato in due dalle risate. "I tuoi amici. Sono come quelli che ti annegano attaccandosi alle gambe. Non puoi salvarli. Puoi solo annegare con loro." (da Il corpo)

lunedì 8 aprile 2013

Infernalia - Clive Barker


Infernalia, Clive Barker. 1984, Sonzogno. 222 pagine.

Prima di iniziare la recensione, permettetemi un piccolo vanto. Ho scovato la prima edizione di Infernalia di Clive Barker in un mercatino romano, in vendita a poco meno di due euro. Esatto, avete capito bene: prima edizione Sonzogno, rilegata, piuttosto introvabile e ben quotata, a meno di due euro. Ok, ora potere rosicare un po’.Ma parliamo del libro. Infernalia è l’opera prima di Clive Barker, scrittore e regista inglese famoso per i suoi libri e film horror. Si tratta del suo esordio nel mondo letterario, datato 1984. E' il primo di sei Libri di Sangue ed è una raccolta di racconti, tutti collegati tra loro.

Il collegamento sta tutto nel primo racconto Il Libro di Sangue, appunto. E’ la storia della genesi di tutti i racconti successivi e narra la vicenda del giovane imbroglione McNeal che al numero 65 di Tollington Place finge di invocare i morti dall’aldilà imbrattando muri e arredamenti con vernice e fingendo che questi siano i segni lasciati dai defunti. Finché accade che i morti arrivano sul serio e per lui saranno guai. Ci penserà la dottoressa Florescu ad assisterlo e soccorrerlo in un modo però singolare perché singolare è anche il trattamento che i defunti riservano al povero McNeal.

Il secondo racconto, Macelleria Mobile di Mezzanotte, è forse il più crudo e intenso emotivamente. Un misterioso assassino si aggira nella metropolitana di New York e il protagonista, Leon Kaufman, lo incrocerà presto con sviluppi straordinari. La vicenda parla di orrori umani ma anche di forze sovrannaturali e primordiali che vivono e comandano New York dal sottosuolo. Per i cinefili, da questo racconto è stato tratto il film del 2008, Prossima fermata - L'inferno, diretto da Ryuhei Kitamura con soggetto dello stesso Barker.

Il Ciarliero e Jack
è il racconto più divertente che stempera un po’ l’angoscia lasciata dalla Macelleria Mobile di Mezzanotte. Ci narra la tragicomica lotta tra un uomo apparentemente mite e privo di personalità, Jack Polo, e un demone dispettoso, il Ciarliero, mandato dall’Inferno per impossessarsi dell’anima dell’uomo. La creatura sovrannaturale si scatenerà per far capitolare Jack tormentando anche le figlie di ques’ultimo.

Abbiamo poi Mai dire Maiale, ambientato in un carcere minorile molto particolare. Lo gestisce la dottoressa Leverthal che già dalle prime righe sembra nascondere qualcosa a Redman, un poliziotto (chiamato appunto “maiale” dai piccoli delinquenti) al quale hanno assegnato questo nuovo lavoro di guardia. Nel Centro di Riabilitazione minorile si cela in effetti un terribile segreto e Redman inizierà a indagare quando conoscerà il piccolo Lacey, prigioniero del Centro e tormentato dai coetanei in maniera brutale. Questo racconto ha una splendida ambientazione e un finale disturbante.

Sesso, morte e stelle
è fondamentalmente un racconto sugli zombie. Ambientato nel mondo dello spettacolo, per la precisione a teatro, vede il regista Calloway alle prese con la rappresentazione de La dodicesima notte di Shakespeare all’l'Elysium Theather che sta per essere chiuso. La dodicesima notte sarà quindi l’ultimo spettacolo per quel posto e il misterioso signor Lichfield aiuterà Calloway affinché lo show sia una cosa mai vista e indimenticabile, ma soprattutto con attori e spettatori all’altezza. Anche questo è un racconto abbastanza divertente, ma con lati oscuri.

Infine arriva il racconto più strano, quasi filosofico: In collina, le città. Qui due città della Jugoslavia (al tempo del libro di Barker era ancora un’unica nazione), si dichiarano guerra, ma in un modo che non si era mai visto prima. Non voglio dire altro per non rovinare la sorpresa. Aggiungo solo che i protagonisti sono due turisti inglesi, amanti: Mick e Judd. Da una tranquilla e anche noiosa vacanza, si ritroveranno catapultati in una realtà assurda, ai confini della realtà.

