lunedì 7 luglio 2014

Silicon Valley

Scheda tecnica:


Titolo originale: Silicon Valley
Paese: Stati Uniti d'America
Casa di produzione: Judgmental Films, Altschuler Krinsky Works, 3 Arts Entertainment
Anno: 2014 - in produzione
Genere: commedia
Stagioni: 1
Episodi: 8
Durata: 30 min (episodio)
Lingua originale: inglese
Ideatore: Mike Judge, John Altschuler, Dave Krinsky

Interpreti e personaggi principali:

Thomas Middleditch: Richard Hendricks
T. J. Miller: Erlich Bachman
Josh Brener: Nelson Bighetti
Martin Starr: Bertram Gilfoyle
Kumail Nanjiani: Dinesh Chugtai
Christopher Evan Welch: Peter Gregory
Amanda Crew: Monica
Zach Woods: Donald "Jared" Dunn

La conoscete tutti la storia del Pifferaio Magico? E se vi dicessi che da oggi non è più il protagonista di una favola ma è una nuova piattaforma che permette la compressione di file musicali nel modo più efficiente e veloce di quanto si sia mai visto fino ad ora? 
Ringraziamo Richard Hendricks, programmatore dell'icubatore gestito da Erlich Bachman, che ha creato il nuovo Pied Piper!

Pied Piper è una nuova piattaforma, nata in principio come aiuto per i musicisti a capire se le loro nuove canzoni potessero essere inedite oppure plagi. A chi poteva servire un'applicazione del genere?! In apparenza brutta e inutile, ignorata e presa in giro da tutti, ma dietro di sé nasconde un algoritmo che permette la compressione di file musicali ultra veloce e senza perdite. 
Una volta scoperta l'utilità del novello pifferaio magico, i nuovi Jobs e Wozniak sono stati catapultati in un mondo fatto di decisioni ponderate, milioni di dollari e ansie da prestazione.

Richard accetterà 10 milioni di dollari per la sua creazione oppure proseguirà nella sua strada fondando una sua società con un finanziamento di 200 mila dollari per il 5% sul suo progetto?

Una serie divertente, ironica, comica, ma solo per gli esperti ed appassionati del settore e di questo tipo di serie, perché talvolta posso assicurare che certi meccanismi possono sembrare complicati. 

Consigliata a: decisamente a tutti i geek del mondo, gli appassionati di tecnologia e di informatica; la sconsiglio ai non addetti ai lavori, nel senso che, come già accennato, è una serie che può risultare un po' ostica soprattutto ai non appassionati del genere.

martedì 1 luglio 2014

Colpa delle stelle - John Green

Colpa delle stelle, John Green. 2012, Rizzoli. 356 pagine

Parliamoci chiaro. Se io finisco un libro in due sere e durante la lettura mi commuovo, non c’è “ma” che tenga: in una scala da uno a cinque, il libro merita cinque stelle. Punto.

La mia recensione di Colpa delle stelle potrebbe finire qua, con l’invito finale a leggerlo. Ma il mio ruolo mi impone di continuare e ci provo, anche se qualsiasi cosa scriverò sarà quasi certamente riduttiva.

La trama in breve. Hazel Grace, 16 anni, ha un cancro alla tiroide e sopravvive grazie all’assunzione di un farmaco sperimentale. Durante un incontro a un gruppo di supporto, conosce il diciassettenne Augustus Water, ex giocatore di basket ma che ha perso una gamba per un tumore. La ragazza è attratta da lui e convince il ragazzo a leggere il suo romanzo preferito, "Un'imperiale afflizione", scritto da Peter Van Houten, un autore che si è ritirato a vita privata. Hazel vorrebbe sapere dallo scrittore il futuro di alcuni personaggi del libro, ma lui non risponde mai alle sue lettere. Ci penserà Augustus a contattarlo e a organizzare addirittura una trasferta insieme ad Hazel ad Amsterdam, dove Van Houten vive. Di più non vi dirò tranne che assisterete a una delle storie d’amore più intense che vi sia mai capitato di leggere.

Nonostante il romanzo parli di cancro, non dovete assolutamente spaventarvi. Green è un maestro a trattare l’argomento, non dico con leggerezza, ma in modo sereno e non pesante. E anzi i protagonisti sono irresistibili quando fanno battute umoristiche sulla loro difficile condizione, senza retorica e senza mai scadere nel cattivo gusto. Io sapevo, per aver letto in giro, che Colpa delle stelle potesse colpire a livello emotivo e, vi giuro, ho provato in tutti i modi a leggerlo in modo distaccato, senza farmi coinvolgere. Ma ho fallito. E’ impossibile non commuoversi per i protagonisti del romanzo o per Isaac, l’amico di Hazel e Gus, che perde tutto, ma non molla mai. John Green, senza che ve ne rendiate conto, vi immerge nella storia e ogni via di scampo è preclusa.

