venerdì 11 dicembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Il dizionario del diavolo” - Bierce Ambrose

Il dizionario del diavolo, Bierce Ambrose. Dalai Editore, 2012. 184 pagine, 3,95 euro.

Voto: 9

Capita poche volte nella vita di trovare un libro fantastico a caso. Di scovarlo sullo scaffale di una libreria e prenderlo senza una ragione particolare, senza che nessuno ce ne abbia parlato, senza sapere niente né del titolo, né tanto meno dell'autore. 
Tutto questo è capitato a me, qualche giorno fa, quando per caso mi sono trovata davanti questo libriccino dalla copertina molto accattivante. Non l'ho nemmeno aperto. Costava poco e poi nel retro copertina si parla di Hemingway, tanto è bastato per arraffarlo.

Sono tornata a casa e l'ho aperto. Era davvero un dizionario! Nel senso che è strutturato come tale, infatti ci sono delle parole semplicemente affiancate dalle loro definizioni.
Detto così si potrà pensare che il libro sia di una noia paurosa, ma invece così non è. Ambrose Bierce ha inserito in questo piccolo libro tutto il suo cinismo, la critica verso una società corrotta dal perbenismo, dalla fede inutile e inculcata a forza, e dal cittadino medio che riesce sempre a farsi comandare dalle persone meno degne del potere.

voto (s.m.) Simbolo e strumento della facoltà che un uomo libero ha di comportarsi da imbecille e di fare danno al proprio paese.

Ovviamente non è una lettura per chiunque. Ci vuole il giusto grado di crudezza, cinismo e disillusione. È necessario approcciarsi al testo liberandosi da qualsiasi altra supposizione o preconcetto riguardo il mondo e la vita.

fede (s.f.) Credenza non suffragata da prove in ciò che sostiene qualcuno, che parla senza saperne nulla di cose che non hanno termini di confronto.

E allora sì che vi si aprirà il vero mondo. Completamente nuovo e diverso da ciò che credevate. 
Cinicamente godibile.

giovedì 3 dicembre 2015

#LEMINIRECENSIONI: “Goodbye, Columbus e cinque racconti“– Philip Roth

Goodbye, Columbus e cinque racconti, Philip Roth. Einaudi, 2013. 259 pagine, 12,00 euro.

Voto: 8

“Voglio leggere Philip Roth”, mi son detta, una domenica mattina. Ma da quale romanzo partire? Beh, dal primo ovviamente. “Goodbye, Columbus e cinque racconti” è l’esordio letterario del venticinquenne scrittore statunitense contraddittorio per eccellenza, dallo stile semplice che riecheggia facilmente J.D. Salinger, ma dalle cui pagine è difficile staccarsi. Se non per prendere una boccata d’aria, una tantum, come è capitato a me. Sì perché io ho odiato tantissimo i protagonisti del romanzo (mi sono limitata a quello – i racconti non fanno per me) e ho dovuto prendermi le dovute pause per evitare di defenestrare il libro, salvo poi riprenderlo, accoccolarmelo addosso, e ricominciarne la lettura. 
Perché sì, alla fine tornavo sempre da lui.
Il povero Neil Klugman, lasciato presso la stramba zia Gladys a convivere tra orari dei pasti scadenzati, frutta introvabile nel frigorifero e pianti isterici pre-partenza per le meritate ferie, si innamora della ricca studentessa ebrea Brenda Patimkin, durante un pomeriggio assolato trascorso in piscina.

La prima volta che la vidi, Brenda mi pregò di tenerle gli occhiali. Poi avanzò fini all'orlo del trampolino e scrutò la piscina, strizzando gli occhi; ma fosse pur stata asciutta, ella non se ne sarebbe accorta, tanto era miope. Si lanciò in un tuffo armonioso e un momento dopo tornò verso il margine della vasca, la testolina dai corti capelli rossi alta sull'acqua come una rosa dal lungo stelo.

La contraddizione si manifesta già qui: una lotta di classe furiosa nella quale il giovane Neil tenta di farsi strada a gomitate per poter  ottenere almeno in parte la fiducia dei genitori della ragazza.
La vicenda si snoda tutta durante una vacanza estiva. Ed è proprio in vacanza, fuori dal mondo, in un’altra dimensione, che si trova il protagonista maschile. Lui è perfettamente consapevole di quanto possa avere dalla giovane Patimkin: sesso e mai amore, nonostante quei fuggevoli, tristi, improbabili “ti amo” volanti durante nuotate in piscina e dopo piccoli fraintendimenti. Neil sa che, passati quei giorni fatti di sessualità e di piccoli film mentali inconcludenti, dovrà tornare alla realtà, rinchiuso nella sua biblioteca, ad osservare il ragazzino di colore bearsi su un albo illustrato dedicato a Gaugin. Quella è la sua vita, e non può sfuggirle.

Sarcasmo e sfacciataggine si fanno strada in una narrazione semplice e semplificata che è riuscita a stuzzicare la mia curiosità per un autore tanto acclamato e discusso. Quale sarà la prossima lettura? ….

martedì 1 dicembre 2015

La gemella silenziosa - S.K. Tremayne

La gemella silenziosa, S.K. Tremayne. Garzanti, 2015. 307 pagine, 14,36 euro.

Voto: 9/10

Io ho il dna uguale a mia sorella. Io sono la sua esatta copia. Il problema dell'identità affrontato nel romanzo di S. K. Tremayne, “La gemella silenziosa”, io in quanto gemella l'ho affrontato fin da piccola. Ma non a questi livelli. 

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