In conclusione posso affermare con sicurezza che Infernalia mi è piaciuto molto. Come ogni raccolta di racconti ci sono quelli che piacciono di più e quelli di meno. Ma la qualità della scrittura di Barker non si discute e resta ad alti livelli praticamente in ogni storia. Fa paura? Eccome.

Consigliato a
: chi ama il genere horror ma vuole qualcosa di più forte rispetto ad autori più celebrati come Stephen King. Barker sa trasportare in un’altra dimensione e intrappola il lettore in mondi deliranti e angoscianti.

Citazione
: “I morti hanno vie di comunicazione. Percorrono le ignote distese dietro la nostra vita, animate dal traffico interminabile di anime dipartite, nell'infallibile procedere di treni fantasma, di vagoni di sogno.”

venerdì 1 marzo 2013

Shining - Stephen King


Shining, Stephen King, 1977. Bompiani, 429 pagine.

Shining
è il terzo romanzo in ordine cronologico scritto da Stephen King e viene dopo Carrie e Le Notti di Salem. Parliamo un libro di culto la cui fama è stata accresciuta dal film omonimo diretto da Stanley Kubrick nel 1980. E entrambi, romanzo e pellicola, sono capolavori; anche se i finali delle due opere sono molto diversi. King rimase contrariato quando vide per la prima volta il film, affermando che non era molto coerente con il suo romanzo.

Ma noi oggi siamo qui per parlare esclusivamente del romanzo. La trama vede Jack Torrance, scrittore fallito ed ex alcolizzato, trasferirsi con la bionda (sì, è bionda) moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni all’Overlook Hotel, tra le montagne del Colorado: il suo compito è fare il guardiano durante la chiusura invernale. Danny ha una dote particolare extrasensoriale, lo shine, e tra le mura dell’hotel si materializzano tutti gli orrori accaduti in quel posto in quasi un secolo di storia. L’hotel è il male, è vivo e vuole Danny. Per ottenerlo corrompe il più debole della famiglia, Jack. Mi fermo qui per non fare spoiler. Sappiate però che il finale mi è piaciuto parecchio, sicuramente più di quello del film.

Lo stile di King è ancora acerbo, ma già in Shining prende forma la sua capacità di fare paura, incutere timore e fare perdere per lunghi tratti la concezione dello spazio e del tempo. L’Overlook è malvagio e lo si avverte a livello fisico; volenti o nolenti l’hotel diventerà la nostra casa per tutta la durata del romanzo. Merito dell’autore che descrive alla perfezione la topologia dell’ambiente, facendo scoprire man mano tutti gli orrori. Fate particolarmente attenzione alla camera 217. La narrazione è onnisciente: significa che King descrive la storia dall’alto, sapendo già tutto di tutti. In breve: l’americano in questo libro se ne frega della regola del Punto di Vista, lasciando le seghe mentali sull’argomento ad altri. Certo, per farlo bisogna essere molto bravi. E l’autore dimostra come si possa scrivere un grande romanzo guardandolo da una prospettiva alta e raccontando la storia come fosse un film. Il lettore resta comunque coinvolto, non perde nulla e, di volta in volta, sa sempre quale personaggio pensa o quello che vede.

A parte il finale, sono tante altre le differenze sostanziali rispetto al film. Per esempio i personaggi, nel libro più numerosi e tratteggiati con più particolari. E Jack impazzisce perché “posseduto” dalle forze del male dell’hotel: questo è molto chiaro nel libro. Quindi, se già avete visto il film, non conoscete affatto il romanzo: fidatevi.

Consigliato a
:  chi ama l’horror e le belle ambientazioni. Consigliato anche a chi ha già visto il film per godersi un finale completamente diverso e affascinante.

Citazione
: “Capiva un sacco di cose riguardo ai suoi genitori. Sapeva benissimo che spesso non gradivano affatto la sua capacità di capire, e altrettanto sovente si rifiutavano di credere che lui capisse davvero. Ma un giorno o l’altro avrebbero dovuto crederci. Per il momento Danny si accontentava di aspettare.”

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