Colpa delle stelle è un magnifico romanzo, scritto bene; è Hazel in prima persona a raccontarci la storia e il libro è un mix di emozioni: è divertente, sarcastico, drammatico, commovente, spiazzante. Negli Stati Uniti è da poco uscito il film e io sarei anche tentato di andarlo a vedere quando raggiungerà l’Italia, ma detto sinceramente: non so se ce la farò se ha la stessa intensità del libro. Sì, ho pianto già fin troppo, okay? Okay.

Consigliato a: chiunque sappia leggere. Non scherzo.

Citazione: “Non puoi scegliere di essere ferito in questo mondo, vecchio mio, ma hai qualche possibilità di scegliere da chi farti ferire. A me piacciono le mie scelte.”

giovedì 26 giugno 2014

Che tu sia per me il coltello - David Grossman

Che tu sia per me il coltello, David Grossman. 1999, Mondadori. 330 pagine

Ho scovato Che tu sia per me il coltello in uno dei tanti mercatini dell’usato che frequento a Roma. Conoscevo di fama titolo e autore, anche se confesso di non essere mai stato tanto interessato alla lettura di questa opera. Ma voi avreste lasciato sugli scaffali Grossman al costo di un euro, in ottime condizioni? Ecco.


Di cosa parla Che tu sia per me il coltello? Si tratta di un romanzo epistolare. Yair a una festa vede una donna, della quale non sa nulla. Colpito dal suo volersi isolare dal resto della gente e commosso da questa visione, decide di scriverle una lettera per invitarla a intraprendere con lui una relazione aperta, sincera e puramente epistolare. La donna, Myriam, gli risponde e si scatenano così passioni, forti sentimenti, ricordi e misteri mai rivelati a nessuno. E amore, naturalmente. Lei vorrebbe anzi portare la relazione alla realtà, mentre Yair no. Ma le lettere di Myriam colpiscono l’uomo, creano ferite profonde e fanno emergere la necessità di una svolta nella sua vita.

Confesso di essere stato sconcertato dall’inizio di questo romanzo. Yair mi ha dato come prima impressione quella di essere uno stalker. Non per le lettere che spedisce, che vengono anzi ricambiate da Myriam. Ma da come si comporta nelle prime fasi di questo rapporto, soprattutto dopo un episodio specifico di cui non dirò nulla per non rovinarvi la lettura. Ma non spaventatevi, Yair non è uno stalker. E’ solo un uomo fondamentalmente solo che deve essere redento e salvato. La lettura poi procede più scorrevole ed è una gioia scavare nell’infanzia del protagonista, con episodi e avvenimenti che vi resteranno dentro.

Che tu sia per me il coltello è stato scritto nel 1999, ma è più che mai attuale. Personalmente mi ha ricordato i rapporti umani odierni, quelli dell’era delle chat di Internet, gli scambi epistolari che adesso si fanno via email. Quanti di voi hanno vissuto in pieno l’era del Web degli Anni Zero, avranno sicuramente intrapreso un rapporto di amicizia virtuale che magari si è trasformato in qualcosa d'altro senza mai aver incontrato fisicamente l’amico/a o amante. Si scatenano sentimenti forti, spesso molto più potenti di quelli di un classico rapporto amoroso, proprio perché manca il contatto fisico e la visione. Il romanzo di Grossman ci parla di questo e l’autore israeliano lo fa con uno stile impegnato ma chiaro, limpido e scorrevole. Ho detto scorrevole, sì. Ma attenzione: la vostra lettura sarà spesso interrotta da frasi così belle e forti che dovrete fermarvi, respirare e rileggervele per forza. Non a caso Che tu sia per me il coltello è uno dei romanzi da cui sono tratte innumerevoli citazioni d'amore.

Consigliato a: è stato il mio primo Grossman, e molti consigliano di non iniziare da questo romanzo. Posso essere d’accordo. Ma io non ho trovato difficoltà e anzi sono stato piacevolmente travolto dalla storia di Yair e Myriam. Se siete dei romantici temerari, questo libro fa per voi.

Citazione: Solo una? Ok. “Guardo ogni cosa bella due volte. Ho deciso così. Una volta per me e una per te. Per risarcirti un po', con tutti i miei limiti, della bellezza di cui non puoi circondarti in casa tua, perché so che ne hai bisogno come dell'aria per respirare.”

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